Organizzazione avverte: La fame a Cuba è oggi un’emergenza cronica, non una crisi passeggera

La fame a Cuba riflette il collasso statale: razioni minime, cibo scolastico deplorevole, agricoltura paralizzata e il 96,91% della popolazione che ha difficoltà ad accedere al cibo.

Poverta in Cuba (Immagine di riferimento)Foto © CiberCuba

Nel primo semestre del 2025, la crisi alimentare a Cuba ha smesso di essere una conseguenza congiunturale per consolidarsi come un'emergenza umanitaria cronica.

Così ha denunciato il Food Monitor Program (FMP), un'organizzazione indipendente che monitora l'(in)sicurezza alimentare nell'isola, in un ampio rapporto pubblicato sui suoi social media con il titolo “L'abbandono statale aumenta la fame a Cuba”.

Secondo il FMP, la fame a Cuba non può più essere spiegata da fattori esterni o temporali, ma è un riflesso diretto di un modello economico fallito e di un apparato statale che ha abdicato al suo dovere più elementare: garantire l'accesso a beni e servizi essenziali.

L'organizzazione segnala che la scarsità strutturale di cibo e la povertà nutrizionale hanno smesso di essere un'eccezione per diventare norma, colpendo milioni di persone in tutto il paese.

Uno dei più simbolici esempi del collasso, sostiene il FMP, è la libera di approvvigionamento. Ciò che per decenni è stato presentato come uno strumento di equità e sicurezza alimentare, oggi rappresenta appena un meccanismo di gestione dell'abbandono.

Non garantisce più l'accesso a nutrienti fondamentali, ma organizza, con un'apparenza burocratica, una scarsità cronica.

Il panorama è ancora più drammatico se si osservano i dati nutrizionali: una famiglia cubana media di quattro persone, avverte il FMP, riceve mensilmente quantità di cibo che coprono solo tra il 20% e il 30% delle calorie giornaliere raccomandate dall'Organizzazione Mondiale della Salute.

La povertà calorica, un tempo eccezionale, è diventata norma e viene accettata come parte del paesaggio quotidiano.

La alimentazione scolastica riflette anche questa decadenza. Il FMP denuncia che ciò che viene servito in molte scuole del paese "non è alimentazione, ma umiliazione": piatti in stato deplorevole, privi di valore nutrizionale, che compromettono lo sviluppo fisico e mentale di bambine e bambini.

Lungi dall'offrire un ambiente sicuro per l'infanzia, le scuole riproducono le stesse carenze che colpiscono il resto della popolazione.

Le denunce dei cittadini, da parte loro, dipingono un quadro ancora più straziante: alimenti avariati, razioni minime e l'assenza sistematica di prodotti essenziali sono diventati parte della vita quotidiana.

Di fronte a ciò, lo Stato rimane in silenzio o ripete un racconto di stabilità che, secondo l'ultimo sondaggio del FMP, viene smentito dal 96,91% della popolazione, che afferma di avere difficoltà ad accedere al cibo.

A questo collasso si aggiunge la fragilità del sistema delle importazioni: con tra il 70% e l'80% degli alimenti consumati a Cuba che provengono dall'estero, la mancanza di divise, le infrastrutture deteriorate e i constanti blackout aggravano la situazione.

In parallelo, la produzione nazionale è praticamente paralizzata. Attrezzature agricole obsolete, terre improduttive e politiche che penalizzano l'iniziativa privata hanno svuotato il campo e affossato l'agricoltura, con cali che arrivano fino al 67 % negli ultimi anni.

Il modello di negozi in valuta, imposto dal governo, ha ulteriormente approfondito la disuguaglianza. Oggi a Cuba, mangiare in modo dignitoso dipende dall'accesso o meno ai dollari. La fame diventa così una forma di segregazione sociale ed economica.

“La fame non deteriora solo i corpi”, avverte il FMP nella parte finale del suo rapporto. “Rompe anche legami, dissolve progetti di vita e distrugge la fiducia pubblica nello Stato, nelle istituzioni e nel futuro”.

