
Il Valle di Viñales, a Pinar del Río, ha ricevuto una raccomandazione favorevole per integrarsi nella Rete Mondiale dei Geoparchi dell'UNESCO, secondo quanto riferito lunedì 2 novembre dall'agenzia EFE, che ha citato rapporti di media statali cubani. Se la candidatura ottiene la designazione definitiva, diventerebbe il primo Geoparco Mondiale di Cuba e dei Caraibi.
La distinzione, tuttavia, non è ancora stata concessa. La raccomandazione attribuita al Consiglio dei Geoparchi Mondiali è una fase del procedimento, mentre la decisione finale spetta al Consiglio Esecutivo dell'UNESCO. Alla chiusura di queste informazioni, non era stata trovata una risoluzione ufficiale specifica su Viñales pubblicata dall'organismo, quindi l'annuncio deve essere attribuito ai report raccolti da EFE.
Il calendario ufficiale dell'UNESCO colloca la riunione del suo Consiglio dei Geoparchi Mondiali tra il 2 e il 4 novembre 2026, a Parigi, con 16 candidature nuove o rinviate in discussione. Non è stata confermata una data concreta per l'eventuale approvazione finale della proposta cubana.
Cosa ha valutato l'UNESCO a Viñales?
La raccomandazione arriva settimane dopo la missione tecnica che ha esplorato l'area dal 6 al 9 ottobre. Secondo quanto spiegato allora dalla stessa UNESCO, le valutatrici hanno esaminato il patrimonio geologico, i meccanismi di conservazione, la gestione del territorio, i programmi educativi e la partecipazione delle comunità e delle imprese locali.
La candidatura è stata presentata formalmente nel novembre del 2025. Il territorio era già stato riconosciuto nel 2021 come il primo geoparco nazionale di Cuba. Conta con 57 geositi, dieci di interesse internazionale, oltre ai celebri mogoti, sistemi cavernicoli, giacimenti fossili e una notevole biodiversità, secondo i dati riportati da EFE.
Viñales possiede, inoltre, un altro riconoscimento dell'UNESCO dal 1999: è inscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale come paesaggio culturale, per la combinazione della sua singolare geografia carsica con l'agricoltura tradizionale del tabacco e l'architettura rurale. Questa iscrizione già esistente è distinta dalla categoria di Geoparco Mondiale che ora richiede Cuba.
Un'opportunità turistica nel mezzo del crollo dei visitatori
Il possibile riconoscimento internazionale arriva in un momento particolarmente difficile per le attività legate al turismo a Viñales. In ottobre, un servizio di EFE riportato da CiberCuba ha mostrato strade con scarsa attività turistica, esercizi privati senza clienti e lavoratori che hanno dovuto cercare sostentamento nell'agricoltura.
Secondo quel reportage, circa l'80% dei circa 28.000 abitanti del comune dipende direttamente o indirettamente dal turismo. Lázaro Mena, responsabile dell'azienda Mogote Adventure, ha descritto quindi la località come «desertica» e ha assicurato che erano trascorsi più di sei mesi senza entrate.
La crisi non si limita alla valle. Dati dell'Ufficio Nazionale di Statistica e Informazione (ONEI) pubblicati da CiberCuba indicano che Cuba ha ricevuto 477.707 visitatori internazionali da gennaio a settembre 2026, con una diminuzione del 65,1 % rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Settembre ha registrato solo 27.354 arrivi.
Alla mancanza di visitatori si aggiungono problemi che colpiscono direttamente residenti e piccoli imprenditori: interruzioni elettriche prolungate, difficoltà di accesso all'acqua e scarsità di trasporti. Nel reportage di ottobre sono stati documentati blackout fino a 30 ore e un deterioramento prolungato della fornitura di acqua potabile.
Cosa cambierebbe se Viñales diventasse un Geoparco Mondiale?
La categoria di Geoparco Mondiale dell'UNESCO riconosce territori con patrimonio geologico di rilevanza internazionale che intrecciano la loro protezione con l'educazione, la ricerca e lo sviluppo sostenibile. Non si tratta semplicemente di apporre un timbro turistico su un paesaggio: richiede che gli abitanti partecipino alla gestione e che il patrimonio naturale e culturale venga conservato in modo efficace.
Per Viñales, questa proiezione internazionale potrebbe favorire guide locali, case particolari, ristoranti e produttori di tabacco, oltre ad aprire nuove opportunità per il turismo naturalistico e la divulgazione scientifica. Ma una eventuale dichiarazione non garantisce di per sé più visitatori, finanziamenti né migliorie ai servizi di base.
La propria copertura precedente di CiberCuba sulla missione dell'UNESCO ha evidenziato il contrasto tra il valore eccezionale del paesaggio e le difficoltà di chi vive del turismo nella zona. Oltre alla raccomandazione annunciata, la vera sfida sarà trasformare una possibile distinzione internazionale in protezione del territorio, migliori condizioni per le comunità e opportunità economiche reali.
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