La Russia sostiene Cuba dopo la peggiore votazione storica all'ONU sul blocco

Vladimir PutinFoto © X/Cancelleria Cuba

Il Ministero degli Affari Esteri della Russia ha emesso giovedì una dichiarazione formale di sostegno a Cuba dopo il voto dell'Assemblea Generale dell'ONU riguardante l'embargo statunitense, che il giorno precedente aveva avuto il risultato più sfavorevole per L'Avana nei 34 anni in cui è stata presentata tale risoluzione.

Mosca ha definito l'embargo «illegale e disumano» e ha richiesto il suo sollevamento «presto, totale e incondizionato», affermando al contempo che diversi paesi sono stati sottoposti a «pressione e ricatto» per non sostenere il testo.

«Sappiamo che questa volta molti paesi sono stati sottoposti a una dura pressione e ricatto per costringerli a non sostenere questa risoluzione. Nonostante ciò, il voto ha dimostrato ancora una volta il rifiuto della comunità internazionale verso le misure coercitive unilaterali di Washington», ha dichiarato il Ministero degli Esteri russo.

Il comunicato, pubblicato anche sul canale ufficiale del MAE su Telegram, ha denunciato inoltre ciò che Mosca ha definito un «blocco energetico aggressivo» che avrebbe messo i cittadini cubani «sull'orlo della sopravvivenza», e ha sostenuto che l'obiettivo di Washington è «destabilizzare la situazione politica interna, forzare il cambiamento di governo e imporre ai cubani una diversa via di sviluppo progettata dall'esterno».

La dichiarazione si è conclusa con un messaggio di solidarietà: «Ammiro la fermezza e il coraggio del Governo e del popolo di Cuba» e ha ribadito che «la Russia sarà sempre spalla a spalla con Cuba».

Il sostegno russo arriva a seguito di una votazione che ha segnato un punto di svolta storico: la risoluzione A/81/L.5 è stata approvata mercoledì con 130 voti favorevoli, 17 contrari e 25 astensioni, rispetto ai 165 sostegni ottenuti nel 2025 e ai 187 del 2024. La diminuzione complessiva in due anni supera i 57 voti favorevoli.

Tra i 17 paesi che hanno votato contro ci sono, oltre agli Stati Uniti e a Israele, nazioni latinoamericane come Argentina, Colombia, Costa Rica, Ecuador e Paraguay. La Colombia ha votato in questo modo per la prima volta, cambiando il voto favorevole espresso nel 2025.

Nonostante il passo indietro diplomatico, Miguel Díaz-Canel ha definito il risultato come una «vittoria», secondo quanto riportato durante una visita all'Ospedale Pediatrico Universitario William Soler a L'Avana.

Il rappresentante permanente russo presso l'ONU, Vasili Nebenzia, ha intervenuto lunedì nel dibattito precedente al voto per collegare la posizione di Mosca ai principi di sovranità della Carta dell'ONU e chiedere che Cuba fosse rimossa dalla lista statunitense dei paesi sponsor del terrorismo.

Il sostegno di Mosca avviene in un contesto di relazione bilaterale attiva ma con ostacoli pratici: nel 2026, una nave russa con 251.000 barili di gasolio è rimasta settimane nell'Atlantico senza poter raggiungere Cuba a causa delle sanzioni degli Stati Uniti, dell'Unione Europea e del Regno Unito.

È importante ricordare che la risoluzione dell'Assemblea Generale non è giuridicamente vincolante: non solleva né modifica l'embargo, la cui eliminazione dipende esclusivamente dal Congresso degli Stati Uniti, pertanto il suo significato è politico e simbolico.

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