
Il popolare attore cubano Mario Sardiñas, noto per il suo personaggio Chequera del programma «Vivir del cuento», ha nuovamente colpito nel segno della realtà cubana con un nuovo reel di 45 secondi pubblicato su Facebook in cui satirizza i blackout intermittenti di Cuba come se fossero una malattia contagiosa.
Nel sketch, caricato sui social questo venerdì, Chequera confida a sua nipote di essersi “infilata con quel virus dell'azienda elettrica, quel brutto ce n'è in giro”. La diagnosi non lascia spazio a dubbi: si tratta del “virus del 'quitaypón'”, quel lampeggiamento costante della corrente che, secondo il paziente, “dura un'ora, due ore, arriva a durare fino a tre ore”. La descrizione è così precisa che qualsiasi cubano la riconoscerebbe all'istante: “Poi ti stabilizzi, ma il giorno dopo lo riprendi di nuovo”.
La nipote, svolgendo il suo ruolo di interlocutrice scettica, chiede se esista una cura. Chequera risponde con la solennità di un medico di guardia: «Sì, nipote, devi andare [...] in bagno e mettere un po' d'acqua fresca sul viso». La battuta arriva quando la nipote, sollevata, le dice che ha già iniziato il trattamento. «Nipote, sto aspettando... Che arrivi l'acqua», risponde Chequera, con quella calma che solo la rassegnazione può dare.
Il termine «quitaypón» non è una novità nel vocabolario di Sardiñas. È stato coniato nell'agosto del 2026 in una canzone di 42 secondi che descriveva i cicli di «quattro ore di quita e pon, dieci minuti di corrente», e ha superato le 20.000 riproduzioni su Facebook. Il nuovo reel aggiorna quel concetto con una metafora medica che risulta tanto precisa quanto dirompente: i blackout si comportano esattamente come un virus, con sintomi ricorrenti, senza cura definitiva e con un trattamento impossibile.
La battuta ha un fondo di realtà che non fa ridere. Questo venerdì, l'Unione Elettrica ha previsto un impatto di 1.838 MW durante l'ora di punta, con soli 1.072 MW disponibili rispetto a una domanda di 2.880 MW. Dall'inizio del 2026, Cuba ha subito almeno otto disconnessioni totali dal Sistema Elettrico Nazionale.
Il finale dell'acqua assente aggiunge una seconda strato di umorismo nero che, in realtà, è puro dramma. Secondo dati recenti dell'Istituto Nazionale delle Risorse Idriche, oltre 2,6 milioni di cubani soffrono di interruzioni nell'approvvigionamento di acqua potabile, e più del 50% di queste interruzioni è dovuto direttamente alla mancanza di elettricità per far funzionare le stazioni di pompaggio.
Funzionari governativi hanno riconosciuto che la situazione dell'acqua è grave e complessa. I residenti di alcune comunità dell'Avana, Santiago di Cuba e Pinar del Río, per citare solo alcuni territori, hanno denunciato periodi di mesi senza ricevere acqua dalle tubature.
El popolare Chequera, di Mario Sardiñas, funziona da molto tempo come termometro comico della crisi cubana. Il mese scorso ha descritto il suo quartiere di Arroyo Arenas come «una tribù» senza corrente, senza internet e che cucina con legna, in un video che ha raggiunto decine di migliaia di reproducciones. Alla fine di de ese mismo mes, ha satirizzato sul prezzo di una zucca di Halloween: 1.700 pesos, più della metà dello stipendio minimo mensile.
In settembre il Cheque ha adattato «40 y 20», di José José, per denunciare «40 ore senza corrente e 20 giorni senza acqua», un video che ha accumulato oltre 220.000 visualizzazioni. Tra i commenti al nuovo reel, i follower non hanno tardato a riconoscersi nel personaggio: diversi hanno sottolineato che anche loro hanno quel virus e che il trattamento dell'acqua non funziona nemmeno per loro, per motivi ovvi.
Il video del «virus del "quitaypón"» ha accumulato oltre 11.000 visualizzazioni e 800 reazioni in poche ore, cifre che, nel contesto di Cuba nel 2026, sono quasi un indicatore epidemiologico: più cubani si contagiano con il virus dell'Empresa Eléctrica, più visualizzazioni guadagna Chequera.
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