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In mezzo alla protesta studentesca contro l'aumento delle tariffe di internet mobile imposto da ETECSA, l'Università de L'Avana (UH) ha negato questo giovedì che ci sia uno sciopero accademico in corso all'interno delle sue strutture.
A través di una pubblicazione ufficiale sui suoi social media, l'istituzione ha assicurato che l'attività accademica prosegue normalmente: “Un giorno in più alla UH… Le aule sono attive, i laboratori funzionano, le biblioteche sono aperte e i professori danno il massimo in ogni lezione. Questa università vive con voi, per voi e grazie a voi.”
La dichiarazione arriva dopo che diverse filiali della Federazione Studentesca Universitaria (FEU) in facoltà come Matematica e Informatica, Filosofia e Storia, e Arti e Lettere, hanno convocato un sciopero in segno di protesta per le nuove condizioni del servizio di dati mobili.
Sebbene alcuni studenti abbiano segnalato assenze parziali in determinate facoltà, le autorità universitarie continuano a negare che ci sia una paralizzazione generalizzata.
“Tra lezioni e progetti, continuiamo a scommettere sulla conoscenza, l'impegno e i sogni”, ha concluso la UH nel suo messaggio, che ha evitato di menzionare direttamente la protesta.
La rettorato indica che intende preservare la stabilità del corso accademico, ma il suo comunicato evidenzia anche che ha voltato le spalle agli studenti, mentre continuano le tensioni tra settori dell'studentato e l'azienda statale di telecomunicazioni.
La direzione della UH aveva già avvertito nei giorni scorsi che non avrebbe permesso "disruzioni" nello svolgimento normale delle proprie attività e aveva espresso la sua lealtà al Partito Comunista di Cuba.
Nel frattempo, il dibattito attorno al "tarifazo" di ETECSA continua a crescere dentro e fuori il campus, raggiungendo anche altre sedi come l'Università di Villa Clara.
Varie facoltà come quella di Biologia hanno anche espresso il loro sostegno agli studenti e si sono distaccate da organizzazioni ufficiali come la FEU, affermando che "rispettano il sentire del popolo".
Domande frequenti sulla protesta studentesca e le tariffe di ETECSA a Cuba
Esiste realmente uno sciopero studentesco all'Università dell'Avana?
La Universidad di L'Avana nega che ci sia uno sciopero studentesco generalizzato, sebbene riconosca assenze parziali in alcune facoltà. Questo avviene in mezzo a proteste contro le nuove tariffe di ETECSA e al crescente malcontento tra gli studenti.
Cosa ha motivato le proteste studentesche a Cuba?
Le proteste studentesche a Cuba sono state motivate dal disaccordo riguardo alle nuove tariffe per i dati mobili imposte da ETECSA. Queste tariffe limitano l'accesso a internet, influenzando le performance accademiche e la comunicazione degli studenti, che considerano queste misure come un attacco ai loro diritti all'informazione e all'educazione.
Quali misure ha preso ETECSA di fronte al malcontento studentesco?
Di fronte al malcontento degli studenti, ETECSA ha annunciato che permetterà agli studenti di acquistare un secondo pacchetto di 6 GB per 360 CUP, per un totale di 12 GB mensili. Inoltre, è stato liberato l'accesso a più di 40 siti educativi, sebbene queste misure siano state considerate insufficienti dagli studenti.
Qual è la posizione dell'Università di L'Avana riguardo alle proteste?
L'Università dell'Avana ha riaffermato la sua fedeltà al Partito Comunista di Cuba e ha dichiarato che non permetterà interruzioni nei suoi processi didattici a causa delle proteste. L'istituzione ha cercato di mostrare normalità, nonostante il crescente malcontento tra gli studenti.
Quale impatto hanno le tariffe di ETECSA sulla comunità universitaria cubana?
Le tariffe di ETECSA hanno generato un impatto negativo sulla comunità universitaria cubana, limitando l'accesso a internet necessario per attività accademiche, ricerca e comunicazione. Questa situazione ha portato a un aumento della disuguaglianza e del malcontento, specialmente tra coloro che hanno meno risorse economiche.
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