Nuovo record: la dittatura cubana mantiene 1.372 prigionieri politici, tra cui 40 minorenni, secondo Prisoners Defenders

Immagine di riferimento creata con Intelligenza ArtificialeFoto © CiberCuba / ChatGPT

La dittatura cubana ha raggiunto un nuovo massimo storico di repressione: 1.372 persone erano detenute per motivi politici al 1 ottobre 2026, secondo il registro verificato dell'ONG Prisoners Defenders, diffuso questo lunedì daInfobae.

La cifra supera il record precedente di 1.339 prigionieri politici registrato alla fine di agosto, pubblicato da Prisoners Defenders il 10 settembre, e consolida un'escalation praticamente ininterrotta: l'organizzazione conteggiava 1.179 casi nell'ottobre del 2025, 1.260 nell'aprile del 2026 e 1.327 a luglio.

Tra i 1.372 figurano 40 minori incarcerati o sottoposti a procedimenti penali attivi, conteggiati in base all'età che avevano al momento del loro arresto, anche se alcuni hanno raggiunto la maggiore età durante il loro internamento.

La cifra di minori non include decine di giovani che sono stati cancellati dal registro nei mesi precedenti dopo aver scontato integralmente le loro pene.

Otro dato che sottolinea la dimensione della repressione: 158 donne fanno parte dell'elenco, circa il 12% del totale verificato, molte delle quali condannate per aver partecipato a proteste o per aver diffuso critiche al regime su piattaforme digitali.

Il sistema giudiziario cubano utilizza 76 figure del Codice Penale per sostenere le accuse e accumula frequentemente più accuse contro la stessa persona al fine di aumentare le pene.

Il reato più ricorrente è quello di disturbo della quiete pubblica, presente in 577 fascicoli. Seguono l'insulto (382 casi), l'attentato (350), la sedizione (214) e il sabotaggio (125).

Questo ultimo addebito è particolarmente grave: in diversi casi, i civili accusati di sabotaggio sono stati giudicati da tribunali militari, una pratica che le organizzazioni per i diritti umani considerano una violazione aggiuntiva delle garanzie procedurali.

I picchi di nuove detenzioni nell'ultimo anno si sono verificati ad aprile 2026, con 50 nuovi casi, e a giugno, con 44, periodi che hanno coinciso con un'acutizzazione dei blackout e delle proteste dei cittadini per la mancanza di elettricità e acqua.

La repressione ha anche una dimensione familiare documentata dall'ONG: madri e figlie, madri e figli, e padri e figli hanno affrontato simultaneamente incarcerazioni, processi o misure restrittive della libertà.

Un esempio recente: Ivisleivi Castellano Puig è stata arrestata all'Avana durante una protesta pacifica, e lo stesso giorno suo figlio Antuan de Jesús Caballero Castellano, di 23 anni, è stato arrestato per aver dipinto un graffito con la frase «Viva Cuba Libre».

La situazione di salute di diversi prigionieri politici suscita anche preoccupazione. Ana Ibis Tristá Padilla, condannata a 14 anni, ha denunciato dal carcere femminile di Las Tunas di soffrire di asma cronica, insufficienza renale e dolori quotidiani: «A malapena riesco a camminare», ha scritto in una lettera diffusa dall'Osservatorio Cubano dei Diritti Umani.

Un altro caso emblematico è quello di Wilber Aguilar Bravo, che ha viaggiato per oltre 300 chilometri da L'Avana fino al carcere Nieves Morejón, a Sancti Spíritus, per visitare suo figlio Walnier Luis Aguilar Rivera —condannato a 12 anni per le proteste dell'11J— e non gli è stato permesso di entrare: erano 84 giorni che non lo vedeva.

Il 158° anniversario del Grito di Yara, commemorato il 10 ottobre, ha trovato Cuba con più prigionieri politici che mai, mentre il regime parla di riforme e la popolazione sopporta una crisi energetica senza precedenti.

Prisoners Defenders ha segnato nel suo rapporto di agosto che «la repressione politica non si limita all'individuo: trasforma i legami familiari in strumenti di pressione, intimidazione e punizione».

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