La UNE informa che il SEN è stato ripristinato «in tutto il paese»; «quale paese?», interrogano sui social

Liniero cubano al lavoro (immagine di riferimento)Foto © Facebook Unión Eléctrica Cuba

La Unione Elettrica (UNE) ha pubblicato questo sabato sul suo profilo ufficiale di Facebook che il Sistema Elettroenergetico Nazionale (SEN) era rimasto «connesso in tutto il paese», senza specificare che la riconnessione del sistema di trasmissione non equivale al ritorno del servizio elettrico nelle abitazioni.

L'annuncio è arrivato un giorno dopo il ottavo blackout totale del SEN nel 2026, avvenuto venerdì 18 settembre nel pomeriggio, quando il guasto consecutivo di due linee di trasmissione da 220 kV —Matanzas-Cienfuegos e Matanzas-Santa Clara— ha lasciato senza elettricità milioni di persone in tutta l'isola.

Captura di Facebook / Unión Eléctrica UNE

La risposta dei cubani sui social media è stata immediata e contundente: decine di commenti da residenti in diverse province hanno smentito l'ottimismo ufficiale con ironia e frustrazione.

«Quale paese? Perché dove vivo io non c'è elettricità da ieri pomeriggio», ha scritto un cibernauta nel post della UNE, riassumendo il sentimento generale.

Altri utenti sono stati altrettanto diretti: «Ho appena scoperto che non vivo a Cuba», ha detto qualcuno, mentre un altro ha sintetizzato la contraddizione con tre parole: «Connesso, ma senza corrente».

Le lamentele sono arrivate da Guantánamo, Las Tunas, Ciego de Ávila, Pinar del Río, Matanzas, Villa Clara, Sancti Spíritus, Granma, Artemisa e L'Avana, con alcuni cittadini che hanno accumulato più di 34 ore o addirittura giorni senza elettricità.

«In quale paese sarà, in un altro, perché il nostro è quello della fantasia», ha riassunto un'altra cibernauta, in una frase che ha condensato l'abisso tra il comunicato ufficiale e la realtà vissuta da milioni di cubani.

Il panorama nella capitale era eloquente: il recupero a L'Avana raggiungeva appena il 44,2% nella mattina di questo sabato, con 126 su 286 circuiti di distribuzione attivi e pochissimi dei principali sistemi di pompaggio dell'acqua in funzione.

La situazione si è aggravata a causa di un nuovo guasto alla Central Termoeléctrica Antonio Guiteras, la più grande del paese, situata a Matanzas: il collasso del SEN ha causato danni al recuperatore di calore della sua caldaia, con «forature in diversi punti del generatore di vapore», come descritto dal direttore del blocco yumurino, Román Pérez Castañeda.

Il raffreddamento della caldaia richiede quasi 72 ore, quindi le squadre di riparazione non potrebbero intervenire fino al pomeriggio di lunedì 21 settembre.

La Guiteras accumula almeno 17 interruzioni non programmate dall'inizio del 2026, il che la rende uno dei punti più fragili di un sistema elettrico in decomposizione strutturale.

Invece di assumersi la responsabilità per quel deterioramento, la UNE ha descritto il lavoro dei suoi operai come svolto «in mezzo a un cerchio genocida che impedisce l'arrivo di pezzi di ricambio, tecnologia e combustibili», spostando la colpa sull'embargo statunitense.

Tuttavia, la crisi è principalmente il risultato di decenni di cattiva gestione e abbandono dell'infrastruttura: lo stesso ministro di Energia e Miniere, Vicente de la O Levy, ha ammesso a maggio 2026 che Cuba non aveva «assolutamente nulla di carburante, nulla di gasolio» per la generazione elettrica.

Gli ultimi mesi hanno accumulato deficit massimi di generazione superiori a 2.000 MW in molte giornate, rispetto a una domanda vicina ai 3.100 MW, un divario che nessun annuncio su Facebook può colmare.

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