
La Unione Elettrica (UNE) ha annunciato questo sabato che l'Unità 3 della Centrale Termoelettrica (CTE) Antonio Maceo è entrata in servizio, secondo una pubblicazione ufficiale su Facebook dell'organismo statale.
La notizia è arrivata ore dopo il collasso del Sistema Electroenergético Nacional (SEN) nella zona occidentale del paese.
Alle 18:07, un colpo simultaneo nelle linee da 220 kV che collegano Matanzas a Cienfuegos e Matanzas a Santa Clara ha diviso il SEN e ha lasciato senza elettricità Pinar del Río, Artemisa, Mayabeque, L'Avana e Matanzas.
Il collasso si è verificato su un sistema che già presentava condizioni critiche sin dal mattino: alle 6:00, la disponibilità era di appena 895 MW rispetto a una domanda di 2,825 MW, con 1,930 MW colpiti prima del crollo.
La UNE ha informato che, durante i lavori di ripristino, gli ospedali e i centri vitali erano già forniti di servizio elettrico.
«In questo momento continuano i lavori di ripristino, secondo la procedura stabilita. Gli ospedali e i centri vitali sono in servizio. Si stanno preparando le unità generatori della zona occidentale per il loro incorporamento graduale al SEN», ha sottolineato l'ente nella sua pubblicazione.
La Empresa Eléctrica Matanzas ha informato del ripristino del Hospital Faustino Pérez e del circuito di pompaggio dell'acqua Bello come primi passi della ripresa, con la strategia di avviare i gruppi della sottostazione Guanábana di 110 kV e collegarli con altri punti del sistema.
La sincronizzazione dell'Unità 3 della CTE Antonio Maceo —conosciuta come Renté, situata a Santiago di Cuba e in funzione dal 1966— risulta significativa data la sua storia di instabilità.
Il rapporto del SEN del 1 agosto la registrava in guasto quella stessa mattina, con un'entrata prevista di appena 45 MW.
La centrale accumula una serie di guasti recenti: uscita per malfunzionamento a settembre 2025, resincronizzazione a novembre 2025, nuovo guasto a marzo 2026 e stato intermittente durante luglio 2026.
Il collasso di questo sabato si iscrive in una catena di disconnessioni totali che ha caratterizzato il 2026: il blackout generale del 16 marzo è durato 29 ore e 29 minuti; quello del 6 luglio si è prolungato per quasi 24 ore; e il sistema è crollato altre due volte in quel mese, l'11 e il 14 luglio.
Le cause strutturali sono le stesse di sempre: termoelettriche invecchiate senza un adeguato mantenimento, scarsità cronica di combustibile e decenni di sottoinvestimento nella rete elettrica, risultato diretto della gestione del regime cubano.
Per l'orario di punta di questo sabato, l'UNE ha previsto una disponibilità di 1.080 MW di fronte a una domanda di 3.200 MW, con un deficit stimato di 2.120 MW e un'affettazione progettata di 2.150 MW.
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