
Il primo ministro cubano, Manuel Marrero Cruz, ha riconosciuto questo mercoledì che la fase più complessa del pacchetto di riforme economiche promosso dal regime è appena iniziata, ammettendo che la principale sfida non è più quella di approvare nuove misure, ma di riuscire ad applicarle e a ottenere risultati in mezzo alla profonda crisi che attraversa il paese.
Durante la sua apparizione davanti all'Assemblea Nazionale del Potere Popolare, Marrero ha presentato un bilancio delle trasformazioni economiche approvate nelle ultime settimane e ha assicurato che il Governo entra ora in una fase decisiva.
«A partire da ora inizia la fase più importante e forse la più difficile», ha affermato, secondo quanto riportato dal mezzo ufficiale Cubadebate.
Il capo del Governo ha insistito sul fatto che il successo del processo dipenderà dalla capacità di attuare le misure, valutare i risultati e correggere le carenze che possono sorgere durante la sua esecuzione.
Secondo Marrero, delle 121 misure programmate per giugno e luglio, 110 sono già state approvate, il che rappresenta il 90,9% del piano previsto. Altre cinque sono attualmente in esecuzione parziale e il resto sarà sottoposto ad approvazione prima di concludere la settimana.
Tuttavia, lo stesso primo ministro ha riconosciuto che la vera sfida sarà trasformare quelle decisioni in cambiamenti concreti.
«La cosa più importante è che abbiamo già approvato 110 trasformazioni che dipendono da noi portarle a compimento», ha sottolineato.
L'affermazione mette in luce una delle principali difficoltà che storicamente hanno affrontato le riforme economiche a Cuba: la distanza tra le norme approvate e la loro applicazione effettiva.
Maggiore autonomia per le imprese statali
Tra le misure di rilievo figura un nuovo decreto-legge che amplia i poteri delle aziende statali.
A partire da tale normativa, le entità potranno stabilire i propri sistemi salariali, fissare prezzi e tariffe, effettuare investimenti finanziari e decidere sulla cessazione del rapporto di lavoro dei propri dipendenti.
Marrero ha definito questa modifica come la trasformazione più importante in materia di salari degli ultimi anni.
Cambiamenti per le mipymes
Nel settore privato, il Governo ha informato che già operano oltre 15.000 mipymes e cooperative non agropecuarie.
Inoltre, da martedì è entrato in vigore il Decreto 160, che elimina 46 divieti per gli attori economici non statali e flessibilizza parzialmente altri 36. La nuova normativa sostituisce il Decreto 107 del 2024, che limitava 125 attività economiche.
Nonostante la flessibilità, il regime mantiene vietate 79 attività, il che evidenzia che l'apertura al settore privato continua a essere limitata.
Il turismo e i blackout riflettono la gravità della crisi
Durante il suo intervento, Marrero ha anche riconosciuto il deterioramento che attraversa uno dei settori strategici dell'economia cubana.
Il primo ministro ha informato che il 73 % delle strutture alberghiere rimane chiuso, situazione che tiene circa 25.000 lavoratori in condizione di disponibilità lavorativa.
A ciò si aggiunge l'uscita di sette catene alberghiere internazionali dall'isola, tra cui Meliá, Iberostar e Barceló, che gestivano circa il 46% delle camere operate secondo quel modello, secondo i dati divulgati dall'agenzia EFE.
Sulla crisi energetica, Marrero ha ammesso che i prolungati blackout continuano a essere uno dei maggiori problemi per la popolazione, sebbene abbia assicurato che sono stati già aggiunti 1.464 MW di generazione tramite fonti rinnovabili, equivalenti al 13,8% della capacità elettrica nazionale.
Come parte della ristrutturazione statale, il Governo ha annunciato l'eliminazione di oltre 92.000 posti nei ministeri della Salute Pubblica, dell'Istruzione, della Cultura e dello Sport.
Secondo Marrero, la riduzione riguarda principalmente posizioni amministrative che rimanevano vacanti, mentre il resto degli organismi statali dovrà completare questo processo entro settembre.
Persistono i dubbi sull'entità delle riforme
Le misure vengono annunciate in un contesto economico particolarmente sfavorevole per l'isola.
La Commissione Economica per l'America Latina e i Caraibi (CEPAL) prevede una contrazione del 6,5% del Prodotto Interno Lordo (PIL) cubano nel 2026, mentre diversi economisti ritengono che le riforme arrivino in ritardo e senza affrontare i problemi strutturali dell'economia.
L'economista Mauricio de Miranda Parrondo ha avvertito che il processo potrebbe sfociare in un capitalismo autoritario controllato dal Partito Comunista, senza trasformazioni politiche che consentano un reale cambiamento istituzionale o un miglioramento sostanziale delle condizioni di vita della popolazione.
Al termine del suo intervento, Marrero ha citato frasi di Fidel Castro e Raúl Castro per sottolineare che le misure non rappresentano un abbandono del modello socialista.
«Non si tratta di una svolta verso il capitalismo, ma di un'aggiornamento del modello socialista», ha affermato, assicurando che il processo richiede «audacia, intelligenza, realismo e la partecipazione di tutto il popolo».
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