Una giovane cubana ha trasformato un'antica frase associata all'esodo dell'isola in una pungente critica alla crisi energetica: per decenni si è scherzato sul fatto che "l'ultimo spegnerà il Morro", ma ora, afferma, non è stato nemmeno necessario aspettare che tutti se ne andassero.
«Non me ne sono andato e si è spento», ironizzò.
La giovane, identificata su Instagram come @sshantl.avs, ha pubblicato un video in cui lamenta, tra ironia e rassegnazione, di non aver nemmeno avuto l'opportunità di essere lei a «spegnere il Morro». I blackout che colpiscono Cuba le sono stati anticipati.
«Come se avessimo avuto paura di chi avrebbe spento il Morro. Che peccato», inizia dicendo.
L'espressione «l'ultimo che spenga il Morro» fa parte da decenni dell'immaginario popolare cubano e ha acquisito particolare forza durante la crisi migratoria degli anni novanta, nel pieno del Periodo Speciale.
La frase si riferisce al faro del Castillo de los Tres Reyes del Morro, uno dei simboli più riconoscibili dell'Avana, e racchiude una crudele ironia riguardo all'emigrazione: se tutti finiscono per lasciare Cuba, all'ultimo spetterà spegnere la luce prima di andarsene.
Ma la giovane ha trovato nell'attuale crisi elettrica un nuovo colpo di scena per un'espressione che diverse generazioni di cubani conoscono fin troppo bene.
«Avrei voluto essere io a spegnere il Morro. Se avessi saputo, avrei desiderato essere io a spegnere il Morro, perché l'hanno spento prima del tempo», commenta tra risate.
Successivamente, dirige la burla direttamente verso il deteriorato Sistema Electroenergético Nazionale (SEN).
«Il SEN non riesce a reggere nemmeno due lampade ricaricabili, figurati se riesce a tenere acceso il lampione del Morro. Non mi sono nemmeno allontanato che si è spento», conclude.
Oltre alla battuta, la frase collega due delle grandi crisi che hanno segnato la vita dei cubani negli ultimi anni: l'emigrazione e i blackout.
E proprio alla fine del video che la giovane riformula il vecchio detto popolare per adattarlo alla Cuba attuale.
«La domanda non è chi spegnerà il Morro, la domanda è chi solleverà il SEN», sentenzia.
I suoi seguaci non tardarono a unirsi all'ironia.
«Non è chi lo spegnerà, è chi lo accenderà», ha scritto un utente in uno dei commenti che ha ricevuto più reazioni.
Un altro ha lasciato una frase che riporta la battuta al dramma migratorio che le ha dato origine: «Per chi ha spento il Morro, siamo ancora cubani sull'Isola».
La satira acquista un significato particolare in uno dei momenti più critici del sistema elettrico cubano.
Cuba ha sofferto nel 2026 ripetuti crolli del SEN e deficit di generazione superiori ai 2.100 MW, mentre i blackout si protraggono per buona parte della giornata in numerosi territori.
In questo contesto, l'umorismo è diventato ancora una volta un mezzo utilizzato dai cubani per esprimere il malcontento di fronte a situazioni su cui hanno ben poco controllo.
Comici come Ulises Toirac e Otto Ortiz hanno recentemente utilizzato la satira per rappresentare lunghe giornate senza elettricità e le spiegazioni ufficiali su una crisi per la quale non sembra esserci una soluzione immediata.
Il video di @sshantl.avs si unisce a quella tradizione cubana di trasformare l'avversità in umorismo, anche se dietro la risata rimane intatto il problema.
In un'altra pubblicazione di alcuni giorni fa, la stessa creatrice di contenuti ha ritratto, con sarcasmo e senza filtri, il deterioramento delle forze dell'ordine. Nel video, la donna smonta l'immagine delle temute «Avispas Negras» e descrive gli agenti di oggi come figure che non ispirano né rispetto né autorità.
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