Deputata italiana incolpa gli Stati Uniti per la crisi a Cuba, ma tace sui prigionieri politici e sulla repressione

Laura Boldrini, deputata italiana, consegna medicinali e materiali medicali a un ospedale cubano.Foto © Facebook/Laura Boldrini

La deputata italiana Laura Boldrini, presidente del Comitato per i Diritti Umani della Camera dei Deputati, ha descritto una Cuba soggiogata dall'oscurità, dalla scarsità e dal deterioramento dei suoi servizi essenziali, ma ha attribuito la crisi fondamentalmente alle sanzioni degli Stati Uniti, senza menzionare la repressione politica né la situazione dei prigionieri di coscienza nell'isola.

In un'intervista pubblicata questo giovedì dalla rivista italiana L'Espresso, la parlamentare del Partito Democratico (PD) ha raccontato le sue impressioni dopo aver viaggiato a L'Avana come parte di una delegazione di solidarietà composta anche da rappresentanti del Movimento 5 Stelle.

«La Habana che ricordavo dal mio viaggio nel 2006 non esiste più», ha affermato Boldrini, che ha descritto una capitale quasi priva di veicoli, con strade buie, rifiuti accumulati e persone che cercavano tra gli scarti.

La deputata ha anche raccontato di scene di ospedali senza medicinali e scuole senza forniture d'acqua, dove gli studenti devono utilizzare contenitori per scaricare i water.

Tuttavia, nel spiegare le cause di questo deterioramento, ha focalizzato le sue critiche su Washington e ha assicurato che le riforme del governo cubano difficilmente porteranno a risultati finché continueranno le sanzioni statunitensi.

Boldrini ha definito le restrizioni come un «castigo collettivo» contro la popolazione e ha sostenuto che costituiscono un crimine previsto dalla Convenzione di Ginevra del 1949.

Ha anche chiesto all'Unione Europea di fare pressione sul presidente Donald Trump affinché sollevi le sanzioni e promuova un dialogo con le autorità cubane.

Una presidente dei diritti umani che non menziona i prigionieri politici

Nonostante presieda il Comitato per i Diritti Umani della Camera italiana, Boldrini non ha affrontato nell'intervista la situazione dei prigionieri politici, le detenzioni degli oppositori né le denunce di repressione contro attivisti e giornalisti indipendenti.

L'omissione si verifica mentre le organizzazioni a difesa dei diritti umani continuano a documentare violazioni delle libertà fondamentali a Cuba.

Al termine di agosto 2026, Prisoners Defenders contava 1.339 prigionieri politici sull'isola, mentre l'Osservatorio Cubano dei Diritti Umani (OCDH) ha registrato oltre 3.000 azioni repressive tra gennaio e settembre.

Tra i casi recenti figura quello della giovane attivista Anna Bensi, condannata il 1° ottobre insieme a sua madre a due anni di limitazione della libertà per aver registrato e diffuso la visita di un agente della Sicurezza dello Stato presso la sua abitazione.

L'intervista non esamina neanche le decisioni economiche interne del governo cubano né la mancanza di investimenti che ha contribuito al deterioramento dell'infrastruttura energetica.

Questo dibattito include la gestione delle risorse da parte del conglomerato militare GAESA e l'invecchiamento delle centrali termoelettriche, fattori rilevanti per comprendere la crisi oltre l'impatto delle sanzioni statunitensi.

Una campagna di solidarietà ricevuta da Díaz-Canel

La visita di Boldrini si è svolta dal 23 al 30 settembre nell'ambito della campagna «Energia per la Vita», promossa da organizzazioni italiane come Arci, ANPI, CGIL e l'Associazione di Amicizia Italia-Cuba.

La delegazione ha portato 500 chilogrammi di medicinali e materiale scolastico, mentre l'iniziativa ha raccolto 380.000 euro, destinati principalmente all'acquisto di pannelli solari e altri materiali per le istituzioni cubane.

Durante il suo soggiorno, i parlamentari sono stati ricevuti da Miguel Díaz-Canel, che ha ringraziato pubblicamente l'aiuto italiano e ha sottolineato i legami tra i due paesi.

La postura di Boldrini contrasta anche con la posizione espressa recentemente dal Parlamento Europeo.

Il 17 settembre scorso, l'Eurocamera ha approvato, con 374 voti favorevoli, 198 contrari e 19 astensioni, una risoluzione che chiede la liberazione degli oppositori Félix Navarro e Saylí Navarro e richiede misure contro le violazioni dei diritti umani a Cuba.

Por altro verso, la Commissione Affari Esteri della Camera italiana ha approvato mercoledì, all'unanimità, una risoluzione del Partito Democratico per rafforzare l'assistenza umanitaria alla popolazione cubana. L'iniziativa propone di ampliare la cooperazione in materia di farmaci, carburante per i servizi sanitari e assistenza materno-infantile.

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