
La promozione del Festival del Papalote contro il Blocco da parte del ministro delle Relazioni Estere Bruno Rodríguez Parrilla ha scatenato venerdì critiche e derisioni su X, dove diversi utenti hanno messo in discussione il messaggio ufficiale rispetto alle difficoltà quotidiane dei cubani.
Uno dei commenti più critici è stato quello di un utente, che ha accusato il governo di imporre un "blocco interno" e ha scritto che questo "soffoca il cubano". Il suo messaggio ha riassunto una delle obiezioni ricorrenti alla campagna ufficiale, che attribuisce all'embargo statunitense buona parte delle difficoltà economiche dell'Isola.
Un altro commentatore ha anche deriso il festival e ha ricordato le difficoltà nel procurarsi i materiali necessari per fabbricare aquiloni fin dagli anni '90. "Dagli anni '90 non si trovava più il güin, tanto meno la carta cinese e ancora meno il filo," ha scritto, in un commento che mette in discussione la pertinenza di promuovere un'attività infantile in mezzo alle carenze.
Allo stesso modo, una persona ha fatto ricorso all'ironia con la frase "Per mangiare schifezze c'è carta", mentre un'altra ha risposto con una serie di insulti rivolti al cancelliere.
In contrasto, FerrerK ha pubblicato gli hashtag "#AbajoElBloqueo", "#MejorSinBloqueo" e "#CubaVencerá", allineati con il discorso promosso dalle autorità.
Rodríguez ha presentato il festival come un'attività per bambini contro l'embargo statunitense, mostrando immagini di minori vestiti da pionieri e aquiloni con slogan politici. Nella sua pubblicazione ha attribuito le difficoltà descritte dai bambini all'embargo statunitense e al blocco energetico.
Secondo quanto affermato, nelle loro voci "si percepisce che sono vittime del castigo collettivo rappresentato dal rafforzamento del blocco degli Stati Uniti e dall'accerchiamento energetico, dalle difficoltà con il cibo e le medicine".
Il cancelliere ha anche ricordato che 12.000 bambini cubani aspettano un intervento chirurgico e che altri necessitano di un vaccino. Il dato coincide con le informazioni riconosciute dalle stesse autorità, secondo le quali la lista di attesa chirurgica a Cuba era di circa 98.500 pazienti ad agosto, compresi circa 12.000 minori.
Il festival fa parte di una strategia di mobilitazione politica che ha già avuto una edizione ad aprile, organizzata dall'Organizzazione dei Pionieri José Martí e dall'Unione dei Giovani Comunisti sotto il motto Per la Pace e contro il Blocco. In quella occasione, a Matanzas è stata letta una "lettera collettiva all'imperialismo" redatta dai pionieri.
La nuova convocazione coincide con la prossimità della votazione prevista per il 29 ottobre nell'Assemblea Generale dell'ONU su una risoluzione che chiede la fine dell'embargo statunitense, presentata ininterrottamente dal 1992. Nel 2025, il testo ha ricevuto 165 voti a favore, sette contro e 12 astensioni.
Giorni fa, Rodríguez ha denunciato che Washington esercita pressioni e "ricatta" i governi per modificare la loro posizione riguardo alla risoluzione. La campagna diplomatica cubana torna così a porre l'embargo al centro del suo discorso internazionale, mentre lo stesso ministro degli Esteri riconosce problemi quotidiani che colpiscono le famiglie e i minori.
Non è la prima volta che le dichiarazioni di Rodríguez scatenano un'ondata di critiche sui social media. A maggio, i cubani hanno risposto in massa a uno dei suoi discorsi con messaggi che mettevano in discussione la gestione del regime di fronte alla crisi che sta affrontando la popolazione.
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