Dottoressa cubana di fronte a nuove emissioni monetarie: «Il mio stipendio potrebbe riassumersi in una sola banconota; e ... dovrei dare il resto»

Nuova banconota da 20.000 pesos (dettaglio nell'immagine di esempio)Foto © Banco Centrale di Cuba

Una dottoressa cubana con due specializzazioni, un master e oltre 35 anni di esperienza professionale ha riassunto questo domenica, in una pubblicazione su Facebook, la paradossale situazione racchiusa nelle nuove banconote da 10.000 e 20.000 pesos cubani: il suo stipendio mensile completo, incentivi inclusi, non raggiunge nemmeno il valore di una di queste banconote.

Alina Arcos Fdez-Britto, professionista della salute, ha scritto: «Con l'emissione recente di banconote da 10.000 e 20.000 pesos cubani, mi trovo di fronte all'evidenza che il mio stipendio come professionista della salute, compresi 'gli incentivi salariali', potrebbe riassumersi in un'unica banconota. E dovrei anche dare il resto... che non sarebbe poco».

Captura di Facebook / Alina Arcos Fdez-Britto

La dottoressa ha specificato che il suo reddito mensile si aggira intorno ai 13.125 pesos cubani (CUP), cifra che, al tasso di cambio informale vigente questo domenica, equivale a meno di 19 dollari mensili.

Tale importo rappresenta meno di un quinto della soglia di povertà estrema stabilita dall'Organizzazione delle Nazioni Unite: 90 dollari al mese, ovvero tre dollari al giorno, secondo l'indice aggiornato nel 2025.

Il contrasto risulta ancora più severo se confrontato con la spesa minima stimata per coprire i bisogni di base a Cuba. L'economista Javier Pérez Capdevila ha calcolato in 96.060 CUP mensili questo limite, cifra che supera di oltre sette volte il salario della dottoressa Arcos.

Il Banco Centrale di Cuba ha messo in circolazione le banconote da 10.000 e 20.000 CUP il 16 settembre, le denominazioni più alte mai emesse nella storia del paese. La presidentessa di questa istituzione, Juana Lilia Delgado Portal, ha giustificato la misura per le attuali condizioni dei prezzi e della circolazione monetaria.

È il secondo ciclo di emissione di alta denominazione nel 2026: ad aprile erano già entrati in circolazione banconote da 2.000 e 5.000 CUP.

L'economista Pedro Monreal ha avvertito che i nuovi banconote riflettono un sistema in cui il lavoro non conta più: «Quando la banconota di maggior valore supera di gran lunga la busta paga mensile, solitamente riflette inflazione cronica, dualità monetaria o un circuito in dollari, non un sistema di pagamento basato sul lavoro». Il salario minimo nazionale è fissato a 3.210 CUP e il salario medio statale supera di poco i 7.000 CUP, per cui una banconota da 20.000 CUP equivale a quasi tre stipendi medi.

La dottoressa Arcos ha sottolineato che i medici sono lontani dall'essere i lavoratori peggio retribuiti e ha indirizzato la sua riflessione verso coloro che si trovano in una situazione ancora più precaria: «Cosa dire allora dei pensionati, che hanno dedicato tutta la loro vita e i loro sogni per 'il futuro luminoso' promesso dalla Rivoluzione?». Sua madre, pensionata, riceve poco più di quattro dollari al mese, al di sotto persino della pensione minima ufficiale di 4.000 CUP.

La medico ha qualificato la situazione come «schiavitù moderna» e ha evidenziato la contraddizione centrale del modello economico cubano: «Lo Stato cubano mantiene il pagamento ai suoi lavoratori in moneta nazionale. Una moneta aperta e impudicamente devalutata e con scarsissimo potere d'acquisto», mentre la dollarizzazione avanza de facto come politica di Stato.

La pubblicazione ha anche messo in discussione l'argomento dell'embargo come causa dei mali di Cuba e ha respinto l'idea che la situazione possa essere attenuata attraverso valutazioni multidimensionali: la maggior parte dei cubani è priva di elettricità stabile, acqua potabile regolare, alloggi sicuri e sicurezza alimentare. «Ormai neppure la salute e l'istruzione sono garantite —ha scritto—, perché entrambe, sebbene siano pubbliche, da tempo, ma molto tempo, di fatto non sono più gratuite. E posso testimoniare che molte volte nemmeno pagando, sono di qualità».

Il Observatorio Cubano de Derechos Humanos ha stimato nel 2026 che il 94% della popolazione cubana vive in povertà estrema per reddito, una cifra che trasforma il caso della dottoressa Arcos nel ritratto di una realtà che si estende a quasi tutta l'isola.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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