Ulises Toirac dice che i blackout a Cuba sono una tortura e risponde con ironia a Díaz-Canel

Ulises ToiracFoto © Facebook / Ulises Toirac

Il comico cubano Ulises Toirac ha pubblicato su Facebook un'ampia analisi sulla crisi energetica a Cuba che trascende la critica abituale ai blackout, poiché segnala il danno psicologico sistematico che provocano nella popolazione.

Toirac sostiene che il vero problema non è solo la durata delle interruzioni - che in alcuni circuiti raggiungono le 40 o 50 ore mentre i quartieri vicini ricevono elettricità diverse volte nello stesso periodo - ma due elementi che li rendono qualitativamente distinti: l'assenza di stabilità temporale e quello che chiama il «loop (ciclo si ripete in modo continuo) infinito» di promesse non mantenute.

Sulla prima, l'artista traccia un confronto diretto con metodi di tortura riconosciuti a livello internazionale: «Una delle modalità per spezzare la volontà dei prigionieri è minare la loro stabilità quotidiana: non permettere che ricevano luce naturale che indichi l'ora del giorno e sovvertire gli orari dei pasti, degli esercizi, ecc.»

Secondo quanto dichiarato, i blackout producono lo stesso effetto anche se la gente può vedere il sole, perché l'elettricità può arrivare e andare via in qualsiasi momento senza possibilità di anticiparlo.

Il secondo elemento, il loop infinito, lo descrive come l'accumulo di menzogne ufficiali che non generano più speranza ma rassegnazione: «Le ripetute menzogne che hanno portato a condizioni peggiori attestano quanto meno un continuo tentativo di ingannare con promesse sapendo che sono vuote», scrisse.

E aggiunge che «le dichiarazioni sporadiche di 'vengono mesi peggiori' sono l'unico dato ritenuto certo».

Captura di Facebook / Ulises Toirac

Ulises avverte che il danno è particolarmente grave agli estremi generazionali. Gli anziani, dice, si sentono traditi dopo aver dedicato la loro vita a una società che oggi li condanna a pensioni che «non bastano nemmeno per le loro più elementari necessità».

E sui più giovani sentenzia: «I bambini che sono nati e crescono in questa follia semplicemente non avranno mai un cervello che funzioni normalmente o dovranno fare un grande sforzo per adattarsi a una realtà meno opprimente».

L'attore denuncia anche quella che definisce una politica deliberata di desprotezione. Secondo quanto espone, il governo ha vietato l'importazione di pannelli solari fino a quando non è riuscito a garantire l'«invulnerabilità energetica» di alcuni privilegiati, e ha autorizzato il loro ingresso massivo solo quando i blackout generalizzati hanno messo a rischio le proprietà di questi eletti. «La desprotezione è voluta e malintenzionata», conclude.

Nella sezione commenti dello stesso post, Toirac ha aggiunto una frase di evidente ironia rivolta al presidente Miguel Díaz-Canel: «Che bello poter dire 'Cuba non è crollata', vero?».

Il commento risponde direttamente alle dichiarazioni che Díaz-Canel ha rilasciato al giornale brasiliano Folha de S.Paulo, dove il mandatario ha negato che il paese fosse sull'orlo del collasso e ha attribuito la resistenza cubana alla «creatività» e al «talento» del popolo.

Giorni dopo, Díaz-Canel ha ripetuto il messaggio per negare il collasso nel contesto dell'inizio dell'anno scolastico.

Cuba ha registrato ad agosto deficit elettrici record di fino a 2,411 MW, e ha accumulato sette collassi totali dall'inizio dell'anno.

Non è la prima volta che Toirac affronta la crisi energetica con questa fermezza. A luglio ha descritto la situazione con un'immagine che è diventata virale: «Non è più la luce alla fine del tunnel... è che non c'è tunnel».

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