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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha affermato venerdì di aver già preso una decisione riguardo a possibili azioni militari contro il Venezuela, anche se si è rifiutato di fornire dettagli sui passi successivi.
"Mi sono già deciso. Non posso dirvi cosa sarà," ha risposto Trump ai giornalisti mentre si dirigeva verso l'aereo presidenziale con destinazione Florida per trascorrere il fine settimana.
"Abbiamo fatto molti progressi con il Venezuela in termini di fermare l'ingresso massivo di droga", ha aggiunto.
Il mandatario statunitense ha avuto molteplici incontri con alti dirigenti del Pentagono negli ultimi giorni, compresi incontri con il segretario della Guerra, Pete Hegseth, e il capo di stato maggiore congiunto, il generale Dan Caine.
Secondo un rapporto del Washington Post, in queste riunioni sono state discusse diverse opzioni militari che potrebbero essere attuate contro il Venezuela, nel contesto della cosiddetta operazione "Lanza del Sur".
Da agosto, gli Stati Uniti hanno rafforzato il loro dispiegamento militare nel sud dei Caraibi, con circa 10.000 soldati schierati e la presenza della portaerei USS Gerald R. Ford, considerata la piattaforma di combattimento più grande e versatile al mondo.
La missione, secondo Hegseth, ha l'obiettivo di interrompere il traffico di droga che proviene dal Venezuela verso gli Stati Uniti e di neutralizzare le organizzazioni criminali che il governo statunitense collega al regime di Nicolás Maduro.
Il Comando Sur ha recentemente diffuso un video di un'altra imbarcazione nei Caraibi che viene abbattuta con quattro presunti narcotrafficanti a bordo, un'azione che si aggiunge agli attacchi precedenti effettuati nell'ambito della stessa operazione.
Le forze statunitensi rimangono in allerta e pronte ad eseguire ordini di attacco, anche se Trump ha insistito nel mantenere una "strategia di ambiguità" per non anticipare le sue mosse di fronte a potenziali avversari.
Il presidente venezuelano, Nicolás Maduro, ha risposto al dispiegamento con un appello alla popolazione a prepararsi per una possibile "lotta armata" e ha annunciato la mobilitazione di 200.000 militari in tutto il paese.
In parallelo, Maduro ha chiesto ai cittadini statunitensi di fermare quella che ha definito un'azione bellica contro il Sud America e i Caraibi, denunciando che Washington starebbe "fabbricando" una guerra contro di lui.
Nonostante la tensione, fino a venerdì sera Trump non aveva autorizzato attacchi terrestri, anche se funzionari statunitensi hanno indicato che le opzioni militari sono a disposizione del presidente e potrebbero essere attuate rapidamente se lo decidesse.
Nel frattempo, l'operazione continua a concentrarsi su obiettivi navali, con manovre congiunte della portaerei Gerald R. Ford e dei bombardieri B-52, inquadrate in una strategia multidominio progettata per proteggere il territorio statunitense e combattere il narcotraffico.
La dichiarazione di Trump, "già ho deciso", segna un momento chiave nella politica statunitense verso il Venezuela, mantenendo la regione in allerta per la possibilità di un conflitto che potrebbe escalare oltre gli attacchi marittimi attualmente in corso.
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