
Una madre migrante residente nella città di Houston, Texas, è riuscita a far annullare una multa migratoria di 1.820.352 dollari imposta dal governo federale dal Dipartimento della Sicurezza Nazionale (DHS).
La notifica è arrivata nelle sue mani il 9 luglio, con un termine di circa 30 giorni per rispondere.
La donna ha riconosciuto che inizialmente pensava potesse trattarsi di una truffa, ma ha deciso di consultare un avvocato di immigrazione, che le ha confermato che il debito era completamente reale, secondo quanto riportato da Telemundo Houston.
La strada cruciale: pagare o lasciare il paese
Tras aver aver risposto alla notifica, il governo federale le ha presentato due opzioni: assumere un piano di pagamento di circa 3.000 dollari mensili, oppure lasciare il paese con la sua famiglia attraverso un'auto-deportazione volontaria.
«Io non avevo quella somma», ha dichiarato la donna, che ha inoltre ricevuto documenti relativi a una possibile uscita volontaria dal territorio statunitense.
Nessuna delle due opzioni era valida per lei, quindi decise di cercare assistenza legale e fare appello al caso.
La chiave: un processo migratorio attivo dal 2021
Il argomento centrale della sua difesa è stato che dal 2021 mantiene un processo migratorio attivo legato a un visto U, uno status umanitario destinato alle vittime di reati gravi che collaborano con le autorità nelle indagini penali.
Inoltre, la donna aveva ottenuto un permesso di lavoro e un numero di previdenza sociale, il che rafforzava l'argomento che la sua permanenza nel paese non costituiva una disobbedienza deliberata a un'ordinanza di deportazione, ma faceva parte di un processo migratorio legittimo in corso.
El 10 agosto, il DHS le ha comunicato via email che il suo caso è stato annullato e chiuso, eliminando completamente il debito milionario.
Cosa sono queste multe e perché raggiungono cifre così elevate?
La amministrazione Trump ha riattivato nel 2025 l'imposizione di multe civili cumulative fino a 998 dollari al giorno contro le persone con ordini finali di deportazione che non lasciano il paese, in base alla Legge sull'Immigrazione e la Nazionalità del 1952.
Queste sanzioni possono essere applicate retroattivamente per un massimo di cinque anni, il che spiega perché le cifre raggiungano circa 1,8 milioni di dollari, il massimo possibile in quel periodo.
Dal giugno 2025, il Servizio di Controllo dell'Immigrazione e delle Dogane (ICE) ha emesso almeno 10.000 notifica di multa secondo questa politica.
In marzo del 2026, un cubano residente a Phoenix, Arizona, identificato come «Mario», ha ricevuto una multa di 1.800.000 dollari per non aver rispettato un ordine di espulsione emesso nel 2010. L'immigrato ha sostenuto di non essere mai stato notificato perché era in prigione dal 2007.
Cosa fare se arriva una notifica simile?
La legale dell'immigrazione Naimeh Salem, estranea al caso della madre di Houston, ha spiegato al suddetto media che questo tipo di multe si applica a persone con un ordine finale di deportazione che non hanno lasciato il paese quando il governo lo ha indicato, e ha sottolineato che ogni situazione deve essere analizzata in modo individuale.
Alcune persone potrebbero avere casi riaperti, ordinanze dichiarate nulle o altre circostanze che consentono di contestare la sanzione.
Il governo offre anche come alternativa il programma di autodeportazione volontaria tramite l'applicazione CBP Home, che include la cancellazione totale delle sanzioni, un volo gratuito e un bonus di 1.000 dollari al momento della conferma della partenza, anche se questo beneficio non si applica ai debiti già accumulati.
Salem è stata esplicita nella sua raccomandazione per coloro che ricevono una lettera simile: «Non ignorarla e cercare assistenza legale per conoscere le opzioni disponibili nel proprio caso», dato che il termine per presentare ricorso contro una multa civile dell'ICE è stato ridotto a 15 giorni lavorativi in molti casi a partire da giugno 2025.
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