Il procuratore della Florida fa causa a Netflix per aver raccolto dati di bambini senza il permesso dei genitori

AG James UthmeierFoto © Facebook AG James Uthmeier

Il procuratore generale della Florida, James Uthmeier, ha presentato una causa contro Netflix presso il 7º Circuito Giudiziario della contea di St. Johns, accusando la piattaforma di raccogliere dati sul comportamento di minori senza il consenso dei loro genitori e di progettare funzioni per mantenere i bambini incollati allo schermo.

La azione legale presentata dalla Procura della Florida indica che Netflix ha registrato in modo massivo l'attività degli utenti minorenni —quali contenuti guardano, mettono in pausa, riavvolgono, cercano o abbandonano— e ha utilizzato tali informazioni per sostenere la sua attività pubblicitaria, lanciata nel novembre 2022.

Lo stato sostiene che la piattaforma ha pubblicizzato i suoi profili infantili come uno spazio sicuro e privo di pubblicità basata sul comportamento, ma che in realtà ha accumulato questi dati per anni per poi monetizzarli, il che costituirebbe un inganno sistematico nei confronti dei consumatori della Florida.

Uthmeier è stato diretto nell'annunciare la denuncia: «Hanno progettato una piattaforma addictiva per mantenere i bambini incollati agli schermi e poi hanno raccolto dati dettagliati su di loro senza il permesso dei genitori. Netflix ha tratto vantaggio mentre ingannava i floridiani e deve rendere conto».

La Florida accusa Netflix di violare la Legge sulle Pratiche Commerciali Ingannatorie e Ingiuste dello stato (FDUTPA) e la Carta dei Diritti Digitali della Florida (FDBR).

Tra i rimedi richiesti figurano un'ordinanza giudiziaria permanente, la cancellazione dei dati ottenuti in modo presumibilmente ingannevole, l'interruzione delle funzioni come la riproduzione automatica e miliardi di dollari in danni, oltre a un processo con giuria.

Netflix ha risposto che «prende sul serio la privacy», che rispetta le leggi applicabili e che la denuncia «non ha fondamento», annunciando che difenderà il caso in tribunale.

Offensiva contro le grandi compagnie tecnologiche

La azione contro Netflix non è un caso isolato, ma fa parte di una campagna più ampia della Procura della Florida con il slogan «Stop Big Tech Surveillance» (Fermare la sorveglianza delle grandi tecnologie).

Nel ottobre del 2025, la Florida ha presentato la sua prima azione ai sensi della FDBR contro Roku, accusandola di raccogliere e vendere dati di minori — comprese registrazioni vocali, abitudini di visione e geolocalizzazione precisa — senza il consenso dei genitori.

Ese caso si è risolto a giugno 2026 con un accordo che obbliga Roku a investire circa 25 milioni di dollari in miglioramenti della privacy, senza riconoscimento di colpa.

Nel aprile del 2026, la Procura ha anche avviato azioni contro OpenAI e il suo amministratore delegato Sam Altman, in quello che è stato descritto come il primo contenzioso statale contro l'azienda, accusando pubblicità ingannevole e raccolta di dati di minori di 13 anni senza il consenso dei genitori.

Il governo della Florida ha anche citato in giudizio TikTok e Snapchat per violazione dei requisiti di verifica dell'età.

Il precedente più eclatante negli Stati Uniti

In agosto, 52 stati hanno concordato di citare in giudizio Meta e l'azienda ha proposto di pagare circa 18.000 milioni di dollari per risolvere le richieste relative all'addiction dei minori e alle violazioni della legge federale sulla privacy dei bambini (COPPA), accordo dal quale la Florida è stata esclusa mantenendo azioni separate.

Meta ha proposto un accordo, ma ha negato le accuse a suo carico e ha dichiarato che «non ha alcuna responsabilità verso i querelanti». L'annuncio è stato fatto nella seconda settimana del processo federale svolto a Oakland, California.

La cifra concordata è storica, ma rappresenta una frazione minima di ciò che i pubblici ministeri avevano stimato all'inizio del processo, quando calcolavano sanzioni fino a 1,4 trilioni di dollari. Meta ha definito quel numero come «incredibile».

Florida dispone di un proprio quadro normativo: la HB 3, in vigore dal 1 gennaio 2025, vietando le account sui social media per i minori di 14 anni e obbligando le piattaforme a verificare l'età degli utenti e a eliminare i dati degli account chiusi.

La azione legale contro Netflix arriva mentre la piattaforma consolida il suo modello pubblicitario, rendendo il caso una prova di fino a che punto può arrivare la pressione legale statale sulle grandi aziende di intrattenimento digitale.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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