
La Plataforma Unitaria Democratica (PUD), la maggiore coalizione di opposizione in Venezuela, ha presentato domenica scorsa il «Patto Nazionale per il Recupero della Repubblica», un piano d'azione di 14 punti che rivendica la leadership di María Corina Machado e delinea il cammino verso una transizione democratica nel paese.
Il documento è stato letto pubblicamente da Biagio Pilieri, dirigente del partito Convergencia ed ex prigioniero politico, a nome della coalizione dell'opposizione. Pilieri ha recitato il punto centrale della proposta: «Una transizione pacifica, ordinata e sostenibile per il Venezuela basata sulla costruzione di condizioni che permettano una negoziazione efficace e la celebrazione di elezioni libere, competitive e verificabili, con priorità sulle elezioni presidenziali».
Tra i punti dell'accordo figura il riconoscimento esplicito della leadership di Machado e del candidato presidenziale Edmundo González Urrutia nella lotta per la libertà e la democrazia venezuelana.
La proposta richiede anche «la liberazione immediata di tutti i prigionieri politici», cifrati in 322 dal Foro Penal, così come il «rispetto e riconoscimento dell'Assemblea Nazionale eletta nel 2015» e la «restituzione delle garanzie costituzionali».
Altri punti del documento richiedono «la cessazione della persecuzione politica» e il «ritorno sicuro dei venezuelani in esilio», tra cui la stessa Machado, che ha denunciato almeno sette tentativi falliti di tornare in Venezuela dalla fine di giugno.
L'accordo consacra anche l'alternanza democratica e proibisce la rielezione indefinita in cariche esecutive, promuove la separazione effettiva tra Governo, Stato e partiti politici, e richiede il sollevamento delle inabilitazioni politiche con la restituzione dei nomi, simboli e schede elettorali dei partiti.
La PUD ha invitato tutti i settori politici, sociali ed economici a partecipare alla costruzione di questo accordo, con l'obiettivo di raggiungere «la ricostruzione istituzionale, economica e sociale del paese» e «la riunificazione della famiglia venezuelana».
La presentazione dell'accordo avviene in un momento di tensione all'interno del campo oppositore. Dall'agosto, un settore guidato da Dinorah Figuera —presidente dell'Assemblea Nazionale eletta nel 2015— mantiene untavolo formale di dialogo con il chavismo, rappresentato da Jorge Rodríguez, con il sostegno di Washington.
Il terzo ciclo di quelle negoziazioni è iniziato a Caracas il 14 ottobre, solo quattro giorni prima che la PUD presentasse la propria roadmap.
Ni Machado né González Urrutia partecipano direttamente a quel tavolo. Il 16 ottobre, Machado ha denunciato pubblicamente che Washington l'ha esclusa dai colloqui tra il governo di Delcy Rodríguez e i settori dell'opposizione.
Il segretario di Stato Marco Rubio ha ricevuto Figuera a Washington il 9 ottobre e ha espresso il sostegno degli Stati Uniti al processo di dialogo, nel quale la PUD non ha partecipazione diretta.
In questo contesto, il «Accordo Nazionale» funge da segnale politico di peso: la PUD cerca di definire la propria agenda e di riaffermare che qualsiasi soluzione deve passare per «la volontà sovrana del popolo espressa attraverso elezioni libere».
Machado ha sostenuto il 24 luglio 2027 —data di nascita di Simón Bolívar— come possibile data per le elezioni presidenziali, proposta sostenuta dal senatore statunitense Bernie Moreno, mentre il governo di Rodríguez ha affermato che ci saranno elezioni senza presentare un cronoprogramma concreto.
Video correlati:
Archiviato in: