
Due bancomat situati nella zona del Ferrocarril di Santiago de Cuba sono stati trovati giovedì mattina ricoperti di escrementi, in un episodio che riflette la crescente disperazione dei cittadini di fronte alla cronica scarsità di denaro contante nell'isola.
La denuncia è stata pubblicata su Facebook dal giornalista indipendente Yosmany Mayeta Labrada, il quale ha precisato che una fonte anonima ha indicato come responsabile una donna.
«Una fonte che ha chiesto di mantenere la propria identità anonima ha assicurato che l'atto sarebbe stato perpetrato da una donna, presumibilmente infastidita perché i bancomat non avevano denaro disponibile. Le fotografie inviate mostrano le attrezzature, le tastiere, i monitor e altre superfici visibilmente imbrattate», ha detto Mayeta.
Il giornalista ha chiarito che non è riuscito a verificare in modo indipendente chi fosse l'autore dell'atto vandalico né le ragioni esatte che hanno motivato l'accaduto.
Le attrezzature vandalizzate mostrano già un grave deterioramento: ruggine estesa, tastiere corrose e componenti interni esposti, segni di abbandono prolungato e mancanza di manutenzione.
L'atto risulta riprovevole e insalubre. Mayeta lo ha inquadrato nella frustrazione generalizzata che prova la popolazione dell'isola.
«La scarsità di contante può spiegare la rabbia; sporcare e danneggiare un servizio utilizzato da centinaia di persone non lo giustifica», ha sottolineato il giornalista.
Tra i commenti sui social media, uno ha riassunto con ironia l'impunità del fatto: «Quei bancomat hanno telecamere, ma dato che non c'è mai corrente né soldi... Come faranno a prendere il vigliacco?».
La scarsità di contante, un problema che non si allenta
Desde luglio 2024, i santiagueri soffrono per lunghe code per accedere ai servizi bancari come il prelievo di denaro attraverso i bancomat. Molti sono rotti e quelli che funzionano, spesso non hanno contante disponibile.
Il problema si è aggravato in tutto il paese. A L'Avana, la scarsità di contante ha messo in difficoltà il pagamento di salari e pensioni, mentre alcune persone impiegavano giorni per accedere ai propri soldi.
Il Banco Metropolitano operava con appena 200 dei più di 500 sportelli automatici attivi, e alcune banche hanno ridotto il limite di prelievo a 3.000 pesos.
Di fronte al collasso, la Banca Centrale ha emesso a luglio misure di emergenza che includevano la circolazione di banconote da 2.000 e 5.000 pesos e la sospensione del limite di 5.000 pesos per i pagamenti tra attori economici tramite la Risoluzione 74/2026.
Molti analisti hanno interpretato la misura come un'ammissione del fallimento della politica di bancarizzazione imposta dal regime. Parallelamente, è emerso un business di intermediari che cambiano trasferimenti elettronici in banconote fisiche in cambio di alte commissioni.
La frustrazione dei cittadini di fronte a questa situazione ha dato origine a molteplici forme di protesta, come i bancomat colpiti da sassate durante i blackout.
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