Una cubana identificata su TikTok come @gelylaflaki ha registrato mercoledì un video dalla sua casa in cui racconta con disperazione di aver trascorso 27 ore consecutive senza elettricità né acqua, con il volto bagnato di sudore e i dispositivi di riserva già scarichi.
«Ventisette ore senza elettricità e senza acqua, guardate come mi brilla la faccia dal caldo che ho, perché per di più fa un caldo tremendo, sono tutta sudata», dice la donna all'inizio del video, registrato con la poca carica che le restava al telefono.
La cubana spiega che sia il suo generatore portatile EcoFlow che il suo ventilatore ricaricabile si sono esauriti durante il blackout, lasciandola senza alcuna risorsa per combattere il caldo insieme alle sue figlie.
La scena che mostra è eloquente: un picadillo scongelato come unico cibo disponibile per quel giorno, conseguenza diretta del fatto che il frigorifero non funziona da più di un giorno. «Questo picadillo è ciò che mangerò oggi, guarda la mia vita, scongelato così, tutta la carne è fredda ma scongelata», sottolinea.
Ciò che aggrava la sua frustrazione è sapere che l'elettricità arriva in altre parti della sua zona. «Cosa importa a loro? Vado a vedere se vado al blocco cinque, che ha un grandissimo kitty pon», dice con ironia, evidenziando la distribuzione diseguale del fornitura che caratterizza la crisi elettrica cubana.
La donna chiarisce che non pubblica il video per suscitare compassione. «Io carico queste cose qui, sai perché, non è per suscitare pietà né per dare altro, è perché ho bisogno di sfogarmi», afferma. Arriva addirittura a confessare l'impulso di uscire a protestare, ma si frena pensando alle sue figlie: «Quello che ho voglia di fare è uscire, ma alla fine, cosa risolverò? Lasciare le mie figlie senza mamma e io stare tranquilla, non risolverò nulla».
La sua descrizione del video riassume tutto in una frase: «Stiamo vivendo in un inferno molto caldo».
Il testimonio di @gelylaflaki si inserisce in una crisi elettrica che non dà tregua a Cuba. Giovedì, l'Unione Elettrica ha riportato una disponibilità di appena 950 MW di fronte a una domanda di 2.570 MW, con un'assenza prevista di 2.080 MW per l'ora di punta. Di questo deficit, 1.203 MW sono attribuiti direttamente alla mancanza di carburante.
Le cifre sul campo sono altrettanto allarmanti. A Matanzas si sono registrati blackout di fino a 85 ore consecutive tra il 14 e il 17 giugno; a L'Avana i black-out superano le 20 ore giornaliere; e a Santiago di Cuba ci sono zone che ricevono appena una o due ore di elettricità al giorno. Il caldo aggrava tutto: Pinar del Río ha segnato 37.6 °C a La Palma, un record storico locale per giugno.
L'impatto sulla salute mentale della popolazione è documentato. Un studio pubblicato a maggio del 2026 nella rivista Social Science & Medicine, basato su 415 adulti cubani intervistati tra luglio e novembre del 2025, ha rivelato che il 55,4% soffre di depressione estremamente grave, il 66% di ansia severa e il 65,8% di stress estremo.
I testimonianze virali delle cubane che usano i social media come valvola di sfogo si sono moltiplicate nelle ultime settimane, da madri che perdono farmaci pediatrici a causa degli blackouts fino a famiglie che gettano alimenti scongelati. @gelylaflaki riassume con le sue parole: «I social media sono ciò che mi sta aiutando».
Archiviato in: