Offensiva contro i negozi privati a Las Tunas chiude 22 attività e ritira otto licenze

Commercio privato ispezionato a Las Tunas (Immagine di Riferimento).Foto © Facebook/Dpi Direccion Provincial Inspeccion Tunas

Una nuova offensiva di controllo contro il settore privato a Las Tunas ha portato, in appena una settimana, alla chiusura di 22 esercizi, al ritiro di otto licenze e a multe superiori a 1,2 milioni di pesos, nel contesto delle crescenti pressioni del regime sui lavoratori autonomi e sulle mipymes.

Il bilancio è stato divulgato mercoledì dal mezzo ufficiale Tiempo21, che ha riferito che dal 10 agosto le autorità hanno effettuato 570 ispezioni a lavoratori autonomi, mipymes e cooperative non agricole della provincia.

Per l'operazione sono stati dispiegati quattro gruppi di lavoro con rappresentanti del Partito Comunista, del Governo, della Procura, della Corte dei conti, del Ministero delle Finanze e dei Prezzi, del Ministero dell'Interno (MININT) e della Polizia Nazionale Rivoluzionaria (PNR).

In queste ispezioni sono state rilevate 230 violazioni, oltre a 35 illegalità. Le autorità hanno emesso 52 avvertimenti, effettuato due sequestri e ricevuto 16 denunce da parte dei cittadini.

Tra le irregolarità segnalate dagli ispettori figurano la mancanza di fatture che attestino la provenienza delle merci, il rifiuto di pagamenti tramite canali elettronici, presunta evasione fiscale, alterazioni dei prezzi e la chiusura deliberata di esercizi per evitare le ispezioni.

Le autorità stanno anche esaminando la differenza tra i prezzi di acquisto e di vendita di cinque prodotti ad alta richiesta, con l'argomento di identificare possibili pratiche speculative e irregolarità fiscali.

Chiusure e sanzioni fin dai primi giorni

La pressione sulle aziende ha cominciato a mostrare risultati non appena è iniziata l'operazione.

Secondo un rapporto di Tiempo21 del 14 agosto, nei primi due giorni erano stati ispezionati 239 stabilimenti, con violazioni riscontrate in 104 di essi e quattro chiusure.

In quella fase, le autorità hanno inoltre indicato cinque attori economici —quattro persone fisiche e una giuridica— che accumulavano circa 60 milioni di pesos in debiti fiscali attribuiti a evasione fiscale.

La nuova campagna arriva a pochi giorni di distanza da un altro ampio operazione effettuata nella stessa provincia.

Il 8 agosto, le autorità hanno informato di oltre 4.000 ispezioni nella città di Las Tunas, che hanno portato a più di 2.000 multe, 478 irregolarità presumibilmente eradicate e 24 persone identificate per i cosiddetti «prezzi abusivi».

«Grazie a loro alcuni possono mangiare»

La nuova ondata di ispezioni ha suscitato critiche tra i residenti che mettono in dubbio che la risposta dello Stato di fronte ai prezzi elevati consista nel chiudere e sanzionare le attività private piuttosto che garantire un'offerta stabile di alimenti e altri beni di prima necessità.

Nei social media di Tiempo21, diversi utenti hanno avvertito che ritirare i negozi dal mercato potrebbe finire per ridurre ulteriormente un'offerta già limitata.

«L'unica cosa che sanno è mettere fine a chi sta lottando e grazie a loro alcuni possono mangiare; se lo Stato soddisfacesse i bisogni, non ci sarebbero rivenditori», ha commentato una persona.

Un altro utente ha messo in discussione direttamente la strategia governativa e ha richiesto condizioni affinché i commercianti possano rifornirsi legalmente.

«Disanimano colui che fornisce, trasformano e costruiscono un mercato all'ingrosso reale e funzionale e il problema è risolto», scrisse.

Le critiche riflettono una contraddizione che è diventata ricorrente a Cuba: lo Stato richiede al settore privato di abbassare i prezzi e dimostrare la provenienza delle sue merci, mentre persistono la carenza, l'inflazione e l'assenza di un mercato all'ingrosso in grado di rifornire regolarmente questi negozi.

L'offensiva si estende per Cuba

Las Tunas non è un caso isolato. Le operazioni contro attori economici privati si stanno svolgendo simultaneamente in diverse province.

In Centro Habana, una giornata di controllo effettuata il 13 agosto ha coinvolto 232 attività e si è conclusa con 15 chiusure definitive e 11 vendite forzate.

En Sancti Spíritus, le autorità hanno riportato più di 200 multe e almeno cinque chiusure, mentre a Santiago di Cuba sono state applicate sanzioni a partire da 16.000 pesos a lavoratori autonomi.

Il cosiddetto esercizio nazionale di verifica continuerà per il resto di agosto e per la prima metà di settembre, secondo le informazioni diffuse dai media statali.

Mentre il regime presenta le operazioni come una battaglia contro le illegalità, l'evasione fiscale e i prezzi elevati, per numerosi cubani la paura è che la successione di multe, sequestri e chiusure colpisca proprio una delle poche fonti di cibo e prodotti che trovano ancora in mezzo al disservizio statale.

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Redazione di CiberCuba

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