
A l'1:10 di questa domenica, la Unione Elettrica (UNE) ha dichiarato sulla sua pagina ufficiale di Facebook il ripristino del Sistema Elettrico nell'ovest di Cuba, dopo quasi sette ore di collasso.
L'annuncio ha scatenato un'ondata di incredulità: nei commenti al post, cubani dell'Avana, Matanzas, Artemisa e Cienfuegos hanno segnalato di essere ancora senza elettricità.
La sequenza del ripristino
Il collasso è iniziato alle 18:07 di sabato (ora locale) quando, secondo la UNE, «si è verificato un'interruzione simultanea delle linee di 220 kV da Matanzas a Cienfuegos e da Matanzas a Santa Clara».
El incidente ha diviso il Sistema Elettroenergetico Nazionale (SEN) e ha lasciato senza luce cinque province: Pinar del Río, Artemisa, Mayabeque, L'Avana e Matanzas.
Il recupero è stato graduale e documentato in aggiornamenti successivi. L'azienda statale ha prioritizzato ospedali e centri vitali.
In uno dei suoi post delle ultime ore, la UNE ha puntualizzato: «In questo momento continuano i lavori di ripristino, secondo la procedura stabilita. Gli ospedali e i centri vitali sono operativi. Si stanno preparando le unità generatrici della zona occidentale per il loro inserimento graduale nel SEN».
Un po' dopo, la UNE ha riportato il primo traguardo tecnico: «In rete l'Unità 3 della CTE Renté, che ha riavviato la sincronizzazione dopo il collasso».
Successivamente, ha informato che il sistema si stava muovendo verso ovest: «Il sistema è collegato fino alla Sottostazione di 220 kV di Mariel. È in fase di avviamento la CTE Mariel e la CTE Ernesto Guevara, di Santa Cruz del Norte, dispone di energia».
In un aggiornamento successivo, sono arrivate nuove incorporazioni: «Sincronizzate al SEN, Unità di Energás Varadero 1 e 3. In fase di avvio l'Unità 5 della CTE Máximo Gómez, e le Unità 1 e 2 della CTE Ernesto Guevara e il ciclo combinato di Energás Boca di Jaruco».
A l'1:10 del mattino, la UNE ha chiuso la sequenza e ha dichiarato concluso l'incidente: «Ripristinato il Sistema Elettrico nell'ovest del paese».
Un sistema al limite prima del collasso
Il blackout di sabato si è verificato su una rete già esausta: alle 6:00 del mattino di quel giorno, la disponibilità era di appena 895 MW rispetto a una domanda di 2,825 MW.
Dieci unità termoelttriche erano fuori servizio, sei per guasto - tra cui la centrale Antonio Guiteras, la più grande del paese - e quattro in manutenzione.
Questo episodio aggiunge un altro anello alla catena di collassi -totali e parziali- del Sistema Electroenergetico Nazionale (SEN) che sono stati registrati durante il 2026. A febbraio, la fuoriuscita di servizio delle unità delle termoelettriche Felton e Renté ha provocato un blackout totale nella regione orientale, che ha lasciato senza elettricità le province di Holguín, Granma, Santiago di Cuba e Guantánamo.
Il 4 marzo, un guasto nella centrale termoelettrica Antonio Guiteras ha causato la disconnessione del SEN da Camagüey a Pinar del Río.
Un blackout nazionale si è registrato il 16 marzo, dopo la disconnessione totale del SEN, che non è stata ripristinata fino a 29 ore e 29 minuti dopo la caduta del sistema. Ma appena cinque giorni dopo, in quella stessa settimana, un nuovo blackout massivo ha lasciato l'intero paese senza corrente.
Le frequenti interruzioni del SEN hanno raggiunto il loro punto più critico a luglio, mese in cui si sono registrati colapsi totali successivi in appena otto giorni: il 6 (quasi 24 ore), il 10 e il 14, facendo salire ulteriormente l'allerta sulla gravità della crisi energetica che sta vivendo Cuba, la più grave nella storia del paese.
«Hanno messo la mappa al contrario»: La reazione dei cubani
L'annuncio ufficiale di ripristino del sistema non ha rispecchiato la realtà che stavano vivendo in quel momento migliaia di famiglie nell'occidente del paese, e i commenti sulla pagina Facebook della UNE lo hanno messo in evidenza.
Le reazioni sono oscillate tra l'ironia e l'indignazione. «Non ho corrente. Credo che mi abbiano estratto dall'ovest del paese; sono del pianeta Marte», ha scritto un utente. Un altro è stato più diretto: «Hanno messo la mappa al contrario».
Da alcuni quartieri specifici de L'Avana sono arrivate segnalazioni puntuali: «Marianao è ancora senza corrente da prima del crollo del sistema», «Habana Vieja è ancora senza corrente». Molti hanno sottolineato una distribuzione ineguale: «Hanno acceso solo i circuiti privilegiati».
Altri hanno collegato i black out alla mancanza d'acqua: «Abbiamo bisogno di elettricità perché siamo mesi senza acqua a causa dei tagli di corrente».
Un commento ha riassunto la contraddizione tecnica di fondo: «Che il sistema sia collegato non significa che ci sia una generazione sufficiente; il deficit continua a esistere».
In generale, il sentimento dominante è di stanchezza e indignazione. «È una totale disinformazione quella che hanno con il popolo», ha sentenziato un utente.
Il ministro dell'Energia e Miniere, Vicente de la O Levy, ha riconosciuto lo scorso 30 luglio che ci sono comunità che accumulano fino a 105 giorni senza elettricità, e che la crisi «non ha una soluzione a breve termine».
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