Famiglia di un cubano detenuto dall'ICE mentre lavorava per Uber denuncia un trattamento sproporzionato

Detenzione di Daísel Morales HernándezFoto © Daniel Benítez e ICE

La famiglia di Daísel Morales Hernández, cubano di 34 anni arrestato da agenti del Servizio di Immigrazione e Controllo delle Dogane (ICE) il 30 ottobre mentre guidava per Uber nella contea di Comal, Texas, ha denunciato pubblicamente il trattamento subito durante la detenzione e ha chiesto che il caso venga investigato.

In una lettera aperta indirizzata ai media e alle stesse autorità migratorie, i familiari affermano che gli agenti hanno puntato pistole elettriche contro Morales e lo hanno immobilizzato a terra nonostante, secondo la loro versione, non avesse opposto resistenza in nessun momento.

«Durante la sua detenzione, gli agenti lo hanno puntato con pistole elettriche e lo hanno ammanettato a terra, nonostante, secondo quanto sappiamo, non stesse oppondendo resistenza all'arresto», si legge nella lettera.

El caso de Daísel Morales es uno de los muchos que reflejan la realidad migratoria que viven los cubanos en Estados Unidos. Mantente informado sobre arrestos, deportaciones y todo lo relacionado con la

La famiglia mette in dubbio la proporzionalità dell'operazione e pone domande diretto a ICE: «Era necessario intimidarlo in quel modo? Cosa giustifica puntare un'arma elettrica su una persona che non sta resistendo? Dove rimane il rispetto per la dignità umana?»

Il testo chiarisce anche che non cercano di eludere la legge, ma piuttosto garanzie fondamentali: «Non chiediamo privilegi né vogliamo essere sopra la legge. Esigiamo rispetto, umanità e che vengano garantiti i diritti del nostro caro».

Un video di quasi tre minuti dell'arresto è diventato virale sui social media dopo essere stato diffuso dal giornalista Daniel Benítez, generando migliaia di reazioni divise nella comunità cubana. Nelle immagini si vede una donna che affronta gli agenti chiedendo ripetutamente «Perché arrestano quest'uomo? Cosa ha fatto?» e si domanda se gli avessero letto i diritti. Gli agenti l'hanno minacciata con lo spray chiedendole di retrocedere.

Al momento del suo arresto, Morales era entrato negli Stati Uniti con un permesso umanitario e aveva una richiesta di residenza pendente ai sensi della Legge di Adeguamento Cubano. Rimase detenuto nella prigione della contea di Comal sotto custodia migratoria dell'ICE, e l'agenzia non emise alcun comunicato pubblico che spiegasse i motivi concreti dell'arresto.

Il caso si inserisce in un modello che colpisce specificamente i conducenti cubani di piattaforme di trasporto in Texas. Nell'ottobre del 2026 sono stati documentati almeno altri due arresti simili, tra cui quello di Frank Yanuyr Arzuaga-Castellón, arrestato mentre trasportava un passeggero da un aeroporto a una base militare ad Austin e successivamente trasferito al Montgomery ICE Processing Center di Conroe, dove la sua difesa sta considerando di presentare un ricorso di habeas corpus.

Un problema giuridico ricorrente in questi casi è che ICE classifica alcuni cubani con parole umanitaria come «arriving aliens», categoria che può impedire a un giudice dell'immigrazione di avere giurisdizione per concedere loro la cauzione, lasciandoli senza possibilità di ottenere la libertà mentre gestiscono la loro situazione. Inoltre, il modulo I-220A che molti cubani hanno ricevuto all'ingresso nel paese non equivale di per sé a un parole migratorio formale né garantisce idoneità ai sensi della Legge di Giustizia Cubana.

Le detenzioni di cubani da parte dell'ICE sono aumentate del 463% da ottobre 2024, passando da meno di 200 al mese a oltre 1.000 mensili alla fine del 2025. A agosto 2026, l'agenzia ha registrato oltre 50.000 detenzioni totali, e solo il 31% dei più di 500.000 arrestati fino a quella data aveva precedenti penali.

«Signori agenti dell'ICE: avere un distintivo e un'uniforme non vi dà il diritto di dimenticare che state trattando con esseri umani», conclude la lettera della famiglia, che chiede ai media di seguire il caso affinché «Daísel non venga dimenticato».

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Redazione di CiberCuba

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