Sandro Castro, nipote del dittatore Fidel Castro e influencer con più di 164.000 follower su Instagram, ha pubblicato questo martedì un reel animato in cui ha satirizzato in modo deliberato e malizioso Luis Manuel Otero Alcántara, fondatore del Movimento San Isidro (MSI) e prigioniero politico recentemente esiliato a Miami.
Il video, della durata di un minuto e dodici secondi, fa parte della serie di episodi animati con intelligenza artificiale che Sandro pubblica regolarmente sotto il suo alter ego «Cristach», un supereroe in costume verde e dorato con messaggi subliminali che gli avrebbero guadagnato una bella tirata d'orecchie dal nonno.
La narrativa inizia con una rappresentazione dell'artista che dipinge per le strade del quartiere San Isidro, a L'Avana, quando un'orda di zombie irrompe e distrugge la sua opera — un richiamo diretto agli atti di ripudio e all'invasione subita dal MSI nel novembre del 2020 —.
Di seguito, il personaggio appare solo e abatuto in una cella oscura, ma la scena muta: la prigione si riempie di migliaia di quadri e l'artista dipinge con molteplici braccia, in un'immagine generata dall'IA nello stile della dea Kali, accompagnata dal testo «4.300 opere d'arte create durante cinque anni di prigionia».
La frase è una presa in giro diretta delle dichiarazioni di Otero Alcántara, che ha spiegato che gli è stato permesso di dipingere in prigione perché, secondo le sue stesse parole, «morivo e non volevano che morissi».
Il clímax del reel arriva quando i due supereroi —Cristach e un compagno della sua banda— rompono il soffitto del carcere e portano via in volo l'artista da Cuba, insinuando una complicità tra LMOA e i suoi «salvatori», personaggi dell'élite del castrismo e eredi del potere totalitario del regime.
La scena finale mostra i tre personaggi entrare al Café Versailles di Miami, dove un blackout improvviso fa svanire tutte le opere d'arte: una metafora del fatto che il talento di Otero Alcántara si estingue sul suolo statunitense.
Il video esplode in modo calcolato la polemica scatenata dopo la discesa di Otero Alcántara a Miami il 19 luglio, quando il suo buon aspetto fisico ha generato critiche e sospetti: alcuni sono arrivati ad accusarlo di aver ricevuto un trattamento di favore in prigione o di essere un agente del castrismo.
Il regime cubano lo ha definito come «mercenario» in un pezzo di propaganda diffuso dopo la sua deportazione.
Otero Alcántara ha risposto che il dibattito sul suo aspetto fisico o sul suo orologio —che ha detto costato circa 30 dollari e che era un regalo— era «una perdita di tempo» di fronte all'esistenza di oltre mille prigionieri politici a Cuba.
Il pugile Yordenis Ugás è uscito in difesa dell'attivista, avvertendo che il regime avrebbe calcolato quell'immagine proprio per dividere la comunità dell'esilio.
Este reel si inserisce in un modello ben documentato: appena due settimane prima, il 13 luglio, Sandro Castro ha pubblicato un altro video animato in cui trasformava in villain giornalisti e influencer dell'esilio come Mario Pentón e Alex Otaola.
Analisti e commentatori hanno ripetutamente sottolineato la possibile ingerenza della Sicurezza dello Stato dietro ai suoi messaggi, anche se lo stesso Sandro ha affermato in un'intervista con CNN Español a marzo del 2026 che è stato citato e interrogato da quel organismo a causa dei suoi video satirici.
Il reel ha accumulato 28.187 visualizzazioni, 475 like e 74 commenti in poche ore, consolidando la portata di un pezzo che, sotto l'apparenza di una satira animata, lancia un messaggio che avvantaggia direttamente la narrativa del regime contro uno dei più rinomati attivisti cubani a livello internazionale.
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