
El scrittore e giornalista indipendente Frank Correa, residente a Jaimanitas, L'Havana, ha denunciato pubblicamente che sua figlia non può frequentare le lezioni alla Facoltà di Lingue Straniere dell'Università dell'Havana da una settimana, perché il trasporto di andata e ritorno costa 2.000 pesos cubani al giorno, senza contare il vitto.
Correa lo ha espresso in un post su Facebook con parole chiare: «Mia figlia non ha potuto partecipare alle lezioni universitarie questa settimana, perché il viaggio di un giorno fino alla facoltà di Lingue Straniere costa 2.000 andata e ritorno, senza contare il cibo. Che umiltà del popolo, e come può un oppositore perseguitato, oppresso e dimenticato a se stesso sostenere spese simili se non c’è nemmeno da mangiare».
La cifra risulta devastante se confrontata con il salario minimo mensile a Cuba, fissato a 3,210 CUP da luglio 2026: un solo giorno di lezione consumerebbe più del 62% di quel reddito, rendendo l'assistenza all'università un lusso inaccessibile per le famiglie senza risorse.
La figlia di Correa, Beily Mariam Correa, era già stata oggetto di repressione prima che la crisi economica la privasse delle lezioni. Nel settembre del 2026, agenti della Sicurezza dello Stato si recarono nella facoltà per indagare sulla sua iscrizione, in apparente ritorsione per la sua partecipazione a un'esposizione d'arte organizzata dall'Ambasciata degli Stati Uniti a L'Avana.
Settimane dopo, il 13 ottobre, la madre della giovane, la giornalista indipendente Yunia Figueredo, denunciò che un'agente identificata come «maggiore Hilda» minacciò di compromettere la carriera universitaria di Beily Mariam se entrambi i giornalisti non avessero cessato la loro attività.
La pressione sulla famiglia non è recente. L'Osservatorio Cubano sulla Libertà di Espressione ha documentato 22 episodi repressivi contro Correa e Figueredo tra aprile 2025 e settembre 2026, tra cui sorveglianza, arresti arbitrari, interrogatori a Villa Marista, minacce e sequestri. Nel agosto 2026, Correa è stato arrestato mentre stava realizzando un'intervista; contemporaneamente, agenti si sono presentati nella sua abitazione e hanno minacciato Figueredo e sua figlia.
Di fronte a questo scenario, il 9 settembre 2026, l'Istituto Cubano per la Libertà di Espressione e Stampa (ICLEP) ha richiesto misure cautelari alla Commissione Interamericana dei Diritti Umani per proteggere la famiglia.
La denuncia di Correa mette in evidenza una doppia esclusione: quella economica, che il collasso dei trasporti impone a migliaia di studenti cubani, e quella politica, che la Sicurezza dello Stato esercita sui figli di coloro che osano informare con indipendenza. «Abbasso le dittature», ha concluso il giornalista nel suo articolo.
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