
Il Governo spagnolo ha approvato questo martedì due progetti di legge in materia migratoria che modificheranno le regole per richiedere asilo e per coloro che entreranno nel paese in modo irregolare, ha informato l'agenzia EFE.
La riforma, che include una nuova legge sull'asilo e modifiche alla Legge sugli Stranieri, arriva dopo la crisi vissuta alla fine di luglio a Ceuta, quando tra 50.000 e 80.000 persone hanno attraversato dal Marocco in appena due giorni.
Anche se la maggior parte è successivamente tornata nel territorio marocchino, migliaia rimangono nella città autonoma, tra cui numerosi minori non accompagnati, in mezzo a una forte pressione sulle risorse di accoglienza.
Il ministro dell'Interno, Fernando Grande-Marlaska, ha assicurato che l'obiettivo è ottenere «un sistema di protezione più agile, efficace, ordinato e garantista» e adattarlo all'attuale realtà migratoria.
Cosa cambierà per chi richiede asilo?
Una delle principali novità è la creazione di una procedura accelerata, che dovrà risolversi entro un massimo di tre mesi.
Si stabilisce inoltre una procedura ai confini di fino a 12 settimane, durante le quali il richiedente rimarrà in strutture apposite prima che venga deciso se può entrare formalmente in Spagna.
Se la richiesta di protezione internazionale viene respinta, la persona riceverà contemporaneamente il diniego e l'obbligo di lasciare il paese. Per contestare la decisione dovrà rivolgersi direttamente all'ordinamento giudiziario.
La nuova norma incorpora espressamente la persecuzione per genere, identità di genere e disabilità tra le cause che possono giustificare la protezione internazionale.
Il governo sostiene che l’attuale sistema necessiti di un profondo aggiornamento a causa dell’aumento delle domande: la Spagna è passata da circa 3.000 richieste nel 2009 a 167.000 nel 2024 e 144.000 nel 2025.
Più controlli per gli ingressi irregolari
La riforma dell'Immigrazione introduce anche il cosiddetto triage, un controllo iniziale per le persone che attraversano la frontiera senza soddisfare i requisiti di ingresso.
Il processo includerà identificazione, riconoscimento medico, valutazione della vulnerabilità, raccolta di dati biometrici e controlli di sicurezza. La Spagna stabilisce un termine massimo di 72 ore, prorogabile solo per decisione giudiziaria in casi individuali giustificati.
Secondo un'analisi di El Faro de Ceuta, i progetti preliminari permettono inoltre di distribuire i richiedenti tra le comunità autonome, le province o le grandi città in base alla capacità di accoglienza.
Sono previste anche restrizioni di mobilità durante la procedura, che possono andare dall'obbligo di rimanere in una determinata zona geografica fino al confinamento in strutture specifiche in caso di rischio di fuga. In particolari situazioni legate alla sicurezza nazionale è previsto l'internamento.
Come può influenzare i cubani?
La riforma risulta particolarmente rilevante per i cubani che cercano protezione in Spagna, dove ottenere asilo è già difficile. Nel 2025, il paese ha concesso asilo politico a solo 36 cubani, mentre altre 152 domande sono state respinte.
Tuttavia, i cambiamenti non sono ancora in vigore. I progetti preliminari dovranno passare attraverso vari organismi consultivi prima di arrivare alle Corti per la loro trattazione parlamentare, dove potrebbero subire delle modifiche.
La Commissione Spagnola di Aiuto ai Rifugiati (CEAR) ha segnalato «gravi retrocessi nei diritti umani» nei testi, mentre l'UNHCR ha sottolineato che il vero impatto del nuovo quadro dipenderà da come verrà effettivamente applicato.
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