Il Banco de Crédito y Comercio si esprime sull'accettazione delle banconote «piccole» a Cuba e si accende il dibattito

BANDEC Ciego de Ávila richiede a mipymes e lavoratori autonomi di accettare banconote da 5, 10 e 20 pesos cubani e avverte che il rifiuto è illegale.



Denaro cubano in banconote da uno, tre, cinque, venti e cinquanta pesos (Immagine di riferimento)Foto © CiberCuba

Il Banco di Credito e Commercio (BANDEC) di Ciego de Ávila ha pubblicato giovedì un comunicato ufficiale sul suo profilo Facebook rivolto ai lavoratori autonomi, alle mipymes e ad altre forme di gestione non statale, esigendo l'immediata cessazione della pratica di rifiutare banconote di 5, 10 e 20 pesos cubani (CUP) e avvertendo che tale comportamento è illegale.

Il testo, firmato come «BANDEC - CIEGO DE ÁVILA», riflette una normativa del Banco Centrale di Cuba (BCC) vigente in tutto il territorio nazionale, pertanto il suo ambito di applicazione va oltre la provincia avileña.

Quanto riportato nel comunicato

La banca qualifica la pratica di «una flagrante violazione dei diritti dei cittadini» e stabilisce tre punti:

...che il BCC è l'unico organismo di regolamentazione in materia di circolazione monetaria.

-che quei biglietti «hanno pieno potere liberatorio per l'acquisto di beni e servizi all'interno del territorio nazionale»

- e che «nessun attore economico, indipendentemente dalla sua forma di gestione, ha la facoltà di selezionare quali denominazioni della moneta ufficiale accetta e quali no».

Il comunicato avverte che i trasgressori «saranno soggetti alle misure amministrative e legali competenti», e fa appello alla dimensione umana del problema:

«Negare il contante in queste denominazioni colpisce direttamente le tasche del popolo, ostacola la quotidianità dei cittadini —soprattutto dei settori più vulnerabili, come i nostri pensionati e lavoratori— e genera un malessere non necessario nella società.»

BANDEC ha concluso il suo comunicato con una richiesta che, a giudicare dalla reazione popolare, molti dubitano che verrà soddisfatta: «Esigiamo l'immediato cessare di queste condotte negative e il rispetto assoluto della legalità e dei diritti dei nostri clienti».

Didascalia

La reazione dei cittadini: Stanchezza e sfiducia

Il comunicato ha scatenato un dibattito immediato sui social media.

«Se è una legge, non c'è bisogno di alcun richiamo di coscienza. Quello che è giusto è applicarla senza indulgenza», ha scritto un utente.

Un altro ha puntato direttamente al sistema: «Se la Banca Centrale regola la circolazione monetaria, inizi a dare l'esempio pagando stipendi e pensioni puntualmente».

«Gli ispettori sono i primi a chiudere un occhio»; «Le leggi sono selettive: si applicano ad alcuni sì e ad altri no»; «Non è mancanza di leggi, è mancanza di volontà di farle rispettare»; «Qui il problema non è il denaro, è la cattiva gestione»; «Senza un controllo reale, nessuna misura funzionerà»; «Tutto rimane nel discorso, ma la realtà non cambia», hanno opinato alcuni commentatori concordando sulla percezione di impunità.

«Sempre il peso ricade sul cittadino comune»; «Il popolo è quello che paga le conseguenze di tutto»; «C'è corruzione a tutti i livelli e nessuno vuole riconoscerlo»; «La popolazione è stanca delle promesse»; «Ogni nuova misura genera più problemi che soluzioni»; «Non c'è fiducia nelle misure che annunciano»; furono altre opinioni.

Un problema che viene da lontano

Il rifiuto di banconote a basso valore non è una novità.

Nel dicembre del 2024, una pensionata con una pensione di 1.600 pesos è stata rifiutata nella mipyme «El Moro» di Alamar, che avvertiva con un cartello che non accettava più di 300 pesos in banconote da 10 e 20 CUP.

Il rifiuto dei biglietti di piccolo taglio nei negozi cubani stava già suscitando allora un'indignazione generalizzata.

In dicembre 2025, una cuentapropista nel municipio di Boyeros ha rifiutato banconote da 5 CUP, richiedendo solo denominazioni di 100 CUP e oltre.

In aprile 2026, un video virale mostrava un cubano che riceveva più di 200.000 pesos in banconote da 10 CUP —circa 20.000 banconote equivalenti a soli 384 dollari—.

Quella scena di 200.000 pesos in banconote da 10 è diventata simbolo del collasso monetario. Un utente l'ha riassunta con ironia: «Quello si pesa, non si conta».

Una moneta in caduta libera

Dietro il fenomeno si nasconde una crisi senza precedenti: tra il 2020 e il 2026, il peso cubano ha perso oltre il 95% del suo valore rispetto al dollaro, passando da 42 CUP per dollaro a più di 520 nel mercato informale.

In quel contesto, il regime ha emesso ad aprile 2026 i biglietti da 2.000 e 5.000 pesos, i più alti valori nominali nella storia recente del paese.

Tuttavia, un biglietto da 5.000 CUP equivale a appena circa 10 dollari al cambio informale.

Nel frattempo, oltre il 50% dei bancomat dell'Avana erano inoperativi nel 2026, i limiti di prelievo sono stati ridotti a 3.000 pesos, e il governo di Granma ha ammesso a giugno di non avere contante per pagare più di 111.000 pensionati.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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