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La dittatura cubana ha presentato questo mese all'Assemblea Nazionale del Potere Popolare un progetto di legge che unificherebbe sotto un unico sistema le informazioni registrali di nascita, l'indirizzo e i dati biometrici di tutti i cittadini cubani e stranieri residenti nell'isola, con controllo assoluto del Ministero dell'Interno (MININT).
Il testo, firmato da Juan Esteban Lazo Hernández, presidente dell'Assemblea Nazionale, si intitola «Del Sistema di Identità Personale e Residenza» e intende sostituire il Decreto Legge 248 del 2007, che lo stesso progetto riconosce come obsoleto rispetto ai principi costituzionali attuali.
Il progetto definisce l'identità personale come «l'integrazione armonica delle informazioni registrali della nascita dei cittadini cubani... con le informazioni biometriche che li individualizzano in modo unico e irripetibile e si esprimono in forma fisica e digitale».
I dati biometrici sono definiti nel testo come «l'insieme delle caratteristiche fisiche uniche di ogni persona naturale soggetta all'adempimento della presente Legge, che ne consentono l'identificazione indubbia mediante procedure scientifiche e tecnologiche».
Todo il sistema resterebbe sotto il comando della Direzione di Identificazione, Migrazione, Stranierità e Cittadinanza (DIMEC) del MININT, che «dirige, realizza e controlla» le procedure registrali, digitali e biometriche, come stabilito dall'articolo tre del progetto.
Il sistema unificato sarebbe composto dall'Autorità per l'Identità Personale e Domicilio, dal Registro dell'Identità Personale e Domicilio, dal Registro degli Stranieri e Migrazione, dal processo di identificazione, dal servizio di identità personale e domicilio, e dagli organi di Identità, Registri e Domicilio e di Immigrazione.
In materia di domicilio, il progetto stabilisce che i cittadini cubani hanno «l'obbligo di mantenere aggiornata l'iscrizione del proprio domicilio» presso l'autorità statale, definito come «la sede principale di una persona fisica, il centro delle sue relazioni giuridiche, il luogo in cui risiede abitualmente o con l'intenzione di stabilirsi».
Per determinare il domicilio di un cittadino, l'autorità prenderà in considerazione come condizioni rilevanti «la presenza fisica nel luogo e le evidenze della sua intenzione di stabilire condizioni di vita stabili», una formulazione che conferisce allo Stato ampia discrezionalità per convalidare o mettere in discussione dove risiede ciascuna persona.
L'ambito della norma è straordinariamente ampio: si applica ai cittadini cubani, agli stranieri residenti, agli organi dello Stato, alle imprese, ai lavoratori autonomi, alle cooperative, alle organizzazioni politiche e di massa, e alle rappresentanze diplomatiche cubane all'estero.
Il progetto non nasce nel vuoto. Il MININT gestisce già sistemi biometrici precedenti —il Sistema Unico di Identificazione Nazionale (SUIN) e il Sistema di Identità e Procedure Cittadine (NIS)— e la piattaforma governativa Soberanía.gob.cu richiede una validazione biometrica tramite l'applicazione MiIdentidad, che verifica l'identità scansionando il volto e le immagini del documento d'identità.
La nuova legge darebbe rango legislativo formale a ciò che fino ad ora operava tramite decreti e risoluzioni amministrative, chiudendo il cerchio unificando sotto un'unica norma i tre pilastri del controllo della popolazione: identità registrale, biometria e domicilio.
Il contesto in cui viene promossa questa legislazione è eloquente: un anziano santiaguero è deceduto davanti a un ufficio del MININT nell'agosto del 2025 mentre stava eseguendo pratiche per rinnovare il suo documento d'identità, un episodio che ha evidenziato le pessime condizioni dell'attuale sistema che il regime ora intende modernizzare e ampliare.
Il MININT, che secondo stime opera con circa 36.000 agenti, ha storicamente utilizzato il sistema di identificazione per monitorare i dissidenti e controllare i movimenti della popolazione, rendendo questa concentrazione di dati uno strumento di sorveglianza di portata senza precedenti nell'isola.
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