Cuentapropista a L'Avana si rifiuta di accettare pagamenti con banconote di bassa denominazione, denuncia la stampa ufficiale



Una lavoratrice autonomo nel comune di Boyeros ha rifiutato banconote di basso valore nonostante la loro validità legale. Questa pratica si aggiunge al rifiuto di accettare pagamenti elettronici e contante vario. Il caso mette in luce la normalizzazione delle violazioni delle norme monetarie attuali.

La lavoratrice privata ha sostenuto di ricevere solo denaro in tagli da 100 pesos in suFoto © Tribuna de La Habana/Carlos Manuel Serpa e Freepik

Una lavoratrice autonoma (TCP) a L'Avana ha rifiutato di accettare banconote da cinque pesos in valuta nazionale per un acquisto, sostenendo che accetta solo tagli di 100 CUP e superiori, nonostante tutte le banconote in circolazione siano di corso legale.

Il fatto è avvenuto in un punto vendita situato all'incrocio tra l'avenida de Vento e la Línea del Ferrocarril, nel quartiere di Miraflores Nuevo, municipio di Boyeros, ha denunciato sul giornale ufficiale Tribuna de La Habana il giornalista Carlos Manuel Serpa, il quale ha tentato di acquistare una borsa di nylon da 20 CUP con una banconota da 10 CUP e due da cinque.

Secondo Serpa, la commessa ha informato che non venivano accettati banconote di bassa denominazione.

La situazione si colloca in una pratica sempre più diffusa nel commercio privato, dove non solo vengono rifiutate le trasferenze bancarie, ma anche determinati biglietti in contante, nonostante siano stati ottenuti legalmente dagli sportelli automatici del sistema bancario.

Secondo quanto riferito, i venditori giustificano questo comportamento affermando che le mipymes non accettano banconote di piccolo taglio, il che genera una serie di scuse che alla fine sposta il problema sul consumatore, costringendolo ad adattarsi a regole informali e arbitrarie.

"È ora di porre fine a queste pratiche violatorie. Alla dipendente del TPC ho detto che ero un giornalista e che mi sarei chiarito su questa violazione di non accettare determinati effettivi in moneta nazionale. Tutti dobbiamo esigere il rispetto delle nostre leggi e che le attività commerciali rispettino quanto stabilito", ha sottolineato il reporter.

Il rifiuto delle banconote da cinque CUP solleva un conflitto diretto con le disposizioni della Banca Centrale di Cuba, che riconosce come valide tutte le denominazioni in circolazione.

Tuttavia, nella pratica, la mancanza di controllo e di vigilanza consente a queste violazioni di ripetersi senza conseguenze visibili.

Il caso riapre il dibattito su fino a che punto i TCP e le mipymes stiano sostituendo la normativa ufficiale con regole proprie, in un contesto di scarsità di contante, lunghe code per prelevare denaro e un sistema di pagamenti sempre più disfunzionale per la popolazione.

L'inflazione a Cuba ha drasticamente ridotto il potere d'acquisto della popolazione, facendo aumentare i prezzi dei prodotti di base mentre i salari restano stagnanti.

Ciò provoca che le persone affrontino difficoltà nell'acquisire cibo e altri articoli essenziali.

La devalutazione del peso cubano nei confronti del dollaro ha generato situazioni insolite come quella accaduta recentemente a un giovane, che ha mostrato sui social media il risultato di cambiare 100 dollari sull'isola: cinque sacchi pieni di banconote in pesos cubani.

Pero allo stesso tempo, il sistema bancario nazionale affronta critiche per imporre limiti assurdi di prelievo, blocchi sui conti e ritardi nei trasferimenti.

Queste restrizioni sono viste come una forma di controllo statale che limita l'accesso del popolo ai propri soldi, specialmente in un contesto di crisi economica e mancanza di contante sull'isola.

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Redazione di CiberCuba

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