Ulises Toirac mette in discussione i limiti di prezzo a Cuba: «Il dollaro e il CUP non appartengono allo stesso universo»

Ulises ToiracFoto © Facebook / Ulises Toirac

Il comico e attore cubano Ulises Toirac ha pubblicato questo martedì su Facebook un'analisi devastante sulla politica dei prezzi del regime cubano, la dualità monetaria tra il peso e il dollaro e l'assenza di trasparenza nell'economia dell'Isola.

En il lungo post che circola sui social media, Toirac descrive il CUP come una «realtà parallela» senza valore reale al di fuori del mercato interno controllato dallo Stato: «Il dollaro e il CUP non appartengono allo stesso universo. Dove unico —dicono— vale è nella fattoria, ma esci nel mercato finanziario e ti guardano con faccia di pesce in palcoscenico: ¿Peso cubano? ¿Quejeso?».

La discrepanza segnalata da Toirac trova conferma nei numeri: la Banca Centrale di Cuba ha fissato martedì il tasso ufficiale a 624 CUP per dollaro, mentre il mercato informale lo quotava tra 675 e 695 CUP nelle settimane recenti, secondo i registri di elTOQUE.

Pubblicazione su Facebook

Il comico smonta anche quella che descrive come una metodologia ricorrente del governo: permettere o favorire aumenti estremi dei prezzi, attendere il rifiuto popolare e poi imporre limiti che, sebbene inferiori al picco, rimangono molto superiori ai prezzi originali.

«Mi vesto da Superman e metto prezzi più bassi di quelli del cosmonauta nel suo razzo... Ma molto più alti rispetto a quelli di inizio partita», scrive, citando come esempio paradigmatico il caso della pallina di gas.

In luglio, il regime ha fissato il prezzo della bombola di gas da 10 kg a 350 CUP mediante la Risoluzione 155/2026, un aumento del 55% rispetto ai 225 CUP precedenti.

Sui topes in sé, Toirac è categorico: «quello che fanno è far fuggire il prodotto sul mercato nero e dare un calcio ai prezzi... e l'inflazione ne approfitterà».

Questa avvertenza coincide con quanto riconosciuto dallo stesso presidente Miguel Díaz-Canel a giugno: che i tetti «hanno provocato scarsità». Tuttavia, ad agosto province come Matanzas e Villa Clara hanno reintrodotto i prezzi massimi locali, evidenziando l'incertezza della politica ufficiale.

Toirac sottolinea anche l'inutilità dei controlli sugli approvvigionamenti quando coesistono attori privati che possono trasferire i costi: «Ogni volta che ci sono privati come i ristoranti, ad esempio, che hanno bisogno dell'olio e possono trasferire i costi nel prezzo del piatto, si pagherà qualsiasi cifra per una bottiglia di olio».

Dopo l'eliminazione dei limiti nazionali per pollo, olio e altri beni di prima necessità a giugno, il prezzo del pollo è passato da 3.000 a oltre 7.000 CUP in alcune zone, mentre l'olio è arrivato a costare tra 2.500 e 3.000 CUP al litro a La Habana.

La conclusione dell'analisi è una richiesta di audit totale: «TUTTO DEVE POTER ESSERE AUDITATO. Tutto deve poter essere investigato e analizzato. E questo non lo permetteranno mai».

Toirac avverte che la trasparenza è «l'unica via» affinché gli attori economici possano «giocare pulito», ma che non sarà mai consentita perché «sarebbe un colpo brutale per i buoni clienti di Dior e Patek Philippe».

Non è la prima volta che Toirac attacca la gestione economica del regime. A giugno ha richiesto che fosse vietato ai quadri del Partito Comunista e ai militari di partecipare alle nuove aperture economiche, chiedendo una «clausola esclusiva» e trasparenza. A febbraio ha sottolineato che il salario medio di 3,888 CUP corrispondeva a meno di 13 dollari al cambio informale.

Il post si conclude con una frase che riassume il tono di tutta la riflessione: «Cose che si pensa mentre si buttano un po' di fagioli neri andati a male».

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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