Mariela Castro difende a Roma la «resistenza» di Cuba

Mariela Castro e accompagnatoriFoto © Facebook / CENESEX

Mariela Castro Espín, direttrice del Centro Nazionale di Educazione Sessuale (CENESEX) e deputata all'Assemblea Nazionale del Potere Popolare, ha partecipato questo sabato a un evento politico tenutosi al Circolo GAP di Roma con il titolo «La Resistenza di Cuba», dove ha difeso la sovranità del regime cubano di fronte alle pressioni esterne davanti a un pubblico di accademici, attivisti e politici italiani solidali con La Habana.

L'incontro, tenutosi nel quartiere romano di San Lorenzo, ha visto anche la presenza dell'ambasciatore di Cuba in Italia, Jorge Luis Cepero Aguilar, e dell'economista Luciano Vasapollo, professore dell'Università Sapienza e dirigente della Rete dei Comunisti, organizzazione italiana con una lunga storia di solidarietà con il regime cubano.

La tavola del pannello era coperta con la bandiera cubana e sullo sfondo si dispiegavano le bandiere di quella organizzazione comunista italiana.

Il fulcro dell'atto è stata la narrativa ufficiale della «resistenza» cubana: Castro ha presentato il Codice delle Famiglie —approvato in referendum nel settembre 2022 e promosso dal CENESEX— come prova che Cuba «non rinuncia ad ampliare i diritti né a decidere il proprio cammino», anche sotto pressione economica e l'embargo statunitense.

La norma ha introdotto il matrimonio egualitario, l'adozione omoparentale e la gestazione solidale non commerciale.

Il dibattito ha affrontato anche la situazione in Palestina, la solidarietà internazionalista e l'impatto dell'embargo sull'isola. Vasapollo, da parte sua, ha descritto Cuba come «un laboratorio politico e sociale che continua a generare un dibattito internazionale su questioni come la sovranità, la giustizia sociale, i diritti e la cooperazione tra i popoli».

Il CENESEX ha concluso la sua pubblicazione sull'evento romano con una frase che riassume il tono dell'atto: «Cuba è viva, difendendo la sua sovranità e alimentando la lotta per l'emancipazione e la dignità».

Captura di Facebook / CENESEX

L'evento a Roma si inserisce in un modello di apparizioni internazionali che Mariela Castro ha moltiplicato negli ultimi mesi con il discorso della resistenza.

Lo scorso febbraio ha dichiarato che «con l'imperialismo e tutte le sue sfaccettature non c'è possibilità di negoziare, sì di dialogare», citando Fidel Castro.

In aprile, in occasione del Convoy Nuestra América, ha affermato che «a Cuba c'è dolore, ma non ci inginocchiamo», e ha definito l'opposizione LGBTQ+ indipendente “fittizia”, “inventata” e “mercenaria”, accusando gli Stati Uniti di averla creata.

Questo discorso contrasta con la repressione documentata all'attivismo LGBTQ+ autonomo a Cuba e con la paralisi degli interventi di reassignment di genere nel sistema pubblico per mancanza di risorse.

Nel 2019, quando il CENESEX cancellò la sua marcia ufficiale, attivisti indipendenti organizzarono la propria conga e furono repressi dal Ministero dell'Interno, con almeno sei arresti.

La visita a Roma arriva anche pochi giorni dopo che un'indagine di El Confidencial ha rivelato che il marito di Mariela Castro ha investito in appartamenti turistici a Barcellona per oltre un milione e mezzo di euro.

Il fotoperiodista italiano Paolo Titolo, genero di Raúl Castro, ha acquisito tre immobili in zone turistiche di quella città tra il 2015 e il 2019, mentre è stato per quasi due decenni direttore generale a Cuba del gruppo imprenditoriale Amorim, collegato al magnate portoghese Américo Ferreira de Amorim, amico personale di Fidel e Raúl Castro.

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