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La polemica attorno al convoglio internazionale “Nuestra América”, previsto per arrivare all'Avana il prossimo 21 marzo, ha visto aggiungersi una nuova voce critica di peso: quella dell'ex campione mondiale di scacchi e attivista politico Garry Kasparov, che ha lanciato un duro messaggio contro i partecipanti occidentali dell'iniziativa.
“Che ne dici di scambiare questi idioti con lo stesso numero di cubani che vogliono vivere nel mondo libero?”, scrisse Kasparov sulla rete sociale X, in risposta a un annuncio del gruppo statunitense Democratic Socialists of America (DSA), che confermava l'invio di una delegazione di 20 membri a Cuba come parte del convoglio.
Il messaggio del maestro di scacchi russo, noto per la sua posizione decisa contro i regimi autoritari, propone che coloro che difendono il socialismo “possano vedere come funziona nella pratica”, mentre gli Stati Uniti accoglierebbero “persone lavoratrici che amano la libertà”.
La dichiarazione del "ogro di Baku" si aggiunge alla crescente controversia internazionale riguardo alla flottiglia, sostenuta da figure politiche e attivisti di sinistra che affermano che l'isola è "sotto assedio" a causa delle sanzioni americane.
Tra coloro che hanno annunciato la loro partecipazione c'è l'eurodeputata francese Emma Fourreau, così come l'attivista climatica Greta Thunberg, il cui posizionamento ha già provocato una forte reazione da parte dei cubani sui social media.
Reazioni dall'esilio
La dichiarazione di Kasparov si collega a un sentimento sempre più visibile tra i cubani dentro e fuori dall'isola, che mettono in discussione l'approccio dell'iniziativa.
Dall'esilio ha guadagnato forza la consigna: “Se loro entrano, anche noi”, in riferimento alla possibilità che attivisti stranieri arrivino a Cuba mentre milioni di cubani affrontano restrizioni nel tornare liberamente nel paese.
Per molti, il problema di fondo non è l'aiuto umanitario, ma il fatto che il convoglio venga presentato come un atto di solidarietà senza affrontare la mancanza di libertà politiche nell'isola.
Debate sulla crisi cubana
Il convoglio internazionale cerca di portare cibo, medicine e altri beni essenziali in mezzo a una profonda crisi economica a Cuba, caratterizzata da blackout, scarsità e deterioramento dei servizi di base.
Tuttavia, le critiche evidenziano che il discorso degli organizzatori attribuisce la situazione esclusivamente a fattori esterni, senza menzionare l'impatto di decenni di controllo statale, repressione e cattiva gestione economica.
Le parole di Kasparov, in questo contesto, riflettono una critica più ampia: la distanza tra coloro che difendono il modello cubano dall'esterno e coloro che affrontano le sue conseguenze all'interno del paese.
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