Cubani hanno partecipato a un piano del governo russo per uccidere Kasparov negli Stati Uniti

La viceministra cubana degli Affari Esteri Josefina Vidal e Garry KasparovFoto © X / @JosefinaVidalF - @Kasparov63

L'escacchista e dissidente Garry Kasparov è stato identificato come obiettivo di un piano di eliminazione orchestrato dal Cremlino sul suolo statunitense, secondo quanto rivelato questo mercoledì da El Mundo.

Le autorità statunitensi gli hanno comunicato quest'estate che era un «obiettivo» dell'operazione e gli hanno assegnato una protezione speciale per la prima volta da quando si è esiliato a New York nel 2013.

La novità amplia quanto già si sapeva sulla cosiddetta «Rete RIS», la rete collegata ai servizi di intelligence russi i cui cinque membri sono stati formalmente accusati dalla Procura del Distretto Sud di New York il 16 settembre 2026.

Tra questi cinque ci sono due cubani: Oemis Romagoza Durruthy e Yaidel Delgado Suárez, alias «Vikingo».

Kasparov non era l'unico obiettivo sul suolo nordamericano. Più avanzati erano i piani per eliminare Ilya Ponomarev, l'unico deputato della Duma russa che ha votato contro l'annessione della Crimea nel 2014 e che dal suo esilio ha sostenuto la difesa armata dell'Ucraina.

L'omicidio di Ponomarev —identificato nel sommario come «Vittima Numero 1»— aveva un prezzo di 40.000 dollari. Una persona reclutata dalla rete ha effettuato sorveglianza su due luoghi a lui collegati a Washington, è stata individuata da telecamere di sicurezza e infine ha deciso di ritirarsi.

Il ruolo dei cubani nella trama è centrale. Romagoza Durruthy, insegnante di danza che ha coordinato attacchi di sabotaggio in Europa dalla Russia al servizio del GRU, era già conosciuto dalle autorità lituane per aver indotto due spagnoli ad incendiaria un’azienda legata alla fornitura militare per l'Ucraina nel 2024, per un pagamento di 4.000 euro.

Delgado Suárez, di 35 anni, ha agito come reclutatore per gli attentati programmati sul territorio statunitense insieme al venezuelano Ángel Eduardo Castro, di 22 anni.

Fu proprio Castro a contattare questo estate un connazionale residente a Brooklyn con una domanda diretta: «Hai qualcuno di fiducia a Washington?».

Le istruzioni seguite erano dettagliate: cancellare la conversazione, recarsi nel quartiere della vittima con il telefono in modalità aereo, registrare da lontano con la mano sinistra. L'obiettivo finale era «eliminare uno o due dissidenti e, nel contempo, inviare un duro messaggio al resto».

Anche l'oppositore Vladimir Kara-Murza figura come possibile obiettivo, avvelenato due volte dalla Russia e liberato nel 2024 in uno scambio di prigionieri. In Lituania, la rete aveva nel mirino Ivan Tyutrin, co-fondatore del Forum della Russia Libera insieme a Kasparov, con un prezzo di 25.000 dollari per la sua eliminazione.

La accusa penale non attribuisce responsabilità allo Stato cubano. Il regime cubano ha negato qualsiasi collegamento con la rete: la vice ministra degli Affari Esteri, Josefina Vidal Ferreiro, ha definito le accuse «un'altra accusa velata, priva di prove contro Cuba».

Kasparov, da parte sua, non è stato estraneo alla causa cubana. A marzo del 2026 ha attaccato la flottiglia "Nuestra América" diretta verso l'isola scrivendo su X: «Che ne dite di scambiare questi idioti con un numero uguale di cubani che vogliono vivere nel mondo libero?»

Il procuratore generale aggiunto per la Sicurezza Nazionale, John A. Eisenberg, ha riassunto l'ambito dell'operazione: «Questi accusati avrebbero operato come parte di una rete globale di crimini che si estendeva fino negli Stati Uniti, tentando di reclutare cittadini statunitensi e stranieri per commettere crimini su ordine del Cremlino».

Tutti gli accusati rimangono latitanti in Russia e affrontano fino a 20 anni di prigione per cospirazione per finanziamento del terrorismo.

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