Un bidone della spazzatura nei dintorni di una chiesa a Santiago di Cuba sfida il cartello che vieta di gettare rifiuti nel luogo sacro

Basurero a Santiago di CubaFoto © Facebook/Yosmani Mayeta

Un sacco di sacchi, cartoni, plastica e resti vegetali si accumula ai piedi del muro di una chiesa in via Trinidad, Santiago de Cuba, proprio sotto un cartello che ordina «NON BUTTARE RIFIUTI QUI».

Le fotografie, catturate questo pomeriggio da un cittadino e diffuse dal giornalista indipendente Yosmany Mayeta Labrada, trasformano l'avvertimento in una contraddizione impossibile da ignorare.

Il muro del tempio —che corrisponde molto probabilmente alla Parroquia Santísima Trinidad, in via Trinidad n.º 661, tra Calvario e Moncada— riporta anche la citazione biblica di Matteo 18:7: «Guai a colui per mezzo del quale viene lo scandalo». Più in basso, un altro testo è ancora più diretto: «Il tempio è un luogo sacro. Sporcarlo è una mancanza di rispetto verso Dio».

I rifiuti non solo offendono le iscrizioni religiose: occupano parte del marciapiede di fronte all'edificio, la cui facciata coloniale presenta vernice scrostata, macchie di umidità e persiane deteriorate.

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«Dove è la risposta dei responsabili della raccolta? E dov'è la responsabilità di chi getta i propri rifiuti di fronte a un cartello che chiede di non farlo? Un obbligo non annulla l'altro», ha scritto Mayeta Labrada pubblicando le immagini.

Non è la prima volta che questo stesso tempio è al centro di una denuncia simile. Nel dicembre del 2025, il parroco Raoul Bekolo ha definito «indignante, dolorosa e profondamente irrispettosa» l'accumulo di rifiuti di fronte all'ingresso principale. Solo dopo quella denuncia pubblica le autorità hanno inviato squadre e bulldozer per rimuovere la spazzatura il giorno successivo.

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Il modello si ripete in altre parrocchie della città. Nel giugno del 2026, la Parrocchia San Antonio María Claret del quartiere Sueño ha denunciato l'accumulo di rifiuti domestici, alimenti in decomposizione, macerie, cattivi odori e mosche di fronte al tempio; un incendio in quella discarica ha generato fumi durante un'attività parrocchiale con anziani.

La crisi non è esclusiva di Santiago di Cuba. A L'Avana, solo 44 dei 106 camion per la raccolta erano operativi nel febbraio del 2026, mentre la capitale generava tra 24.000 e 30.000 metri cubi di rifiuti al giorno.

In Camagüey, i servizi comunali raccoglievano a malapena tra il 35% e il 40% delle 220 tonnellate di rifiuti generate ogni giorno, lasciando non raccolte tra 132 e 143 tonnellate quotidiane.

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Quando i residenti di via Moncada, nella stessa Santiago di Cuba, hanno denunciato settimane di spazzatura accumulata e acque reflue sulla pubblica via, la risposta ufficiale è stata che «non c'era combustibile per inviare il camion».

Il governo provinciale di Santiago di Cuba ha riconosciuto nell'aprile del 2026 una situazione «preoccupante» in materia igienico-epidemiologica, con livelli di infestazione del mosquito Aedes aegypti superiori alla media storica degli ultimi cinque anni.

«La fede aiuta a sopportare molte difficoltà», ha concluso Mayeta Labrada nel suo post. «Ma la spazzatura non si raccoglie con le preghiere: servono servizi funzionanti e rispetto per la comunità».

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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