Le famiglie dei prigionieri politici spendono fino a 60 mila pesos per la consegna di cibo e medicine, secondo un rapporto

Cárcere a Cuba (immagine di riferimento)Foto © Wiki Commons

Le famiglie di prigionieri politici a Cuba spendono tra 20.000 e 60.000 pesos cubani per ogni consegna di cibo e medicine ai loro cari incarcerati, un onere economico che ha costretto alcuni nuclei familiari a indebitarsi, vendere beni e ridurre la propria alimentazione, secondo un'inchiesta pubblicata lunedì 12 ottobre da Cubalex.

Il rapporto, intitolato «Il castigo esteso: necessità delle persone detenute per motivi politici a Cuba e delle loro famiglie», raccoglie 28 interviste a familiari di persone incarcerate per motivi politici, 25 delle quali donne.

Il rapporto chiarisce l'idea che le autorità penitenziarie trasferiscono ai familiari responsabilità fondamentali che dovrebbero garantire all'interno delle prigioni, come un'alimentazione adeguata, i medicinali, gli articoli per l'igiene, la biancheria da letto e persino l'acqua potabile.

L'organizzazione ha documentato spese che oscillano tra 20.000 e 60.000 pesos per consegna, sebbene l'importo menzionato con maggiore frequenza si collochi tra 30.000 e 40.000 pesos.

Questi disbursementi corrispondono a ciascun sacco o jaba di forniture che le famiglie preparano per portare in prigione e non rappresentano una spesa mensile fissa né una quantità uniforme per tutte le famiglie.

Il denaro destinato a cibo e medicine rappresenta solo una parte dello sforzo economico. I trasporti per visitare i detenuti costano tra 400 e 15.000 pesos, a seconda della distanza, con spese abituali tra 3.000 e 8.000 pesos, secondo le testimonianze raccolte.

Quando i familiari non possono viaggiare, alcuni devono pagare tra 5.000 e 6.000 pesos a terze persone per far trasportare i pacchi. A questo si aggiungono ricariche telefoniche che vanno da 100 a 1.000 pesos al mese per mantenere la comunicazione con i detenuti.

La ricerca indica che le famiglie si occupano anche dell'acquisto di farmaci, spesso nel mercato informale. Tra gli esempi documentati figura un flacone di carbamazepina, il cui prezzo ha raggiunto i 5.000 pesos cubani.

Per dimensionare queste spese, Cubalex utilizza come riferimento il salario medio mensile del settore statale civile, che è stato di 6.930 pesos nel 2025.

Una consegna di cibo e medicinali del valore di 30.000 a 40.000 pesos equivale a circa tra 4,3 e 5,8 mesi di quel salario, senza contare le spese di sussistenza della famiglia.

Le conseguenze sono particolarmente difficili per le famiglie che non ricevono rimesse né dispongono di un aiuto economico costante. Il 60% delle persone intervistate ha identificato la necessità economica come la propria preoccupazione più urgente.

Alcuni testimonianze descrivono case in cui si garantisce a malapena un pasto al giorno. Una delle persone intervistate ha riassunto il sacrificio che fa per aiutare il suo familiare in prigione: «Anche se noi non mangiamo, il meglio è per lui».

Cubalex ha anche documentato casi di famiglie che hanno dovuto vendere beni, inclusa la culla di un bambino, per far fronte alle spese legate all'incarcerazione. Altre hanno smesso di portare cibo per mesi dopo aver perso gli aiuti economici da cui dipendevano.

Inoltre, le testimonianze raccolte descrivono razioni insufficienti, difficoltà nel ricevere assistenza medica e problemi di accesso all'acqua in diversi istituti penitenziari. In alcuni casi, le famiglie affermano di dover anche procurare i materiali necessari per le procedure mediche.

La distanza dalle prigioni rappresenta un'altra difficoltà. Il rapporto raccoglie esperienze di familiari che escono dalle loro case alle 3:00 del mattino e percorrendo a piedi tra i 12 e i 13 chilometri, anche accompagnati da bambini piccoli, per poter effettuare visite che durano appena due ore.

La responsabilità ricade in particolare su madri, mogli, sorelle e figlie, che devono procurarsi cibo, medicinali e denaro per i trasporti, mentre continuano a gestire le loro responsabilità domestiche e a prendersi cura di altri familiari.

Secondo Cubalex, alcune donne affrontano anche difficoltà lavorative e situazioni di sorveglianza o minacce che attribuiscono alla Sicurezza dello Stato. L'organizzazione denuncia che queste pratiche aggravano la precarietà economica delle famiglie proprio quando necessitano di maggiori entrate.

Le difficoltà colpiscono anche i minori. Lo studio raccoglie testimonianze su affetti emotivi, problemi scolastici e carenze materiali in famiglie dove uno o più membri sono in carcere.

La ricerca identifica inoltre ostacoli nell'accesso alle informazioni riguardanti la situazione penitenziaria dei detenuti e i benefici legali a cui potrebbero avere diritto, aumentando così l'incertezza per i loro familiari.

Nelle sue conclusioni, l'organizzazione sostiene che l'incarcerazione per motivi politici ha conseguenze che vanno oltre la persona privata della libertà e influisce direttamente sull'economia, sulla salute e sulla stabilità del suo ambiente familiare.

Il nuovo studio affronta una dimensione economica delle condizioni penitenziarie che Cubalex ha già analizzato in precedenza. In un altro rapporto, l'organizzazione ha documentato 115 morti sotto custodia a Cuba tra febbraio 2024 e giugno 2026, con segnalazioni riguardanti la mancanza di assistenza medica e le condizioni di detenzione.

Video correlati:

Archiviato in:

Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.