Una cubana identificata come Lara Calm ha pubblicato un video sui social media in cui denuncia che una mipyme le ha rifiutato le banconote da 50 pesos cubani (CUP) mentre cercava di acquistare riso, in un altro episodio del rifiuto delle banconote di basso valore che è stato segnalato in vari punti di Cuba.
«Sono andata a pagare con banconote da 50 e risulta che non posso comprare. Con banconote da 50 mi accettano solo 500 pesos», ha raccontato la donna.
L'azienda ha imposto un limite di cinquecento pesos in quella denominazione, il che di fatto limita considerevolmente il suo utilizzo come forma di pagamento abituale.
Lara Calm ha spiegato che aveva già lo stesso problema con le banconote da 10 e 20 pesos, denominazioni che numerosi negozi si sono rifiutati di accettare per mesi.
Nel suo caso, la restrizione ora si applica anche ai biglietti da 50 pesos.
«Ora che cosa ne faccio dei biglietti da 50 che ho? […] Perché dovrò mangiarmi i biglietti da 50», chiese con indignazione e impotenza, riassumendo in una frase l'assurdità di possedere denaro legale che numerosi negozi si rifiutano di accettare.
«Fino a quando durerà questo?», chiese Lara Calm alla fine del suo video. La domanda riassume la frustrazione di numerosi cubani che affrontano il rifiuto di banconote che continuano a essere di corso legale.
La reazione sui social: frustrazione e richiesta di responsabilità
I commenti riflettono il malcontento di molti cubani di fronte a questo tipo di situazioni.
«Avere denaro e non poterlo spendere è come non averlo», si lamentò un utente.
Altri hanno direttamente responsabilizzato il Governo: «La colpa è del Governo, che permette tutto» e «È una conseguenza di stampare banconote in modo incontrollato».
Alcuni testimoni affermano che il rifiuto ha già raggiunto banconote da 100 pesos e che si ripete in diverse località.
«Ogni giorno la situazione si fa sempre più difficile per il popolo», ha espresso un altro utente.
Un fenomeno che da anni sta scalando
Questo fenomeno è stato denunciato da almeno un paio d'anni a Cuba ed è peggiorato con la perdita del potere d'acquisto del peso.
L'anno scorso è emersa una denuncia secondo cui una cuentapropista a Boyeros ha rifiutato banconote da 5 CUP e ha richiesto denominazioni di 100 pesos in su.
En settembre di quest'anno, nuove denunce da Holguín hanno confermato che la pratica persiste nonostante gli avvisi ufficiali.
Le autorità avvertono, ma il rifiuto persiste
Il Banco de Crédito e Commercio (BANDEC) di Ciego de Ávila ha emesso a luglio un comunicato ufficiale in cui ha definito il rifiuto di banconote di bassa denominazione una «flagrante violazione dei diritti dei cittadini».
Advisò, inoltre, che «nessun attore economico, indipendentemente dalla sua forma di gestione, ha la facoltà di scegliere quali denominazioni della moneta ufficiale accettare e quali no».
Le autorità hanno avvisato che rifiutarsi di ricevere moneta di corso legale costituisce un'infrazione e può comportare misure amministrative e legali.
Tuttavia, le segnalazioni dei cittadini continuano, con casi di rifiuto di diverse denominazioni, inclusi biglietti da 10, 20 e 50 pesos.
Dietro questo fenomeno si cela la profonda crisi monetaria che sta attraversando Cuba.
Per cercare di alleviare la pressione derivante dall'uso di grandi quantità di contante, la Banca Centrale ha messo in circolazione a partire da aprile banconote da 2.000 e 5.000 pesos, e a metà settembre ha messo in circolazione quelle da 10.000 e 20.000 pesos, le più alte denominazioni nella storia del paese.
L'emergere di banconote di valore sempre più elevato contrasta con le difficoltà nell'utilizzo delle denominazioni più piccole in determinati esercizi, in mezzo alla perdita di potere d'acquisto del peso e al costante aumento dei prezzi dei beni di prima necessità.
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