Luis Alberto García attacca la sicurezza dei gerarchi cubani: «Qual è il terrore?»

Luis Alberto García (Immagine di riferimento)Foto © Facebook / Luis Alberto García

Il attore cubano Luis Alberto García Novoa ha denunciato questo giovedì su Facebook un'operazione di sicurezza che ha vissuto la sua fidanzata e le sue due figlie al loro arrivo a casa, nella rotonda tra 146 e 9na, nel municipio Playa de La Habana.

García ha messo in discussione con severità la presenza armata che il regime ha attuato per proteggere i propri dirigenti. Come raccontato dall'attore, le tre donne avevano rispettato il segnale di FERMATA quando un uomo in uniforme si è avvicinato «con un bastone di segnalazione in una mano e !una pistola! nell'altra, completamente isterico».

Nella zona c'erano anche altri veicoli con agenti che mostravano «ARMAS LARGAS BEN VISIBLE che spuntavano dai finestrini». Secondo quanto riferito, il motivo è stata la presenza di qualche alto funzionario del Governo.

García vive a pochi metri da quel punto, in una zona che sin dai tempi di Fidel Castro è stata un corridoio abituale per le comitive ufficiali, specialmente lungo la 5ta Avenida di Playa. La pratica è continuata con Raúl Castro e si mantiene con Miguel Díaz-Canel.

L'attore non ha nascosto la sua indignazione e ha rivolto un messaggio diretto alla Sicurezza dello Stato: «Abbassate di tre punti l'ISTERIA, la PARANOIA, la DISCREZIONE, i PREGUDIZI e l'influsso di quei brutti film d'azione del sabato che i vostri combattenti e capi guardano nei loro rifugi».

Il detonatore della sua critica più acuta è stata l'intervista che Díaz-Canel ha rilasciato alla giornalista brasiliana Mônica Bergamo, di Folha de S.Paulo, pubblicata di recente, in cui il presidente ha affermato che «l'immensa maggioranza» del popolo cubano lo sostiene.

García ha trasformato quell'affermazione in una domanda retorica dirompente: «Se il signore dell'intervista con gel di saliva tra i capelli gli assicura che la stragrande maggioranza è con lui e la sua esecuzione qual è il terrore?»

L'attore ha anche avvertito che le operazioni di sicurezza con armi sono un anacronismo pericoloso: «Non siamo più nel secolo scorso. Ora possono colpirti con un missile direttamente nella tua camera, nella tua cucina, nel tuo ufficio o nel tuo garage. Smettetela di giocare ai soldatini».

García ha inoltre avvertito del rischio di un incidente fatale, ricordando che non sarebbe la prima volta che vengono esplosi colpi d'arma in questo tipo di operazioni: «Attenti a non lasciarne scappare uno, due o quanti colpi siano in pieno giorno e a finire per uccidere qualcuno che non voleva eseguire nessuno. Non ci sono medaglie 'per dovere svolto' che possano coprire un errore di tali dimensioni».

L'ultima avvertenza dell'attore è stata chiara: «Se feriscono o uccidono qualcuno dei miei o di questo paese che dicono di rispettare, per un 'fedele errore', questo sarà di PIN…»

Non è la prima volta che García affronta pubblicamente il regime. All'inizio di agosto ha denunciato la repressione dei manifestanti pacifici e l'ha definita «incostituzionale» e «antidemocratica».

In luglio ha richiesto «fatti, non promesse» dopo un'altra intervista del mandatario, e a febbraio ha chiesto alla Sicurezza dello Stato di fermarsi dopo l'arresto dell'accademica Alina Bárbara López Hernández.

La intervista di Díaz-Canel con la stampa brasiliana, in cui ha riconosciuto interruzioni prolungate di corrente e scarsità di medicinali ma ha negato che Cuba sia sull'orlo del collasso, ha generato tale polemica che l'ufficialismo ha dovuto difenderlo pubblicamente.

García ha concluso la sua pubblicazione con due frasi che riassumono lo stato d'animo di chi vive quotidianamente la realtà cubana: «Il forno non è per pasticcini» e «La stanza di Tula può diventare troppo calda».

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