Governo de La Habana: «232 attività controllate e 15 chiusure in una giornata»

Governo de L'AvanaFoto © Facebook

Le autorità del municipio di Centro Habana hanno chiuso 15 esercizi privati, imposto 363 multe, eseguito 11 vendite forzate e ritirato due licenze in un'unica giornata di controllo, secondo quanto riporta il Governo de La Habana attraverso i propri social media questo giovedì.

La Viceintendente di Economia Globale Ana Regla Marrero ha presentato i risultati di fronte al Consiglio dell'Amministrazione Municipale: in totale, 232 attori economici sono stati ispezionati il 13 agosto in quel comune della capitale.

Tra le carenze più frequenti rilevate dal team multidisciplinare figurano il rifiuto di accettare trasferimenti elettronici, la fissazione di prezzi abusivi o speculativi, l'assenza di prezzi visibili e i progetti di lavoro obsoleti.

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Le autorità hanno anche indicato come infrazione l'uso di codici QR collegati a conti personali anziché a conti bancari fiscali, una pratica che qualificano direttamente come «evasione fiscale».

La operazione a Centro Habana si inserisce in una offensiva di ispezioni che il regime ha avviato ad agosto comune per comune nella capitale, dopo aver annunciato all'inizio del mese la possibilità di chiusure fino a tre mesi per i negozi recidivi.

Lunedì, l'Ufficio Nazionale di Amministrazione Tributaria (ONAT) aveva già chiuso vari locali nel Centro Habana per essersi rifiutati di accettare pagamenti elettronici, tra cui un'attività situata in Neptuno tra Aramburu e Soledad.

Días prima, un'ispezione in Plaza de la Revolución aveva portato a 61 multe, sette ritiri di progetti e 25 vendite forzate in un solo giorno, secondo quanto riportato dal portale ufficiale lahabana.gob.cu.

La campagna non si limita alla capitale. Giovedì stesso, a Sancti Spíritus sono state registrate più di 200 multe e almeno cinque chiusure per violazioni dei prezzi e uso irregolare di portali di pagamento, mentre giorni prima un barbiere di Cauto Cristo, a Granma, è stato multato con 16.000 pesos —quasi cinque stipendi minimi— per non aver presentato fatture di lame e talco inviati dall'estero da familiari.

Il quadro giuridico che supporta queste azioni è il Decreto-Legge 91/2024, che obbliga i lavoratori autonomi, le mipymes e le cooperative a operare con canali elettronici e conti bancari fiscali, sotto pena di multe comprese tra 40 e 100 quote, sospensione o cancellazione della licenza.

A livello nazionale, il IV Esercizio Nazionale di controllo fiscale, svolto nel febbraio del 2026, ha riportato 1.085 azioni di controllo, 249 milioni di pesos in debiti accertati, 174 multe per oltre sei milioni di pesos, 320 chiusure e 11 mipyme sequestrate.

Imprenditori e lavoratori autonomi hanno denunciato che gli ispettori operano con quote di multe da rispettare, in un contesto di grave crisi economica in cui ogni sanzione può rappresentare diversi mesi di reddito per un lavoratore autonomo.

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Redazione di CiberCuba

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