
Un pensionato cubano ha espresso il suo disincanto verso le promesse della Rivoluzione del 1959 e ha denunciato le condizioni in cui, a suo avviso, sopravvivono numerosi anziani sull'isola, tra pensioni insufficienti, difficoltà a nutrirsi e restrizioni alle libertà. In un post su Facebook rivolto agli anziani, ha assicurato che la sua generazione ha creduto in un futuro migliore che, dopo più di sei decenni, considera non realizzato.
L'autore del testimonio, identificato con le iniziali C. N., ha spiegato di appartenere alle generazioni di cubani che si sono lasciati convincere dalle promesse diffuse a partire dal 1959. Nel confrontare quelle aspettative con la situazione attuale, ha affermato che, dopo decenni di difficoltà, «vediamo che stiamo peggio». Nella sua riflessione ha utilizzato l'espressione «Anno della Libertà» per riferirsi al 1959.
Fame, precarietà e pensionati che cercano cibo
Il pensionato ha elencato diverse situazioni che considera rappresentative del deterioramento della vita quotidiana: ha parlato di «fame generalizzata» e di anziani che, come ha denunciato, sono costretti a chiedere l'elemosina o a rovistare tra i rifiuti.
Ha anche espresso dispiacere per il fatto che molti cubani abbiano difficoltà ad acquistare abbigliamento, occhiali o a ricevere cure dentali adeguate. Nel suo testo ha descritto pensionati con abiti logori e problemi dentali, un'immagine con cui ha cercato di evidenziare la perdita di benessere di coloro che hanno dedicato buona parte della loro vita al lavoro.
Queste affermazioni fanno parte della sua testimonianza e valutazione personale, non di un conteggio statistico dell'intera popolazione. Tuttavia, la precarietà delle pensioni e le difficoltà degli anziani sono state documentate in altri casi.
In settembre, il scenografo Luis Lacosta denunciò di ricevere 3.800 pesos mensili dopo oltre 65 anni di carriera lavorativa. Anche in quel mese, una fotografia mostrò persone anziane che dormivano per terra davanti a una banca a Santiago di Cuba per cercare di incassare la loro pensione il giorno successivo.
La crisi non si limita all'importo delle pensioni: le code, la scarsità di contante, i blackout e l'aumento dei prezzi di cibo e medicine rendono la vita quotidiana di molti anziani ancora più difficile.
Denuncia anche le restrizioni alla libertà di espressione e di protesta
La testimonianza non si è limitata alla situazione economica. Il pensionato ha criticato anche la mancanza di libertà di espressione, le restrizioni alla protesta pacifica e quella che ha descritto come una risposta repressiva del regime cubano nei confronti di coloro che dissento.
I loro riferimenti coincidono con problemi documentati da organizzazioni internazionali. Nel suo Rapporto Mondiale 2026, Human Rights Watch ha indicato che il governo cubano continua a punire la dissidenza e le critiche pubbliche, e ha avvertito su arresti arbitrari e mancanza di garanzie giudiziarie. Amnesty International ha registrato anche restrizioni alla libertà di espressione e di riunione pacifica nel 2025.
Alla fine della sua pubblicazione, il pensionato ha spiegato di condividere le preoccupazioni espresse da un altro cittadino cubano, che aveva anche criticato le promesse economiche delle autorità e raccontato le difficoltà che affronta suo padre, anch'esso pensionato.
Questa testimonianza metteva in discussione il primo ministro Manuel Marrero Cruz dopo che quest'ultimo aveva espresso fiducia nel fatto che la popolazione avrebbe cominciato a percepire nel 2027 i risultati delle trasformazioni economiche annunciate dal Governo.
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