Justo quando si celebrano 25 anni dal suo ritorno a Cuba dopo un conflitto internazionale di custodia, Elián González assicura di non pentirsi di essere rimasto nel suo paese, nonostante le difficoltà attuali.
"Ciò che non è mai passato per la mia mente è il pentimento di essere a Cuba e di crescere con la mia famiglia. Posso stare attraversando situazioni difficili e posso affrontare qualsiasi problema...", ha espresso.
Secondo Elián, nei momenti difficili ricorda Fidel Castro e come lo abbia insegnato a combattere e a andare avanti.
Raccontò che ringrazia Fidel non solo per averlo "restituito a suo padre", ma anche per avergli dato un posto simbolico nel cuore dei cubani.
"Ciò che non può essere mai messo in dubbio è il mio impegno verso il popolo di Cuba, di essere qui, di essergli fedele e di lottare per lui", ha sottolineato.
Le dichiarazioni sono state rilasciate presso il Centro Fidel Castro Ruz, durante l'evento "Con luce propria", dove González è apparso insieme alla sua figlia piccola, in un gesto simbolico che sembrava chiudere il ciclo di una storia legata alla narrativa del regime.
A 25 anni dal suo ritorno sull'isola, l'attuale deputato si è presentato come un difensore del comunismo, che ricorda il defunto dittatore con devozione e lo evoca come figura familiare e protettrice.
Durante il suo intervento, Elián ha raccontato aneddoti sulla sua relazione con il governante, che ha descritto come un nonno affettuoso che gli regalava cioccolatini, giochi e gli organizzava lezioni speciali.
Ora, assicura che parla a sua figlia di Fidel come se fosse un membro della famiglia. "Quando lo vede in una foto, già lo riconosce," ha commentato.
La presenza pubblica di Elián e il suo testimonio rafforzano l'immagine del "bambino simbolo" diventato adulto impegnato nei valori della rivoluzione.
In una Cuba segnata dalla crisi e dal disincanto generalizzato, le sue parole ripetono il discorso ufficiale dove la figura di Fidel continua a essere presentata come guida, salvatore e modello di comportamento.
Con convinzione e senza esitazioni, Elián sembra deciso a mantenere il ruolo che gli è stato assegnato fin dall'infanzia: quello del bambino che è stato simbolo... e che ora, da adulto, continua a sventolare.
Domande frequenti su Elián González e il suo rapporto con il regime cubano
Perché Elián González non si pente di vivere a Cuba?
Elián González afferma di non pentirsi di vivere a Cuba perché apprezza di essere cresciuto insieme alla sua famiglia e il suo impegno nei confronti del popolo cubano, nonostante le difficoltà che affronta. Le sue dichiarazioni riflettono un discorso allineato con il regime, dove continua ad evocare Fidel Castro come una figura paterna e protettiva.
Qual è la relazione tra Elián González e Fidel Castro?
Elián González descrive Fidel Castro come un "nonno affettuoso" che si è preso cura di lui e gli ha offerto supporto. Racconta che Fidel lo ha istruito a lottare e a andare avanti, oltre ad avergli dato un posto simbolico nel cuore dei cubani. Questa relazione è utilizzata come parte della narrazione del regime per promuovere la figura di Fidel Castro.
Com'è stata la vita di Elián González dal suo ritorno a Cuba?
Dalla sua ritornata a Cuba, Elián González ha vissuto come una figura simbolica del regime cubano, diventando deputato e difensore del comunismo. La sua storia è profondamente legata alla narrativa ufficiale e è stata presentata pubblicamente in eventi che rafforzano la sua immagine come un vessillo della Rivoluzione.
Cosa simboleggia Elián González per il regime cubano?
Elián González è considerato un "bambino simbolo" del regime cubano. La sua storia è utilizzata come un esempio di lealtà e impegno verso gli ideali della Rivoluzione, e la sua vita è inquadrata in un racconto che rafforza la figura di Fidel Castro come un salvatore e protettore del popolo cubano.
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