
La direzione nazionale dei Comitati di Difesa della Rivoluzione (CDR) ha annunciato 23 attività per settembre sotto lo slogan "Dal quartiere insieme a Fidel", in una celebrazione che riporta al centro dell'organizzazione il dittatore Fidel Castro (1926-2026).
Secondo quanto riportato mercoledì dal quotidiano ufficiale Trabajadores, la conferenza stampa è stata presieduta dal coordinatore nazionale dell'organizzazione Gerardo Hernández Nordelo e dal vicecoordinatore Yosveny Verdeal Castellanos, che hanno presentato il programma previsto fino al 28 settembre, data del 66° anniversario dei CDR.
La scelta dello slogan collega direttamente la celebrazione con il centenario di Castro e rafforza il suo ruolo come punto di riferimento politico di un'organizzazione che cerca di rinnovare la propria immagine senza separarsi dai suoi simboli fondatori.
Hernández ha riconosciuto che i CDR non possono continuare a funzionare come 10, 20 o 30 anni fa, sebbene abbia presentato il cambiamento come una necessità di adattamento e non come una revisione di fondo.
"Il tempo cambia", affermò, e sostenne che l'organizzazione deve adottare un atteggiamento attivo e coinvolgersi nei problemi delle strade e nelle difficoltà delle comunità.
La rinnovazione passa, secondo la direzione dei CDR, anche attraverso la ricerca di nuovi dirigenti. Verdeal ha insistito sulla necessità di aumentare la partecipazione giovanile e ha riassunto la sfida in una frase rivolta alle nuove generazioni: "Vogliamo molti più giovani che dicano: voglio essere presidente del mio CDR".
Il programma include donazioni volontarie di sangue, con oltre 9.579 unità accumulate nella fase attuale, oltre al movimento "Cultiva tu pedacito", che riunisce oltre 607.000 giardini e appezzamenti destinati alla produzione di alimenti.
Contempla anche festival di riciclaggio sotto il nome "Il mio quartiere ricicla" e un esercizio di Vigilanza Popolare Rivoluzionaria previsto per il 17 settembre.
Quella ultima attività ricorda che, nonostante il discorso sull'adattamento, la vigilanza rivoluzionaria continua a far parte delle funzioni che i CDR rivendicano per sé stessi.
L'organizzazione, fondata da Castro nel 1960, mantiene quindi una combinazione di attività comunitarie e funzioni politiche che cerca di presentare come una risposta ai problemi quotidiani dei quartieri.
La Habana celebrerà il suo atto provinciale il 26 settembre nel Consiglio Popolare La Güinera, ad Arroyo Naranjo, mentre Matanzas ospiterà l'atto nazionale il giorno 28 dopo aver ottenuto la condizione di Vanguardia Nazionale.
A 66 anni dalla sua creazione, l'impegno dei CDR sembra consistere nel cambiare il modo di arrivare ai quartieri senza modificare il riferimento politico che rimane al centro della loro identità.
L'organizzazione desidera giovani nuovi, nuove forme di partecipazione e una maggiore presenza nella comunità, ma lo fa sotto uno slogan che chiarisce che il rinnovamento ha un limite: restare "insieme a Fidel".
In aprile 2025, durante il suo IV Pleno Nazionale, i CDR hanno riconosciuto un deficit di quadri segnato dall'invecchiamento della sua membership e dal disinteresse dei giovani, senza che i richiami a rivitalizzarsi abbiano prodotto risultati duraturi.
Lo scorso marzo, le autorità hanno lanciato il movimento Mi Barrio por la Patria, approvato dal Consiglio di Stato e presentato formalmente a maggio al Capitolio Nazionale.
Analisti e media indipendenti lo descrivono come un CDR rinforzato con una nuova denominazione, progettato per recuperare il controllo comunitario dove le strutture tradizionali hanno perso influenza.
L'iniziativa, tuttavia, ha già suscitato il rifiuto di molti cubani. Quando il governo di L'Avana l'ha promossa ad agosto, la pubblicazione ufficiale ha ricevuto un'ondata di critiche.
"Le frasi non si mangiano, non ci danno l'acqua vitale per la vita, non illuminano le notti interminabili dei nostri bambini e anziani," ha scritto un internauta, in una reazione che riassume lo stato d'animo della strada di fronte alle nuove campagne del regime.
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