Sandro Castro ha acceso i social media con un nuovo episodio della sua serie di animazione generata con intelligenza artificiale, pubblicato su Instagram questo domenica, in cui si presenta insieme ai suoi alleati come supereroi che scendono dal cielo per salvare Cuba.
Nel video si trasformano in villain i giornalisti e gli influencer cubani dell'esilio come Mario Pentón e Alex Otaola, rappresentati come aure malsane.
Tra i rapaci che presumibilmente attaccano Cuba, c'è un nuovo volto: il portavoce ufficiale Michel E. Torres Corona, che di recente ha espresso il suo discontento per le dichiarazioni dei giovani Castro.
Nel video appare Raúl Guillermo Rodríguez Castro, nipote di Raúl Castro e cugino di Sandro, noto come «El Cangrejo». Viene rappresentato come un gigantesco crostaceo coronato che suppostamente protegge l'isola dall'attacco degli uccelli avvoltoio.
Sandro e il suo collega «Presentín» arrivano dal cielo per supportare El Cangrejo e insieme salvare i cubani da una prigionia che, paradossalmente, è opera della stessa famiglia Castro.
La reazione del pubblico è stata contundente
«I supereroi non siete voi. Voi siete i villain! E i poteri saranno recuperati dal popolo. Cuba tornerà ad essere libera senza nipoti, senza figli, senza pronipoti, senza cristach e senza granchi», ha scritto un utente.
Un altro internauta è stato più diretto nel segnalare la contraddizione centrale del video: «Per voi questo è solo un gioco. Ci sono persone che stanno morendo davvero, senza acqua, gas, medicine, denaro, cibo, elettricità. Bambini che non possono portare alla bocca un pezzo di pane. Non vivere questa realtà, e che sia la tua famiglia a fornire tutto questo per tutti, dovrebbe farti vergognare».
Un terzo commento ha riassunto il sentimento di molti: «Voi che avreste il potere di cambiare la storia di un popolo schiavizzato e sottomesso, vi limitate a fare video in cui vi considerate dei supereroi. Spero che un giorno vi alzerete e vi metterete dalla parte giusta della storia».
Tra le critiche c'è anche chi ha puntato direttamente il dito contro i veri responsabili: «Lì ti manca, in quella gabbia, i maggiori colpevoli della fame e della necessità del popolo cubano: tuo prozio, prima di tutto te, il Cangrejo, Díaz-Canel e tutta la tua famiglia e la casta. Se davvero vuoi aiutare il popolo, questi sono i colpevoli; non cercare altrove, li hai intorno a te».
Il video accumula anche una gaffe che non è passata inosservata: il personaggio del Granchio indossa sulla camicia una bandiera con i colori di Purtorico invece di quella cubana, un errore che molti hanno interpretato come un simbolo della disconnessione dell'élite castrista dai propri simboli nazionali che afferma di difendere.
Altri utenti hanno paragonato la produzione ai «muñequitos di Maduro», in riferimento alla propaganda animata del regime venezuelano, mentre uno ha sarcasticamente chiesto come sia possibile realizzare animazioni con intelligenza artificiale «con ETECSA», alludendo alla precaria connettività che soffre il popolo cubano.
Non è mancato chi ha ricordato che la corona che indossa il Cangrejo nel video riflette una realtà: «È già re per dinastia, non per meriti propri. È colui che ha le armi non per difendere il popolo, ma per perpetuare il suo regime».
Sandro Castro da mesi sta costruendo un'immagine ambigua sui social: si dichiara «rivoluzionario ma non comunista», lancia allusioni velate a Díaz-Canel e utilizza l'intelligenza artificiale per creare contenuti satirici, ma questo nuovo episodio ha confermato per molti cubani che fa ancora parte dello stesso sistema che dice di criticare.
«Tu vivi in un film, Sandrito, ma tranquillo che qui a tutti arriva il nostro. Ricorda che siamo 11 milioni e voi siete solo pochi», ha concluso un altro commentatore.
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