Spagna ammette che Cuba le impedisce di assumere direttamente i suoi dipendenti a L'Avana

Fronte del Consolato di Spagna a Cuba (Immagine di riferimento)Foto © CiberCuba

Il Governo spagnolo ha riconosciuto di fronte al Congresso dei Deputati che la legislazione cubana gli impedisce di assumere direttamente il personale locale del suo Consolato a L'Avana, costringendolo a ricorrere a un'azienda datrice di lavoro statale, un sistema che Madrid sostiene di utilizzare dal 2017.

L'ammissione figura in una risposta parlamentare datata 23 settembre, in cui l'Esecutivo ha difeso il suo contratto con il Gruppo Imprenditoriale Palco, un'azienda statale cubana.

Spagna ha assegnato a Palco due contratti per un totale di 1.374.039,16 euro per fornire lavoratori al Consolato Generale e all'Ambasciata spagnola all'Avana. Entrambe le procedure si sono concluse con un'unica offerta e senza ribassi sui budget iniziali.

Il contratto di importo maggiore, relativo al Consolato Generale di Spagna a L'Avana, ammonta a 1.131.295,68 euro. È stato assegnato dalla Sottosegreteria degli Affari Esteri il 12 dicembre 2024, sotto il fascicolo 2024SWs00114.

Il secondo contratto, identificato con il fascicolo 2024SWs00113, corrisponde all'Ambasciata spagnola a Cuba. È stato assegnato il 10 dicembre 2024 per 242.743,48 euro, anche a Palco e con un'unica offerta.

Gli importi corrispondono al valore delle aggiudicazioni e non implicano che l'intero importo sia stato disbursato.

L'obbligo che riconosce il Governo spagnolo

Nella sua risposta al Congresso, l'Esecutivo ha difeso che l'assunzione è stata effettuata in conformità con la legislazione spagnola e che l'utilizzo di un'azienda statale cubana risponde a un obbligo stabilito dalle autorità dell'Isola.

L'esplicazione è stata fornita in seguito a una domanda parlamentare presentata da deputati del Partito Popolare.

Come fondamento, il Governo ha citato il Decreto Legge 384 del 2019, che regola a Cuba l'assunzione di lavoratori per prestare servizi a rappresentanze straniere.

Secondo l'Esecutivo, le rappresentanze diplomatiche e consolari non potevano assumere direttamente personale locale, ma dovevano rivolgersi a un'agenzia di collocamento cubana autorizzata.

Madrid ha spiegato che quella procedura era in uso dal 2017.

La risposta ufficiale giustifica la necessità di assumere tramite un'entità datrice di lavoro, anche se non spiega perché Palco sia stata l'azienda selezionata né se esistessero altre entità autorizzate a offrire lo stesso servizio.

Cuba ha cambiato la legge, ma ha mantenuto l'esigenza per i consolati

Il 2 ottobre scorso, appena nove giorni dopo la risposta del Governo spagnolo, Cuba ha pubblicato un nuovo regolamento che ha modificato le condizioni per l'assunzione di lavoratori in alcune rappresentanze estere.

Il Decreto Legge 137/2026 ha espressamente abrogato il Decreto Legge 384 del 2019, citato da Madrid nella sua risposta parlamentare.

La nuova disposizione consente alle rappresentanze commerciali straniere di assumere direttamente i propri lavoratori o di continuare a utilizzare entità datrici di lavoro autorizzate.

Sin embargo, le missioni diplomatiche e consolari rimasero escluse da tale possibilità.

L'articolo 2 della nuova norma stabilisce che l'assunzione di personale per compiti amministrativi, tecnici o di servizi nelle ambasciate e nei consolati deve avvenire tramite enti di assunzione autorizzati dal Ministero del Lavoro e della Sicurezza Sociale cubano.

Pertanto, la riforma non elimina l'intermediazione lavorativa per il Consolato di Spagna a L'Avana, anche se non stabilisce nemmeno che Palco sia l'unica ente autorizzato a fornirgli lavoratori.

Quali funzioni svolgono i dipendenti di Palco?

La contrattazione assume un'importanza particolare a causa del volume di pratiche di nazionalità gestite a L'Avana.

Secondo i dati pubblicati dal Governo spagnolo a settembre 2025, il Consolato Generale a Cuba aveva ricevuto 107.338 richieste di nazionalità ai sensi della Legge sulla Memoria Democratica, nota come Legge dei Nipoti, cifra equivalente al 12,24% delle richieste contabilizzate fino al primo semestre di quell'anno.

Nella sua risposta parlamentare, il Governo ha assicurato che i lavoratori forniti da Palco svolgono funzioni di supporto amministrativo, tecnico e ausiliario, sotto la direzione e supervisione dei responsabili consolari spagnoli.

Ha anche precisato che non esercitano competenze riservate ai funzionari pubblici né partecipano alle decisioni riguardanti i fascicoli di stato civile, passaporti o visti.

Riguardo all'accesso alle informazioni, l'Esecutivo ha sottolineato che i permessi per consultare documentazione e sistemi informatici sono limitati alle necessità del servizio e sono soggetti a meccanismi di autorizzazione, supervisione e tracciabilità.

Ha aggiunto che i lavoratori devono rispettare obblighi di riservatezza e protezione dei dati.

La risposta, tuttavia, non specifica quali categorie di documenti possono consultare i dipendenti assunti tramite Palco né dettaglia i permessi concreti di accesso ai sistemi consolari.

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Redazione di CiberCuba

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