Lontano dall'essere un'emergenza passeggera, la fame a Cuba rappresenta oggi una profonda frattura del tessuto sociale. Una frattura che, se non affrontata con responsabilità e volontà politica, potrebbe continuare ad ampliarsi fino a diventare irreparabile.

Anteriormente, FMP ha avvisato che l'insicurezza alimentare a Cuba ha smesso di essere un avvertimento per diventare una realtà quotidiana e allarmante: uno su quattro abitanti è dovuto andare a letto senza cena negli ultimi mesi.

Secondo il rapporto "In Cuba c'è fame (2024)", lo studio si basa su un'Indagine sulla Sicurezza Alimentare condotta tra maggio e giugno di quell'anno su 2.703 famiglie distribuite in tutte le province del paese, incluso il Municipio Speciale Isla de la Juventud.

In dati ufficiali analizzati dalla piattaforma elToque, la malnutrizione è diventata una delle principali cause di morte, accompagnata dal collasso del sistema penitenziario dove, come denunciato da Cubalex, i detenuti sono morti a causa di fame estrema e abbandono.

La sicurezza alimentare si manifesta anche nelle strade del paese. Svenimenti per fame sono stati segnalati in diverse province, colpendo anziani, giovani e donne.

Molti cittadini vivono con un'alimentazione ridotta a uno o due pasti al giorno e dipendono dalla solidarietà di strada o dalla mendicità. Anche persone con limitazioni fisiche o ex-combattenti chiedono aiuto con cartelli che dicono “Questo è per mangiare”, come mostra questo testimonianza raccolta dall'Osservatorio Cubano dei Diritti Umani.

Recentemente, il FMP ha anche avvertito che più di 9 milioni di persone a Cuba stanno cucinando oggi in condizioni precarie, insalubri e pericolose.

La cifra proviene dall'analisi dell'ultimo Censimento della Popolazione e delle Abitazioni di Cuba e da studi interni del FMP, che stimano che circa 1,7 milioni di nuclei familiari utilizzano gas liquefatto (GPL), altri 2 milioni dipendono esclusivamente dall'elettricità e circa 220 mila cucinano con gas prodotto.

Domande frequenti sulla crisi alimentare a Cuba

Perché la fame a Cuba è considerata un'emergenza cronica?

Según il rapporto del Food Monitor Program (FMP), la fame a Cuba ha smesso di essere un problema temporaneo per diventare un emergenza umanitaria cronica. Questo è dovuto a un modello economico fallimentare e all'incapacità dell'apparato statale di garantire l'accesso a beni e servizi essenziali. La scarsità strutturale di alimenti e la povertà nutrizionale ora colpiscono milioni di persone in tutta l'isola.

Come influisce la crisi alimentare sulla popolazione cubana?

La crisi alimentare ha portato un nucleo familiare cubano medio di quattro persone a ricevere alimenti che coprono solo tra il 20% e il 30% delle calorie giornaliere raccomandate dall'OMS. La povertà calorica è diventata normale, influenzando la salute e lo sviluppo fisico e mentale, specialmente nei bambini. Inoltre, l'alimentazione scolastica in molte scuole è insufficiente, riflettendo il deterioramento del sistema alimentare nel paese.

Qual è il ruolo della libreta di approvvigionamento nella crisi alimentare di Cuba?

La libretta di approvvigionamento, che storicamente è stata vista come uno strumento di equità a Cuba, ora rappresenta appena un meccanismo di gestione della scarsità cronica. Non garantisce più l'accesso a nutrienti basi, ma organizza una scarsità che colpisce tutta la popolazione. Questo è aggravato dalla mancanza di importazioni e dalla paralisi della produzione nazionale.

Quali sono le cause principali della crisi alimentare a Cuba?

La crisi alimentare a Cuba è il risultato di un modello economico fallito, della dipendenza dalle importazioni che coprono tra il 70% e l'80% degli alimenti consumati, e della mancanza di valuta. L'infrastruttura in collasso e i continui blackout influiscono anche sulla produzione e distribuzione degli alimenti, mentre le politiche che penalizzano l'iniziativa privata hanno paralizzato la produzione nazionale.

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Redazione di CiberCuba

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