
La Assemblea Nazionale del Potere Popolare ha approvato questo giovedì la Legge sul Sistema di Identità Personale e Domicilio, che sostituisce la legislazione in vigore dal 2007 e introduce cambiamenti profondi nel modo in cui lo Stato cubano registra, identifica e controlla i propri cittadini.
La nuova legge sostituisce il Decreto-Ley 248 del 2007 —un testo di appena nove articoli— con un corpo legale di 60 articoli, accompagnato da un regolamento con oltre 60 articoli aggiuntivi.
Secondo il mezzo ufficiale Cubadebate, il progetto è stato presentato ai deputati dal primo colonnello Mario Méndez Mayedo, capo della Direzione di Identificazione, Immigrazione e Stranieri del Ministero dell'Interno (MININT), il quale ha affermato che la norma «risponde alla necessità di sviluppare i precetti costituzionali relativi all'identità personale e al domicilio».
Circa un quarto dei contenuti incorporati è costituito da elementi nuovi o che finora non avevano un supporto giuridico specifico.
I cambiamenti principali
Uno dei punti centrali della norma è la creazione dell'Autorità per l'Identità Personale e il Domicilio, funzione che fino ad ora operava presso l'autorità di procedimenti del MININT senza un sostegno legislativo formale.
La legge stabilisce inoltre un identificatore unico, permanente e irripetibile per ogni cittadino cubano e straniero residente, collegato non solo al documento d'identità, ma anche ai processi del registro pubblico nazionale.
Per la prima volta, l'identità digitale viene definita in termini giuridici come «la rappresentazione unica, verificabile ed elettronica di una persona fisica, collegata in modo sicuro alla sua identità fisica, che permetterà di autenticarsi e svolgere pratiche digitali».
Il catalogo biometrico si amplia per includere fotografia facciale, impronte digitali, voce, iride, colore della pelle, colore degli occhi e altezza, sotto la direzione della Direzione di Identificazione, Migrazione, Stranieri e Cittadinanza (DIMEC) del MININT.
Il domicilio come strumento di controllo
La norma definisce giuridicamente il domicilio come «la sede principale di una persona naturale, il centro delle sue relazioni giuridiche, il luogo in cui risiede abitualmente o con l'intenzione di stabilirsi» e impone ai cittadini l'obbligo di mantenere aggiornata tale iscrizione presso l'autorità statale.
Per determinare il domicilio di una persona, l'autorità terrà conto «della presenza fisica nel luogo e delle evidenze della sua intenzione di stabilire condizioni di vita stabili», una formulazione che conferisce ampia discrezionalità allo Stato.
Questa regolamentazione ha generato dubbi tra i cubani emigrati, poiché il testo non specifica cosa accadrà a coloro che vivono permanentemente all'estero ma mantengono un indirizzo registrato a Cuba.
L'ambito della norma è straordinariamente ampio: si applica ai cittadini cubani dentro e fuori dal paese, agli stranieri residenti, agli organi dello Stato, alle imprese, ai lavoratori autonomi, alle cooperative, alle organizzazioni politiche e di massa, e alle rappresentanze diplomatiche cubane all'estero.
Critiche: «sorveglianza travestita da procedimento civile»
La organizzazione per i diritti umani Cubalex ha avvertito che la norma costituisce «un'infrastruttura di sorveglianza travestita da procedura civile», poiché concentra identità registrale, biometria e domicilio sotto un unico sistema statale senza garanzie chiare contro l'uso dei dati a fini di controllo sociale.
Il contesto in cui viene approvata questa legge non è da sottovalutare: ad agosto del 2025, un anziano di 67 anni è deceduto davanti all'Unità di Procedimenti del MININT a Santiago di Cuba mentre aspettava il suo turno per rinnovare la carta d'identità, evidenziando le precarie condizioni del sistema che la nuova legge intende modernizzare.
L'approvazione è avvenuta nella stessa sessione parlamentare in cui il regime ha anche dato il via libera a una nuova Legge sulla Casa e a un nuovo Codice del Lavoro, e ha ratificato la riduzione da 27 a 21 ministeri.
Secondo il media statale Cubadebate, si prevede che la legge entri in vigore entro un periodo di tre mesi dalla sua approvazione.
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