Una donna ottiene l'annullamento di una multa migratoria di 1,8 milioni di dollari negli Stati Uniti: come ci è riuscita?

Dollari (Immagine di riferimento)Foto © Pixabay

Una madre migrante residente nella città di Houston, Texas, è riuscita a far annullare una multa migratoria di 1.820.352 dollari imposta dal governo federale al Dipartimento della Sicurezza Nazionale (DHS).

La notifica è arrivata nelle sue mani il 9 luglio, con un termine di circa 30 giorni per rispondere.

La donna ha riconosciuto che all'inizio pensava si potesse trattare di una truffa, ma ha deciso di consultare un avvocato per l'immigrazione, che le ha confermato che il debito era completamente reale, secondo quanto riportato Telemundo Houston.

La disgiuntiva: pagare o lasciare il paese

Dopo aver risposto alla notifica, il governo federale le ha presentato due opzioni: assumere un piano di pagamento di circa 3.000 dollari al mese, oppure abbandonare il paese insieme alla sua famiglia attraverso un'auto-deportazione volontaria.

«Io non avevo quella somma», ha dichiarato la donna, la quale ha inoltre ricevuto documenti relativi a una possibile uscita volontaria dal territorio statunitense.

Nessuna delle due opzioni era praticabile per lei, quindi decise di cercare assistenza legale e di presentare ricorso.

La chiave: un processo migratorio attivo dal 2021

L'argomento centrale della sua difesa è stato che dal 2021 mantiene un processo migratorio attivo legato a un visto U, uno status umanitario destinato alle vittime di reati gravi che collaborano con le autorità nelle indagini penali.

Inoltre, la donna aveva ottenuto un permesso di lavoro e un numero di previdenza sociale, il che rafforzava l'argomento che la sua permanenza nel paese non costituiva una disobbedienza deliberata a un ordine di espulsione, ma faceva parte di un processo migratorio legittimo in corso.

El 10 agosto, il DHS le ha notificato via email che il suo caso era stato annullato e chiuso, eliminando completamente il debito milionario.

Cosa sono queste multe e perché raggiungono cifre così elevate?

La amministrazione Trump ha riattivato nel 2025 l'imposizione di multe civili accumulate fino a 998 dollari al giorno contro le persone con ordini finali di espulsione che non abbandonano il paese, in base alla Legge sull'Immigrazione e la Nazionalità del 1952.

Queste sanzioni possono essere applicate retroattivamente per un massimo di cinque anni, il che spiega perché le cifre raggiungano intorno ai 1,8 milioni di dollari, il massimo possibile in quel periodo.

Dal giugno 2025, il Servizio di Controllo dell'Immigrazione e delle Dogane (ICE) ha emesso almeno 10.000 notifiche di multa in base a questa politica.

In marzo del 2026, un cubano residente a Phoenix, in Arizona, identificato come «Mario», ha ricevuto una multa di 1.800.000 dollari per non aver rispettato un ordine di espulsione emesso nel 2010. Il migrante ha sostenuto di non essere mai stato notificato perché era in carcere dal 2007.

Cosa fare se arriva una notifica simile?

La avvocata per l'immigrazione Naimeh Salem, estranea al caso della madre di Houston, ha spiegato al suddetto medio che questo tipo di multe si applica a persone con un'ordine finale di deportazione che non hanno lasciato il paese quando il governo lo ha indicato, e ha sottolineato che ogni situazione deve essere analizzata in modo individuale.

Alcune persone potrebbero avere casi riaperti, ordini archiviati o altre circostanze che consentano di contestare la sanzione.

Il governo offre anche come alternativa il programma di autoespulsione volontaria tramite l'applicazione CBP Home, che include la cancellazione totale delle multe, un volo gratuito e un bonus di 1.000 dollari al momento della conferma della partenza, sebbene questo beneficio non si applichi a debiti già accumulati.

Salem è stata enfatica nella sua raccomandazione per coloro che ricevono una lettera simile: «Non ignorarla e cercare assistenza legale per conoscere le opzioni disponibili nel proprio caso», dato che il termine per fare appello a una multa civile dell'ICE è stato ridotto a 15 giorni lavorativi in molti casi da giugno 2025.

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