"Ogni giorno il logorio è maggiore": Ulises Toirac sulla crisi a Cuba

Ulises ToiracFoto © Facebook/Ulises Toirac

L'attore e umorista Ulises Toirac ha pubblicato questo venerdì su Facebook una nuova riflessione sulla realtà cubana, questa volta segnata dall'esaurimento fisico ed emotivo dei suoi viaggi quotidiani all'Ospedale Manuel Fajardo, nel Vedado di L'Avana, dove riceve cure mediche.

«I miei viaggi quotidiani fino a Fajardo continueranno ancora per un po'. È estenuante, snervante. E quando torno a casa, non c'è corrente, il che moltiplica la stanchezza», ha scritto Toirac, descrivendo una routine che combina il logoramento degli spostamenti con il rientro in una casa senza elettricità.

Nonostante la stanchezza, l'umorista ha evidenziato il lavoro del personale medico del centro ospedaliero. «Ciò che emerge di più è il lavoro dei medici, a cui non mi stanco mai di dare grazie», ha sottolineato.

Pubblicazione su Facebook

Ma il tragitto gli restituisce anche un'immagine cruda della società cubana. «Inciampo giorno dopo giorno nella tristezza e nella disperazione della gente. Con bambini seduti seri sul gradino davanti alla loro casa. Con donne amare che litigano, con uomini che si ubriacano e raccontano parte della loro vita quotidiana, con giovani barcollanti per il chimico in un angolo», ha scritto, usando il termine popolare per riferirsi alle droghe sintetiche che si sono diffuse nei quartieri dell’Avana.

La pubblicazione si chiude con una frase che riassume il peso accumulato: «Torno indietro e ogni giorno il carico è maggiore».

La riflessione di Toirac arriva nel peggior momento energetico dell'anno per Cuba. Il 29 luglio, il Sistema Elettrico Nazionale ha registrato un deficit di 2.380 MW, il più alto del 2026, lasciando il 74% del paese senza corrente in modo simultaneo. Alcune località hanno accumulato più di 26 giorni consecutivi senza elettricità.

Questo non è il primo racconto di Toirac riguardo alle sue visite al Fajardo. Il 21 luglio aveva già ringraziato pubblicamente i chirurghi dell'ospedale per operare sotto blackout e carenze, e il 16 luglio ha descritto l'affaticamento di attraversare L'Avana da Playa fino al Vedado combinando tratti a piedi e in riquimbili.

Nel mese di luglio, Toirac ha mantenuto una linea costante di denuncia sociale. Il 29 luglio ha qualificato la spazzatura accumulata in ogni quartiere dell'Avana come un'«infezione»; il 25 luglio ha scritto che non c'è più «luce in fondo al tunnel» perché «non c'è tunnel»; il 18 luglio ha sfidato i dirigenti cubani a vivere senza auto né privilegi; e il 12 luglio ha descritto la vita durante i blackout come un'«incubo».

Toirac, che conta più di 190.000 follower sui social media, è diventato una delle voci civili più ascoltate all'interno dell'isola. A giugno aveva già dichiarato che Cuba si trova in «un labirinto senza uscita» e che non vede una soluzione «nel tempo che le resta da vivere».

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Redazione di CiberCuba

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