L'annuncio dell'affitto della Tribuna Antimperialista José Martí, situata lungo il Malecón avana, ha scatenato una tempesta di meme, scherzi e satire politiche sui social network.
La pubblicazione, apparsa originariamente come contenuto sponsorizzato nel portale ufficiale Cubadebate, offriva uno spazio simbolico per eventi privati a prezzi che raggiungevano fino a 28.000 pesos cubani al giorno, il che equivale a circa 230 dollari al cambio ufficiale.
La notizia non tardò a diffondersi, suscitando indignazione, incredulità e, soprattutto, creatività. Tra lo stupore e l'umorismo, i cubani risposero con una serie di meme che resero di tendenza l'affitto della tribuna, costruita nel 2000 come parte della cosiddetta "Battaglia delle Idee".
Una satira nazionale: La Tribuna, i 15 e i bonches
Uno dei primi e più virali meme è stato quello dell'utente Yaiset Rodríguez Fernández, che ha pubblicato su Facebook il seguente testo accompagnato dallo screenshot dell'articolo rimosso e dall'errore 404:
—Ciao, è la Tribuna Antimperialista? / —Sì, cosa desidera? / —Volevo festeggiare i 15 anni della ragazza. Ma sai, possiamo decorare con le cose che ha mandato la zia di Miami, vero?... Ohi, ohi... Ah, sembra che sia caduto.

La satira mirava direttamente alla contraddizione tra il peso ideologico dello spazio e l'intenzione commerciale dell'affitto, completata dall'ironia della censura successiva: Cubadebate ha ritirato l'articolo poche ore dopo la sua pubblicazione, scatenando ulteriori battute.
Il comico Alian Aramis è stato più diretto nel suo commento: “Si affitta la Tribuna Aperta per festeggiamenti, quindici, concerti di merda, ubriacature, quello che volete. Dobbiamo cercare le pallottole, signori! (...) Cubadebate si è vergognato dopo aver annunciato l'affitto e ha rimosso il post, ma un memer che si rispetti aveva già fatto lo screenshot.”
Otro post di José Raúl Gallego, con tono serio ma non meno pungente, avvertiva: “Non è un meme. Ripeto, non è un meme. (...) Poco tempo dopo che scatenarono le derisioni, Cubadebate ha cancellato il post. Ma è rimasta la cattura dello schermo.”
La risignificazione simbolica in chiave di meme
Una delle pubblicazioni più commentate è stata quella dell'utente Diego Maslani, che in un tono lirico e ironico ha descritto:
"Lì, Fidel tenne alcuni dei suoi discorsi più appassionati (...) Lì tutto, assolutamente tutto, aveva un’intenzionalità ideologica, politica, di identità rivoluzionaria (...) Ora, qualcuno dirà da un momento all’altro che la statua di Martí, quella con lo sguardo, il braccio e il dito accusatore, non si adatta all’ambiente. Non sono precisamente le 'porte' ciò che si sta aprendo lì."
In his "update", Maslani concludes with a sharp observation: “The fact that Cubadebate eliminates the sponsored article does NOT mean that the administrative management of the Tribuna Antimperialista gives up its plans to rent its spaces.”
A questo coro si è unito anche Damián Castillo, che ha satirizzato su Facebook: “Dopo che hanno trasformato il Capitolio Nazionale in una fiera di Tabacchi per ricchi stranieri, che cosa può sorprendermi del fatto che venga affittata la Tribuna Antimperialista. (...) Il posto è fantastico per... ¡¡Fare Festa!! (...) ¡Viva la Riconsiderazione Simbolica!”
E in uno dei meme grafici più incisivi, Mag Jorge Castro ha condiviso un'illustrazione in tono surrealista: l'immagine della Tribuna con un cartello di “ERROR 404” al centro, sotto la scritta: “Se affitta-ba”.
Da simbolo rivoluzionario a sala da feste
El meme più elaborato, condiviso da Loquillo Cubano, è una vera cronaca di umorismo critico:
Hanno iniziato (con il Capitolio come ben mi hanno fatto notare nei commenti), ora continuano con la Tribuna Antimperialista. Sì, quel palco di pietra dove si invocavano gli spiriti della dignità, dove i pionieri gridavano "Saremo come il Che!" mentre una brezza salmastra avvolgeva il loro fazzoletto. Bene: ora quel altare patriottico può essere tuo... per alcune ore, ovviamente. Basta avere dollari freschi (o euro, se sei tra i più progressisti) e potrai affittare la sede dove venivano lanciati dardi verbali all' "impero", per organizzare da una passerella di moda retro-socialista a una festa di rivelazione di genere con luci LED e musica del Micha
E continuò con un crescendo di ironia:
“La rivoluzione, che prima ti espropriava la casa, ora te la affitta con opzione a fotomatón. (...) La Plaza de la Revolución? Spazio ideale per congressi aziendali e festival di musica urbana. La statua di José Martí? Zona VIP per influencer. Il Cementerio di Santa Ifigenia? Pacchetti con lettura drammatizzata del Manifesto di Montecristi. (...) Perché a Cuba non si fa più la storia, si fattura con essa.”
La frase finale è rimasta come possibile riassunto di tutto l'episodio: “Socialismo, sì... ma con tariffa oraria.”
Dal errore 404 alla smentita ufficiale
La viralità del tema è stata tale che Pedro Lizardo Garcés Escalona, presidente del Consiglio Popolare Rampa, si è visto costretto a smentire pubblicamente l’annuncio di Cubadebate, dichiarando ai media ufficiali che la Tribuna continuerà a essere uno spazio “di denuncia del popolo cubano”. Tuttavia, la mancanza di coordinamento comunicativo tra le istanze governative è emersa chiaramente.
Lo che sembrava un comune pubblicitario, senza particolare rilevanza, si è trasformato in simbolo dell'assurdo: la trasformazione di uno spazio concepito per esaltare il discorso antiimperialista in una sala per feste private. I social media cubani, rapidi quanto sarcastici, non hanno perso l'occasione di convertirlo in un fenomeno virale.
L'epica in affitto
La crisi economica e la ricerca di valute stanno portando il regime cubano a monetizzare anche i suoi simboli più sacri. La Tribuna Antimperialista, luogo di comizi e discorsi appassionati, è ora immaginata come una sala eventi per "quindici di Yusimi" o matrimoni a tema.
Le varie di non passare inosservato, l'episodio dimostra ancora una volta il potere dell'umorismo cubano nel trasformare la contraddizione in arte e nella risemantizzazione simbolica in burla collettiva. Come ha sintetizzato un meme, forse presto vedremo pacchetti turistici al Museo della Rivoluzione, o al Cimitero di Colón trasformato in “paintball patriottico”.
Y nel frattempo, la frase più ripetuta nei gruppi comunisti, secondo l'utente Raymer Brown, è stata una sola: “Con Fidel questo non sarebbe successo”.
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