La UNE riporta progressi nella riconessione del SEN mentre attribuisce i blackout all'embargo

Modifiche nel SENFoto © Facebook/Roberto Morales Ojeda

La Unión Eléctrica (UNE) ha comunicato questo sabato che l'Unità 4 della Centrale Termoelettrica (CTE) Carlos Manuel de Céspedes, a Cienfuegos, è stata sincronizzata con il Sistema Elettroenergetico Nazionale (SEN), mentre la sua Unità 3 si trovava in fase di avviamento, nell'ambito del lento processo di recupero dopo l'ottavo blackout totale dell'anno, avvenuto venerdì.

In un secondo post su Facebook, l'organismo statale ha annunciato che il SEN è riuscito ad estendersi fino alla provincia di Holguín, il che ha rappresentato un progresso nella riconnessione graduale del sistema da ovest a est del paese.

Il collasso di venerdì è avvenuto intorno all'una del pomeriggio, quando il simultaneo scatto di due linee di trasmissione da 220 kV —Matanzas-Cienfuegos e Matanzas-Santa Clara— ha provocato il cedimento totale della rete.

Secondo quanto riportato da Reuters, il blackout ha lasciato senza elettricità circa 9 milioni di persone in tutta l'isola.

Il ripristino è progredito in modo parziale e disuguale. L'Avana registrava nella mattina di questo sabato solo il 44,2% di recupero, con 126 su 286 circuiti di distribuzione attivi.

Pubblicazione su Facebook

A ciò si è aggiunta una nuova complicazione: la CTE Antonio Guiteras ha subito un guasto nella caldaia dopo la disconnessione, con «ponchaduras in vari punti del generatore di vapore».

La riparazione non poteva iniziare immediatamente perché l'attrezzatura richiedeva quasi 72 ore di raffreddamento. La centrale di Matanzas, la più grande centrale termoelettrica del paese, ha accumulato almeno 17 interruzioni non programmate fino ad ora del 2026.

Il Ministero dell'Energia e delle Miniere (MINEM) ha affermato che il SEN era connesso «da Pinar del Río a Nuevitas», ma tale dichiarazione è stata ricevuta con scetticismo: decine di cubani continuavano a rimanere senza elettricità mentre il sistema figurava ufficialmente come «in fase di recupero».

Invece di riconoscere la responsabilità della dittatura nel deterioramento delle infrastrutture elettriche, la UNE ha sfruttato i suoi aggiornamenti per diffondere un messaggio propagandistico.

L'organismo statale ha descritto il lavoro dei suoi operai come realizzato «in mezzo a un cerchio genocida che impedisce l'arrivo di pezzi di ricambio, tecnologia e combustibili», e ha definito ogni blackout come «una battaglia contro l'obsolescenza forzata e la scarsità imposta dall'esterno».

Il linguaggio del regime contrasta con la realtà vissuta dai cubani: settembre 2026 accumula massimi deficit di generazione superiori a 2.000 MW in molteplici giornate, e la CTE Carlos Manuel de Céspedes ha registrato guasti nelle sue unità per almeno sei giorni solo nella prima metà del mese.

Gli analisti e i cittadini sottolineano che la crisi energetica è principalmente il risultato di decenni di cattiva gestione e abbandono delle infrastrutture da parte del regime, e non dell'embargo statunitense che L'Avana invoca in modo sistematico per eludere le proprie responsabilità.

Video correlati:

Archiviato in:

Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.