
Mientras il 94% dei cubani vive in povertà estrema, i black-out superano le 20 ore giornaliere in alcune zone dell'isola, e il regime detiene più di 1.300 prigionieri politici, gruppi di sinistra latinoamericana si preparano a viaggiare a Cuba per dimostrare che il popolo cubano «non è solo».
Così ha diffuso questo domenica l'ufficialista Prensa Latina al annunciare la convocazione della «1ª Brigata Internazionale Fidel Castro Ruz», organizzata dalla Rete Latinoamericana e Caraibica di Solidarietà con Cuba e le Cause Giuste, con date previste dal 24 novembre al 7 dicembre.
L'iniziativa circola sulle piattaforme digitali sotto il motto «Volvemos Pa' Cuba» e ha come sfondo un accumulo di ricorrenze che il regime ha sfruttato per tutto l'anno: il centenario della nascita di Fidel Castro, il decimo anniversario della sua morte —che cade il 25 novembre— e i 70 anni dello sbarco del yacht Granma, avvenuto il 2 dicembre 1956.
La Assemblea Nazionale ha dichiarato il 2026 come il «Anno del Centenario del Comandante in Capo» nel dicembre del 2025, su proposta di Miguel Díaz-Canel.
In Argentina, il Movimento Argentino di Solidarietà con Cuba (MASCuba) assumerà il coordinamento nazionale. Norberto Galiotti, referente dell'amicizia con il governo cubano a Rosario e membro del Partito Comunista, ha spiegato al mezzo statale che il MASCuba «come spazio di articolazione e coordinamento delle azioni solidali nel paese si occuperà della sua promozione e realizzazione in Argentina».
L'obiettivo dichiarato, secondo Galiotti, è «raggiungere che ci sia almeno la presenza di una compagna o di un compagno per ogni provincia del paese in questa Brigata». Il militante ha anche anticipato conferme da diversi paesi della regione ed ha espresso le sue speranze: «Ci aspettiamo che si uniscano anche quelli dell'America del Nord e dell'Europa».
Liliana Perna, un'altra integrante del MASCuba incaricata della coordinazione, ha alzato il tono di fronte a Prensa Latina: «Ciò che è significativo di questa brigata è che ci saranno partecipanti di tutti i continenti per rendere omaggio al Comandante Fidel Castro Ruz quando si celebreranno i 10 anni del suo passaggio all'immortalità».
E ha concluso con una frase che non ha lasciato spazio a dubbi sul carattere politico del viaggio: «Sarà un grido universale contro il blocco genocida del governo degli Stati Uniti». Perna ha anche annunciato una seconda brigata, la Sudamericana di Solidarietà con Cuba, per gennaio-febbraio 2027.
L'itinerario progettato è degno di un tour rivoluzionario di lusso ideologico. I brigadisti alloggeranno nel Campamento Internacional Julio Antonio Mella (CIJAM), a Caimito, nella provincia di Artemisa. Il 25 novembre ci sarà un atto culturale in Scalinata dell'Università dell'Avana; nei giorni 26 e 27 si dedicheranno a lavori volontari e visiteranno il Centro Fidel Castro Ruz.
Luego viaggeranno a Santiago di Cuba per un evento il 30 novembre, un colloquio su Fidel il 3 dicembre e, il giorno seguente, una marcia al Cementerio di Santa Ifigenia. Il periplo si concluderà nella sede santiaguera dellInstituto Cubano de Amistad con los Pueblos (ICAP), sanzionato da Washington a giugno 2026 per considerarlo un nodo di influenza e intelligenza del regime.
Lo che i brigadisti non troveranno nell'itinerario ufficiale è la Cuba reale: quella del paese che affronta la peggiore contrazione economica dell'America Latina nel 2026, con una contrazione del PIL stimata tra il 6,5% e il 10,3%, una repressione feroce di qualsiasi dissidenza, e una burocrazia parassitaria bloccata al potere.
Perna ha insistito che la visita sarà «una dimostrazione che Cuba non è sola». Un'affermazione che, paradossalmente, risulta molto più facile da sostenere da Buenos Aires che da qualsiasi municipio cubano privo di luce, cibo e medicinali.
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