Il governante cubano Miguel Díaz-Canel ha attaccato mercoledì il segretario di Stato statunitense Marco Rubio, accusandolo di guidare una campagna “perversa” per smantellare le brigate mediche internazionali dell'isola, considerate una forma di schiavitù moderna.
In un suo recente intervento nel podcast Desde la Presidencia, il presidente ha definito il funzionario repubblicano "un cinico che vanta le sue origini cubane e non ha fatto altro che cercare modi per danneggiare Cuba".
Durante il suo intervento, Díaz-Canel visibilmente a disagio di fronte alle pressioni diplomatiche che il suo governo deve affrontare per giustificare la permanenza delle brigate mediche all'estero, ha accusato Washington di orchestrare una “campagna perversa” il cui obiettivo sarebbe quello di impedire che Cuba ottenga entrate attraverso l'esportazione di servizi sanitari.
“Stanno cercando di distruggere un'attività così nobile come la cooperazione medica”, ha detto, senza menzionare le denunce documentate di ex collaboratori che hanno segnalato pressioni, sorveglianza e confiscazione parziale dei loro salari durante le missioni.
Secondo il governante cubano, le critiche di Rubio e dell'attuale amministrazione guidata da Donald Trump fanno parte di un'offensiva ideologica per screditare ciò che, a suo avviso, è una delle forze del sistema socialista cubano, la medicina come “strumento di solidarietà internazionale”.
Noostante, il discorso ufficiale ignora ancora una volta le legittime questioni riguardanti il carattere volontario di queste missioni, il controllo esercitato dallo Stato sui professionisti inviati all'estero e l'opacità con cui vengono gestiti i redditi generati.
"Possiamo ritirare i medici cubani se ci garantite il ricambio", avrebbe detto un paese caraibico a funzionari statunitensi, secondo quanto riportato da Díaz-Canel, senza fornire prove né identificare il paese in questione.
La riposta verbale si aggiunge a un lungo elenco di dichiarazioni in cui il governante cerca di proiettare il governo cubano come vittima di un assedio imperialista, rafforzando al contempo l'idea di una “medicina patriottica”, impegnata nel umanesimo rivoluzionario.
Pero al di fuori del discorso trionfalista, la realtà a Cuba mostra un sistema sanitario gravemente colpito dalla mancanza di risorse, dalla migrazione massiva di professionisti e dal deterioramento strutturale di ospedali e policlinici.
Nonostante ciò, il mandatario insiste nell'utilizzare il tema come un bastione di legittimazione politica. “La nostra medicina non forma professionisti che misurano il proprio successo in base ai guadagni economici, ma in base al miglioramento umano”, ha sostenuto, in quello che sembra un tentativo di blindare retoricamente il modello cubano di fronte alle critiche esterne, piuttosto che affrontare le carenze interne del proprio sistema sanitario.
Rubio, da parte sua, è stato uno dei promotori di sanzioni contro i paesi che assumono brigate mediche cubane, che ha definito una forma di “schiavitù moderna”.
Queste dichiarazioni sono state supportate da rapporti di organismi internazionali che hanno raccolto testimonianze su condizioni di lavoro abusive, sebbene L'Avana rifiuti categoricamente tali accuse, attribuendole a manovre politiche dell'esilio cubano e della destra internazionale.
Domande frequenti sulle brigate mediche cubane e le tensioni con gli Stati Uniti
Perché Marco Rubio critica le brigate mediche cubane?
Marco Rubio definisce le brigate mediche cubane come una forma di "schiavitù moderna". Secondo lui, i medici cubani lavorano in condizioni di sfruttamento, con passaporti trattenuti e stipendi bloccati. Rubio promuove sanzioni contro i paesi che contrattano questi servizi in tali condizioni. L'Avana nega queste accuse, sostenendo che si tratta di una strategia per screditare il proprio sistema di cooperazione medica internazionale.
Come risponde il governo cubano alle accuse riguardo alle brigate mediche?
Il governo cubano, guidato da Miguel Díaz-Canel, difende che le brigate mediche sono uno "strumento di solidarietà internazionale". Díaz-Canel accusa gli Stati Uniti di orchestrare una "campagna perversa" per distruggere la cooperazione medica cubana. Secondo il regime, queste missioni sono accordi bilaterali legittimi, e le critiche fanno parte di un'offensiva ideologica per danneggiare l'immagine di Cuba.
Qual è l'impatto delle restrizioni sui visti imposte dagli Stati Uniti?
Le restrizioni sui visti imposte dagli Stati Uniti sono rivolte a funzionari cubani e di altri paesi che collaborano con le missioni mediche in condizioni considerate di sfruttamento. Queste misure mirano a "promuovere la responsabilità del regime cubano" per l'oppressione del proprio popolo. Le sanzioni colpiscono anche i familiari delle persone coinvolte, intensificando la pressione sul regime di L'Avana.
Che ruolo giocano le missioni mediche cubane nei Caraibi?
Le missioni mediche cubane sono un componente essenziale dei sistemi sanitari di diversi paesi caraibici. I leader della regione difendono la cooperazione medica con Cuba, considerandola indispensabile per i loro sistemi sanitari. Nonostante le critiche internazionali, molti governi caraibici preferiscono mantenere questi programmi, anche di fronte alle sanzioni degli Stati Uniti.
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