
La Russia e la Cina hanno respinto l'ordine di arresto emesso in Florida contro Raúl Castro, ma Mosca è andata oltre la difesa dell'ex governante cubano: ha avvertito che un eventuale esplosione sociale nell'isola potrebbe provocare una migrazione di massa verso i paesi vicini e scatenare una crisi regionale.
Il Ministero degli Esteri russo ha espresso martedì il suo «rigetto categorico» all'ordinanza giudiziaria e ha definito le accuse contro Castro, di 95 anni, come «infondate e fabbricate», attribuendole a una presunta vendetta dell'emigrazione anticastrista di Miami, secondo quanto riportato da The Moscow Times.
La Cancelleria russa ha avvertito che un'escalation delle tensioni potrebbe provocare disordini sociali a Cuba e scatenare una migrazione di massa verso paesi della regione, con conseguenze per la loro stabilità.
La avvertenza russa arriva in mezzo a una profonda crisi economica ed energetica a Cuba. Secondo l'Unione Elettrica (UNE), mercoledì 21 ottobre il paese affrontava un deficit previsto di 1.933 megawatt, con una disponibilità di soli 1.017 MW di fronte a una domanda stimata di 2.950 MW durante l'orario di maggiore consumo.
La situazione si aggrava a causa della scarsità di carburante e del deterioramento delle termolettriche, mentre l'inflazione annuale ufficiale ha raggiunto il 28,44% a settembre, aumentando ulteriormente le condizioni di vita della popolazione. A ciò si aggiungono i problemi di approvvigionamento idrico, aggravati dai continui blackout.
Il Governo russo ha anche ribadito il suo sostegno a La Habana e ha augurato a Raúl Castro, descritto come «amico della Russia», salute e forza.
La Cina critica l'ordine di arresto contro Raúl Castro
Un giorno dopo, la portavoce del Ministero degli Affari Esteri cinese, Mao Ning, ha difeso pubblicamente l'ex governante cubano, descritto come un dirigente rivoluzionario di «grande prestigio internazionale».
«La Cina si oppone all'abuso delle misure giudiziarie per esercitare pressione su Cuba», ha dichiarato la funzionaria durante la sua conferenza stampa di mercoledì.
Pechino ha riaffermato il suo sostegno alla sovranità cubana e ha chiesto agli Stati Uniti di porre fine all'embargo e ad altre misure di pressione contro l'isola.
L'ordine di arresto che ha scatenato le reazioni
Il sostegno arriva dopo che il procuratore generale della Florida, James Uthmeier, ha annunciato lunedì un'ordine statale di arresto contro Raúl Castro per cospirazione per commettere omicidio di primo grado.
Il caso è legato all'abbattimento di due avionette dei Hermanos al Rescate il 24 febbraio 1996, quando morirono Armando Alejandre Jr., Carlos Costa, Mario de la Peña e Pablo Morales.
La ordinanza, firmata dalla giudice Ariana Fajardo Orshan, è indipendente dall'accusa federale presentata a maggio contro Castro e altri cinque ex militari cubani. Le accuse rimangono in attesa di risoluzione giudiziaria.
Il governo cubano ha anche rifiutato l'ordine di arresto, che il ministro degli Esteri Bruno Rodríguez ha definito «atto infame e sterile».
Le reazioni di Mosca e Pechino arrivano inoltre a pochi giorni dal voto annuale all'Assemblea Generale dell'ONU riguardo all'embargo statunitense su Cuba, previsto per il 27 e 28 ottobre. Nel 2025, la risoluzione presentata da L'Avana ottenne 165 voti favorevoli, sette contrari e 12 astensioni.
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